domenica 4 febbraio 2018

Filastrocca di Susanna





Filastrocca, filastrocca
fila, fila, con la rocca.
Con la rocca fila Susanna,
con la bocca piena di panna.
Lei lavora di gran lena
ma ha la bocca ha sempre piena
sia di panna, di caramelle,
di bomboloni o di frittelle.
Fa anche il pieno di gelato,
mettendo le dita nel cioccolato.
La bimbetta è disperata!
con i dolci è ingrassata.
Se in linea vuole tornare
una dieta dovrà cominciare
Povera Susanna è grassottella
si piacerebbe un po' più snella,
ai dolci dovrà rinunciare.
per cantare e ballare
e alla rocca lavorare.

Lucia.

4 febb.San Giuseppe da Leonessa


 
San Giuseppe (Desideri) da Leonessa
Leonessa, Rieti, 8 gennaio 1556 – Amatrice, 4 febbraio 1612
Al battesimo gli danno un nome insolito, Eufranio, che non sembra avere molti precedenti . Famiglia importante, ma sfortunata: i genitori, Giovanni Desideri e Francesca Paolini, muoiono in breve tempo quando lui è ancora piccolo. Studia sotto la guida dello zio paterno Battista a Viterbo, poi si ammala e ritorna a Leonessa. Qui viene in contatto con i frati cappuccini e decide di prendere anche lui il saio. Eufranio entra sedicenne nel loro convento di Assisi, fa il noviziato, a 17 anni già pronuncia i voti e prende il nome di fra Giuseppe. Prosegue negli studi teologici fino al sacerdozio (1580) e fa le sue prime esperienze di predicatore nelle campagne dell’Italia centrale. Il suo sogno, però, è la missione. E si realizza per lui a 31 anni, quando il suo Ordine lo manda con altri a Costantinopoli, l’antica capitale dell’Impero romano d’Oriente, che da un secolo è capitale dell’Impero turco. I turchi hanno lasciato al loro posto il patriarca e i vescovi “orientali”, cioè separati dalla Chiesa di Roma in seguito allo scisma nel 1094. I vescovi cattolici sono stati invece colpiti e allontanati. Tra i fedeli, molti vivono in schiavitù, e altri sono isolati e dispersi intorno a chiese in rovina. I missionari cappuccini hanno un loro programma graduale nella metropoli d’Oriente: assistenza ai cattolici in prigionia, ai malati, collegamento con i gruppi cattolici occidentali che sono a Costantinopoli per lavoro e commercio. E così fa lui, fra Giuseppe. Ma il suo temperamentolo spinge a fare di più, e subito: pensa di annunciare il Vangelo anche ai turchi, di rivolgersi personalmente al sultano Murad III. Anzi, tenta di infilarsi nel suo palazzo. E così lo arrestano come sovversivo, poi lo tengono per tre giorni appeso per una mano e un piede a un’alta trave, sotto la quale è acceso un fuoco. Infine, espulso, torna in Italia a fare il predicatore itinerante, accompagnato da qualche confratello; e sempre a piedi, nello stile cappuccino. Si impone ritmi quasi incredibili, che sfiancano i suoi compagni di missione: anche sei-sette prediche in un giorno; e pochissimo riposo, perché è importantissimo anche il colloquio con la persona singola, la famiglia singola. O con chi è condannato a morte e lo vuole accanto a sé nel carcere, per le ultime ore di vita. Per i malati, si sforza di far sorgere piccoli ospedali e ricoveri; a volte ci lavora anche con le braccia. E combatte l’usura che dissangua le famiglie, facendo nascere Monti di Pietà e Monti frumentari, per il piccolo credito a tasso sopportabile. Così, per i paesi e le cittadine che attraversa e scuote, questo cappuccino diventa un portavoce, una bandiera. Nasceranno confraternite intitolate al suo nome, dopo la morte tra i cappuccini di Amatrice, a 56 anni, per una malattia molto dolorosa. Fra Giuseppe viene sepoltolì, nella chiesa conventuale. Nel1639 il corpo è poi trasportato a Leonessa, dove tuttora si trova, nel santuario a lui dedicato. Papa Benedetto XIV lo proclama santo nel 1746.
Autore: Domenico Agasso

sabato 3 febbraio 2018

Cantilena delle formiche





1 Formica  tutta sola
cercava amiche per far la Ola.

2 Formiche in bicicletta
pedalavano in tutta fretta.

3 Formiche su un sassolino
stavano strette pochino, pochino.

4 Formiche sopra una pera
si divertirono tutta la sera.

5 Formiche dal corpo rosso
scivolarono in un fosso

6 Formiche in fila indiana
inseguivano una rana.

7 Formiche  nel formicaio
si specchiavano in un cucchiaio.

8 Formiche con la bandana
trasportavano una banana.

9 Formiche giravano il mondo
facendo con altre un girotondo.

10 Formiche  in processione
cambiavano spesso la direzione.

Tante Formiche tutte dabbene
vanno daccordo e si vogliono  bene.

Lucia

Uno strano Alfabeto




A come    Aquilotto.
B come    Bassotto.
C come    Cestino
D come    Dentino.
E come    Elegante.
F come    Furfante.
G come   Gabriel.
H come   Hotel.
I  come   Iguana.
J come    Juliana
L come    Lampione.
M come   Melone.
N come   Nasello.
O come   Occhiello.
P come   Portiere.
Q come   Quartiere.
R come   Resto.
S come   Sesto.
T come   Turco.
U come   Urto.
V come   Vetrina.
W come  Walterina
X come   Xuta
Y Come  Yuta
Z come   Zappa
e  l'Alfabeto scappa.
Lucia

Una favola con i numeri...



  1. Sono stata a Belluno.
  2. Ho incontrato un Bue.
  3. Sopra c'era un Re.
  4. Mi ha regalato un nastro.
  5. lo seguirò ovunque.
  6. Ma non ho soldi miei.
  7. Lui mi regala scarpette.
  8. Del numero trentotto.
  9. D'oro e d'argento, nuove.
10. Io lo riempio di baci.
Lucia






I sette giorni


I sette giorni
 
Lunedì a spasso andò
e con Martedì s'incontrò.


Mercoledì non sapeva che fare
Giovedì andò a trovare.


Venerdì senza pensarci
chiamò Sabato per incontrarsi.


E con Domenica tutti insieme
dimenticarono le loro pene.
Lucia.

Presso il lettuccio della sua bambina

Presso il lettuccio della sua bambina

Ora ella veglia,calma nel sorriso,
presso il lettuccio ove la bimba dorme.
Hanno nel sonno le infantili forme
una soavità di paradiso.

S'addormentò la bimba con la mano
ne la sua mano;ed ella più non osa
toglier le sue da quelle
piccole dita, pètali di rosa.

S'addormentò la bimba su lo strano
ritmo d'una canzon d'ali e di stelle
e di bionde sorelle,
ch'ella cantava:-ora la sogna forse.-

E ne la calma quasi angusta,piena
di taciti pensieri,
la smorta donna dai grand'occhi neri
ripete nel suo cuor la cantilena.

Ada Negri

Di un soldato ignoto

Di un soldato ignoto Ma la povera mamma rimasta così sola? Un’altra Madre, Italia, di noi la riconsola!” Di un ufficiale sconosciuto “Sepper...