Passata alla storia come “Madame Lepaute”, Nicole-Reine Étable de Labrière fu una delle menti scientifiche più brillanti del Settecento francese. In un’epoca in cui alle donne era precluso quasi ogni accesso al mondo accademico e scientifico, seppe imporsi grazie alla sua intelligenza, determinazione e straordinarie capacità matematiche.
Nata il 5 gennaio 1723 nel Palazzo del Lussemburgo a Parigi, era figlia della cameriera personale di Louise Élisabeth di Borbone-Orléans. Fin da giovane mostrò una predisposizione eccezionale per la matematica. A 23 anni sposò Jean-André Lepaute, orologiaio alla corte di Francia. Insieme progettarono e costruirono un orologio astronomico, che fu presentato all’Académie des Sciences nel 1753, attirando l’attenzione e l’ammirazione dell’astronomo Jérôme Lalande, futuro direttore dell’Osservatorio di Parigi. L’apice della sua carriera scientifica arrivò nel 1760, quando, a 37 anni, prese parte a uno dei più importanti dibattiti astronomico-cartografici dell’epoca. Insieme a Lalande e al matematico Alexis Clairaut, calcolò con grande precisione la data del ritorno della cometa di Halley, tenendo conto delle perturbazioni gravitazionali esercitate da Giove e Saturno. Nel novembre 1758 predissero che la cometa avrebbe raggiunto il perielio – il punto più vicino al Sole – il 13 aprile 1759. L’errore fu minimo: la previsione si discostò dalla realtà di appena un mese, un risultato straordinario per l’epoca. Dal 1759 al 1774 fu incaricata, sempre insieme a Lalande, della redazione del celebre almanacco astronomico “Connaissance des temps”, pubblicazione annuale dell’Académie des Sciences rivolta ad astronomi e navigatori. Nel 1774 intraprese un nuovo e impegnativo progetto: il calcolo delle effemeridi – le posizioni quotidiane del Sole, della Luna e dei pianeti – fino al 1792. Il risultato di questo lavoro colossale fu pubblicato nei volumi VII e VIII dell’“Éphéméris”, la raccolta ufficiale delle tabelle astronomiche dell’epoca. Nel 1788, a coronamento della sua carriera, fu ammessa all’Académie des Sciences di Béziers, un raro onore per una donna del suo tempo. Morì poco dopo, nel 1788, a Saint-Cloud, all’età di 65 anni. Nel 1935, in suo onore, l’Unione Astronomica Internazionale battezzò “Lepaute” un cratere lunare, assicurandole un posto eterno tra le stelle che tanto aveva studiato.


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