La grandine di maggio
ha rilavato i monti,
fuggon sugli orizzinti
le nuvole a tenzon.
Come un acuto incenso
odora il pin silvestre,
tra poco le ginestre
s'ingemmano d'or.
L'ultima neve splende
sui vertici lontani,
passano uccelli strani
del vespro nel pallor.
Oh! questa pioggia fresca,
quest'aria di cristallo!
Sorride il prato giallo
brilla la siepe in fior.
Il vento che s'innalza
e per il ciel frequente
le nubi ad occidente
rammonta con furor
perchè sereno e chiaro,
s'affacci all'indomani
fra canti antelucani,
fecondator , il sol.
Ma dall'anima torba
non migrano i pensieri,
come gli uccelli neri
che volano laggiù...
Dalla città sonante
vorrei con volo audace
fuggir verso la pace
di solitario asil
dove sognar fidente
che un prossimo domani
porti fra i tristi umani
un sempiterno Amor.
Ferdinando Paolieri.
sabato 14 giugno 2025
Desiderio
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