mercoledì 21 giugno 2023

La Farfalla.

 
La Farfalla.
Simboleggia la rinascita, la trasformazione, la speranza, il coraggio, la bellezza ma anche l’inconsistenza della felicità.
La metamorfosi che – conduce l’animale dalla condizione di bruco a quella di larva e infine di farfalla – meraviglia da sempre gli uomini, spingendoli a riflettere sulla propria trasformazione spirituale, spiega “L’Enciclopedia dei Simboli” di Hans Biedermann. Non è un caso che sulle tombe antiche vi siano frequenti rappresentazioni di farfalle. Anche il dio del sonno, Hypnos, porta spesso ali di farfalla e così tutta una serie di piccole creature del Regno Invisibile.

 La farfalla nelle culture del mondo

Dall’antico Messico alla Cina, la farfalla gode da sempre di grande considerazione. In Cina, spiega “L’enciclopedia dei simboli”, simboleggia – il giovinetto innamorato che sugge fiori e frutti. – Ma anche la lunga vita e la bellezza. 

Nell’antico Messico simboleggiava il fuoco fiammeggiante posto in relazione con l’immagine del Sole. Era anche – attributo del dio della vegetazione Xochipilli – e associata a un coltello di pietra rappresentava la dea Itzpapalotl. La si ritrova spesso anche su oggetti ed edifici religiosi delle antiche civiltà precolombiane.

In Giappone è il simbolo della vergine e – due farfalle che danzano insieme sono segno di un matrimonio felice -, spiega l’Enciclopedia dei Simboli.

Presso i nativi americani, c’era chi credeva che gli antenati comunicassero attraverso questi insetti e chi considerava la loro presenza un segno di gioia e speranza. Fatta eccezione per le farfalle nere, più spesso associate alla malattia. 

Per gli antichi greci psyché significa anima ma anche farfalla. Non a caso, in diversi monumenti antichi, l’anima veniva rappresentata con ali di farfalla. E a quanto pare anche la mitologia celtica la considerava simbolo dell’anima.
Gli antichi Egizi, che consideravano la morte una fase transitoria, erano soliti inserire delle farfalle dorate nelle tombe, spiega “La farfalla: mito e bellezza“. E a quanto pare – iniziarono la pratica della mummificazione in seguito all’osservazione della metamorfosi della farfalla. 

Cosa significa vedere una farfalla in sogno?
La farfalla indica trasformazione, crescita a fasi, bisogno di libertà. Oppure la necessità di essere più teneri e gentili con se stessi. Se la si vede in volo, può indicare fra le altre cose un’attitudine allegra. Dal punto di vista mentale-spirituale, il libro suggerisce che la farfalla rappresenta l’essenza dell’anima e che invita, in sogno, a prestare maggiore attenzione al proprio sé più bello.


 

