Un grande albero di pero
c’è dell’orto,
tutto nudo, nero nero,
forse morto…
L’altre piante lì d’intorno,
ch’erano spoglie,
hanno ormai da qualche giorno
le loro foglie;
nel pallor dolce del cielo
già mi pare
di vedere il fior del melo
biancheggiare.
Ma quell’albero, là in mezzo
nudo e tetro,
mi dà il gelido ribrezzo
di uno spettro.
Questi trepidi richiami,
questo santo
nuovo sole su’ suoi rami
passa invano…
Ah, ma un passero stasera
è disceso
sulla triste pianta nera
inatteso
a sgranar le tintinnanti
chiare note,
e la pianta i tristi incanti
forse scote:
quelle sillabe giulive
certo ascolta
ed il lieto april rivive
d’una volta.
Franco Bianchi

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