Viviamo in un tempo che ha trasformato la velocità in una virtù.
Imparare presto.
Imparare presto.
Leggere presto.
Essere autonomi presto.
Capire presto.
Smettere di piangere presto.
E mentre acceleriamo l’infanzia, rischiamo di perdere proprio ciò che vorremmo proteggere: la curiosità, il tempo della scoperta, il diritto di procedere con il proprio passo.
Educare significa cogliere i bisogni tipici di un'epoca,
oggi significa saper aspettare senza vivere l’attesa come un ritardo.
Perché crescere non è una gara.
E un bambino non è mai “indietro” rispetto alla propria storia.
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