Nel paese dell'aritmetica,
un reame freddo e triste,
ogni cosa solo cifre,
solo in numeri consiste.
Gli abitanti non si chiamano
Marcantonio, Gigi o Bruno,
ma " Trentaquattro"
o " Duecentosessantuno".
Quando i pargoli cominciano
a dir vaghe parolette,
non balbettan " mamma o bua "
ma " du- due..tle- tle..se- sette.."
All'asilo non s'insegna
l'abbiccì, ma l'unduttre
con le quattro operazioni
e la regola del tre.
Il più celebre poeta,
il lor Dante, che si chiama
Trentunmilaseicentoundici,
è venuto a grande fama
per un suo divin poema,
che comincia "Novantotto
o trentuno? Centodieci!
Sei per otto quarantotto..."
Per cenare, vanno a " tavola
pitagorica", ed i loro cibi sono:
logaritmi al pomodoro,
zuppa di radici cubiche,
dividendi con soffritto;
ma, nei giorni di digiuno
mangain qualche zero fritto.
Franco Bianchi (Sancio Pancetta)

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