La Conquista Della Penna d’Aquila🪶



In un villaggio indiano, il consiglio dei saggi ha deciso che la "prova di forza e coraggio" che i giovani indiani dovranno superare l'indomani, consiste nel raggiungere in canoa la riva opposta del lago dove, in un posto segreto, e' nascosta una penna d'aquila dorata: chi la troverà, avrà vinto .
Il mattino dopo, tutti sono indaffarati nei preparativi. Quand'ecco arrivare Falco Stanco, un vecchio indiano che abita dall'altra parte del lago. Egli si avvicina ai ragazzi e dice loro:"Devo tornare dalla mia tribù. Se dovessi fare il giro del lago a piedi non arriverei che a notte inoltrata. Qualcuno di voi mi potrebbe portare sulla sua canoa?".
Tutti, chi prima, chi poi, si scusano dicendo che per via della gara, hanno fretta di arrivare per primi.
Ma uno di loro, Penna Bianca, non sa dirgli di no.
Viene dato il segnale di partenza e tutti balzano sulle loro canoe. E' iniziata la grande prova.
Un po' più di fatica fa Penna Bianca che deve remare per due; la sua canoa e' più pesante, ora che con lui c'e' anche Falco Stanco.
Gli altri commentano la sua poca furbizia. Proprio lui che e' tra i ragazzi più abili e coraggiosi.
Anche Penna Bianca, vedendosi indietro, teme che arriverà troppo tardi. Ma poi guarda Falco Stanco che sorride felice e sente interiormente una voce che lo rassicura: "Hai fatto bene, Penna Bianca, hai fatto bene!".
Uno dopo l'altro tutti arrivano e corrono a cercare nei posti più impensati la "penna d'aquila dorata".
Arriva anche Penna Bianca. Teme che ormai i suoi compagni abbiano scovato il prezioso trofeo. Ma nessuno ancora l'ha trovato.
Saluta Falco Stanco e corre anche lui alla caccia.
Ma il vecchio indiano lo trattiene:" Ieri sera, Bisonte Nero, il grande capo, mi ha detto: "A quello dei piccoli indiani che ti porterà sull'altra sponda, consegnerai questa!"
E tira fuori, da sotto il suo poncho, fra lo stupore di tutti, una...meravigliosa penna d'aquila; la penna d'aquila dorata!"
"Sì- continua Falco Stanco, mettendo una mano sulla spalla di Penna Bianca- hai vinto la prova perché cio' che più vale nella vita e' la forza dell'amore e tu hai dimostrato di averla quando mi hai preso sulla tua canoa".
Se fai attenzione, t'accorgerai che chi ti sta accanto ha per te la "chiave di casa"; non puoi ignorarlo.
Saggezza Indiana

 

Françoise Sagan


 
 nome d'arte di Françoise Quoirez
(Cajarc, 21 giugno 1935 – Honfleur, 24 settembre 2004),
è stata una scrittrice francese.

Ha legato il suo nome al successo ottenuto nel 1954 dal suo primo romanzo - Bonjour Tristesse (Buongiorno tristezza) - pubblicato quando aveva appena diciannove anni e divenuto ben presto un caso letterario. E' stata sposata due volte: con l'editore Guy Schoeller e con Robert Westhoff, da cui ha avuto un figlio, Denis. Si è raccontata nel romanzo a sfondo autobiografico Col mio miglior ricordo del 1984. Terza figlia di una famiglia di ricchi imprenditori, originaria del sud-ovest della Francia  Sagan scelse il suo nome d'arte ispirandosi alla Principessa Sagan, personaggio della Recherche proustiana. La sua carriera di autrice aveva avuto inizio come reporter del rotocalco Elle, una serie di cartoline dall'Italia. Sagan inizia a percorrere in lungo e in largo l'Italia: il risultato sarà una sorta di  articolato per città e intitolato ad esempio "Buongiorno Napoli", "Buongiorno Capri", "Buongiorno Venezia". E quel Buongiorno rimarrà, in un certo senso, la sua griffe, quasi una sorta di autografo. Personaggio tormentato della cultura francese, attratta dal mondo del cinema, amante ante-litteram delle auto da corsa e della velocità e del gioco, con una vita proiettata sempre sopra le righe, Sagan è ricordata anche per un altro suo lavoro molto noto, Le piace Brahms?, da cui fu tratto a cavallo degli cinquanta-sessanta l'omonimo film . Quasi a irridere i pettegolezzi che correvano sul suo conto per il suo modo di vivere arditamente spericolato, soleva dire che non aveva nulla contro le droghe: "Semplicemente - ammiccava sorridendo - l'alcool mi basta, e il resto mi incute paura". La sua carriera, dopo l'avvio sfolgorante, la consacrò fra le stelle del panorama letterario europeo: a fine 1957, il suo secondo romanzo - Un certo sorriso - divenne un best seller con oltre mezzo milione di copie vendute ad appena un anno dalla pubblicazione. Autrice quanto mai prolifica (una cinquantina le opere pubblicate, fra romanzi, sceneggiature, novelle e drammi teatrali), la scrittrice - nonostante il successo e la stima conseguiti nell'arco di una carriera ultra-quarantennale (iniziata nel 1954 con Bonjour tristesse, fino alla pubblicazione di Musiche di scena, nel 1996) - ha trascorso il suo ultimo periodo di vita in solitudine e nell'indigenza, spegnendosi a causa di una embolia polmonare in una clinica della bassa Normandia.


