lunedì 28 settembre 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 30


L'editto dell'imperatore Cesare Augusto.

L'editto del censimento di Augusto, lo considerammo un segno del compimento delle profezie che parlavano di Betlemme. Ci mettemmo in viaggio come pellegrini in preghiera e lodando Dio... Con il Sòrec, il nostro caro somarello, salimmo la lunga e ripida strada che porta a Gerusalemme. Ci fermammo a Betania, in casa di Simone, per passarvi un paio di giorni e riposarci. Poi riprendemmo il cammino verso la casa di Ruben, fratello di Giuseppe, un po' fuori Betlemme. Vi erano altri parenti venuti per il censimento. Ruben voleva lasciarci la sua camera per dormire, ma noi, ringraziandolo molto, non accettammo. Sotto la casa c'era una vasta grotta e, Giuseppe ed io, pensammo che sarebbe stato il luogo migliore per la nascita di nostro Figlio. Ruben e Giuseppe pulirono la grotta che era anche una stalla. Io ero un po' stanca del viaggio e per l'emozioni degli ultimi giorni. Sentivo prossima l'ora del parto. Dopo cena scesi con Giuseppe e con sua madre Rut alla grotta. Rut aveva preso con sé quanto occorreva per le circostanze. Stalla di Betlemme...-pensavo- Tu sarai per sempre benedetta! Il Re dell'universo vuole nascere in te. Non ha cercato né palazzi dei re, né le città fastose. C'erano un vitello, il nostro asinello Sorec, alcune pecore e galline. L'ambiente era quindi riscaldato. Giuseppe andò a chiudere la porta esterna della grotta. Nel frattempo giungeva il momento designato da Dio per la nascita del Figlio suo.
La Divina Maternità.

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