ESTATE acrostico

 
ESTATE
E' una
Stagione
Tanto
Allegra piena di
Tanti frutti
Energetici
Lucia

Buongiorno e Buona Estate!!!!🌞🍀🍉


Cari Amici/e , eccoci all'estate!!!
Ci sarà chi è contento e chi no!
A chi piace il caldo e a chi no!
Insomma che ognuno di noi
prenda il meglio da ogni situazione!
Ricordate sempre che il tempo volaaaaaaa!!!
Godiamo di quello che possiamo e abbiamo!
Lucia🐞

 

martedì 20 giugno 2023

Gli effetti delle emozioni sul corpo


 

Giorgio Morandi

 
 

Fu uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.
Riservato,  gentile sia nella vita privata che in quella professionale, Morandi ha fatto discutere Bologna per la sua personalità enigmatica ma fortemente positiva. Morandi ha vissuto con la madre e  tre sorelle che lo hanno sempre accompagnato con nobile spirito fino alla sua morte. Giorgio nasce da Andrea Morandi e Maria Maccaferri. Fin da ragazzo dimostra grande passione per l'arte figurativa convincendo i parenti a permettergli di iscriversi all'Accademia di belle arti di Bologna.  Dopo la morte del padre avvenuta nel 1909,  Morandi divenne capofamiglia assumendosi tutte le responsabilità. Il percorso accademico e gli studi di Morandi furono eccellenti. Morandi, pur vivendo quasi sempre a Bologna, era fin da allora informato sulle opere di Cezanne, Derain e Picasso. Ma non è solo al presente che guarda Morandi, infatti successivamente ad un viaggio nella città di Firenze, riconsiderò grandi artisti del passato come Giotto, Masaccio, Piero Della Francesca e Paolo Uccello, che appunto faranno parte dello sviluppo artistico del pittore bolognese. In un primo tempo espose con i futuristi, diventando nel 1918 uno dei massimi interpreti della scuola metafisica con Carrà e de Chirico, periodo terminato nel 1919. Nel 1920 si accostò al gruppo "Valori Plastici", recuperando nelle sue opere la fisicità delle cose. In seguito intraprese una via personalissima, ma sempre calata nella realtà del mondo e delle cose. La sua prima esposizione personale avvenne nel 1914, dove si può riscontrare la forte influenza di Cezanne, pittore fondamentale per la sua formazione artistica. La fama di Morandi è legata alle nature morte e in particolare alle "bottiglie". I soggetti delle sue opere sono quasi sempre; vasi, bottiglie, caffettiere, fiori e ciotole che, composti sul piano di un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena. La sua opera si compone anche di ritratti e paesaggi. Di grande importanza nel lavoro di Morandi sono le acqueforti, eseguite da autodidatta che risolvono poeticamente molti problemi espressivi del mezzo impiegato. Fin dagli esordi del suo percorso artistico portò avanti la passione per le incisioni. Le sue prime lastre, ora purtroppo andate perse, risalgono addirittura al 1911, quando egli era appena ventunenne. È sepolto alla Certosa di Bologna nella tomba di famiglia dove giace insieme alle tre sorelle. Sulla tomba è ubicato un ritratto dell'artista eseguito e donato dal suo amico Giacomo Manzù. Nel 1992 in Palazzo D'Accursio a Bologna è sorto il Museo monografico dedicato a Giorgio Morandi. Tale realizzazione è stata possibile grazie alla donazione di Maria Teresa Morandi (sorella del pittore), delle opere e dell'atelier dell'artista, di proprietà della famiglia. L'allora sindaco di Bologna Renzo Imbeni ha reso possibile la fondazione del museo, tramite un interesse e un impegno totali. Il maestro Carlo Zucchini che nell'occasione, per volontà di Maria Teresa Morandi, assunse l'incarico di garante della donazione.

Nel giardino

Nel giardino. (a mio padre) Tu speri ancora che dovrò guarire e vai facendo più grande il giardino dove una volta, prima di partire, mi leva...