giovedì 3 ottobre 2019

3 ottobre San Gerardo di Brogne




Abate
Etimologia: Gerardo = valoroso con la lancia, dal tedesco
Emblema: Bastone pastorale

Diverse fonti ci informano sulla sua vita ed attività. Prima di tutto la Vita Gerardi, la cui versione attualmente conosciuta, come ha recentemente dimostrato il canonico J. M. De Smet non è stata redatta, come s'è fin qui pensato, allo scopo di correggere i difetti di un testo anteriore; essa non è che una "opera d'edificazione e di polemica, spesso fantastica e talvolta francamente fraudolenta, redatta nel 1074-75; non ci insegna niente di valido su Gerardo. Il nucleo su cui si è basato l'autore della Vita Gerardi è costituito dalla Translatio S. Eugenli, redatta probabilmente nel sec. X, forse tra il 935 e il 937. L'Inventio S. Gisleni, scritta da un monaco che assistette all'incendio del monastero di Saint-Ghislain nel 936 e fu testimonio di molti miracoli e i Miracula Ranieri S. Gisleni, redatti verso la metà dell'XI sec. da un altro monaco di Saint-Ghislain, ci informano sull'opera riformatrice di Gerardo nel monastero stesso. L'Historia monasterii Mosomensis, composta verso il 1033 da un monaco di Mouzon, e un atto ricopiato nel Libertraditionum di Saint-Pierre di Gand testimoniano dell'attività del santo rispettivamente a Saint-Rémy e nel contado di Fiandra. Nobile del Lomacensis, Gerardo, ancora giovanissimo, era stato preso da un grande ideale religioso. Dopo un'iniziazione alla vita monastica a Saint-Denis, presso Parigi, aveva fondato nelle proprie terre un'abbazia benedettina. Uomo virtuoso e monaco esemplare, conosciutissimo dalle famiglie potenti delle regioni vicine al suo monastero, attirò prestissimo l'attenzione dei principi, specialmente di Gisleberto di Lotaringia e di Arnaldo di Fiandra che lo chiamarono per risollevare i loro monasteri decaduti. Apostolo infaticabile, Gerardo percorse per venticinque anni la Lotaringia e la Fiandra, restaurando e riformando una dozzina di abbazie. Morí a Brogne il 3 ottobre 959. Il millenario della morte del santo fu occasione di un congresso storico che tenne la sue assise a Maredsous nell'ottobre 1959, e a grandi manifestazioni religiose a Saint-Gérard (prov. di Namur), sede dell'antica abbazia fondata dal riformatore. Il culto a s. Gerardo risale al 1131 e Brogne, oggi Saint-Gérard, divenne rapidamente un luogo di pellegrinaggio. La festa del santo è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi al 3 ottobre, data nella quale è inserito nel Martirologio Romano. Reliquie, consi derate come autentiche, si conservano a Saint-Gérard (casa parrocchiale e convento dei Padri Assunzionisti), a Maredsous (abbazia), Aubange (casa parrocchiale) e Gand (chiesa di Notre-Dame).

Autore:
Albert D'Haenens

il Pescatore


mercoledì 2 ottobre 2019

Per un bimbo



Un Angelo dal cielo
disceso l'ha toccato:
e il bimbo gli ha sorriso
e poi si è addormentato.
Com'è profondo il sonno,
profondo come il mare.
Nè il babbo, nè la mamma
lo possono destare.
Campane a festa in cielo.
In terra s'ode un pianto.
Per il bambino è tutto
fiorito il Camposanto.
La mamma ora lo chiama,
lo chiama notte e giorno;
ma il bimbo è in Paradiso
e più non fa ritorno.

Dante Bertolini

Vendemmia


Grappoli neri e bianchi
pendono giù dai tralci.
E i tralci sono stanchi
del peso dell'uva matura.
Allora l'uomo lieto
va per tutto il vigneto,
tende la mano
e distacca con cura
ogni grappolo sano.

Oh,bello,
poi,tuffare la mano
in un cestello
d'uva, tra gli acini
gonfi e rotondi,
e portarli alla bocca!
La lingua schiocca
per la dolcezza,
uva, che piaci
all'uomo tanto
che ti coglie con il canto
dell'allegrezza.

E,davvero, quei giorni
sono giorni di gioia,
giocondi,
senza noia,
in cui tutto il lavoro
ferve tra un coro
di canti
festanti.


Dante Bertolini.

Dante Bertolini



(Maroggia, 2 gennaio 1911 – Locarno 1998)
è stato un politico, esperantista e poeta svizzero-italiano,
originario di Locarno, nel Canton Ticino.

Figlio di padre italiano di Reggio Emilia e di madre svizzera, una Bagutti di Rovio, giunse a Locarno a due anni, qui frequentò tutte le scuole dalle elementari alla Magistrale. Conseguita la patente di maestro nel 1931, insegnò per venti anni nella scuola elementare e dal 1937 nella scuola maggiore cittadine. Nel 1937 ottenne una borsa di studio dal Consiglio di Stato per poter frequentare la facoltà di Magistero a Roma. Dal 1951 al 1971 esercitò la funzione di ispettore scolastico. Scrisse libri di lettura per gli allievi dalla terza alla quinta elementare Marco, Il bel sentiero, Rivabella, Al passo con la vita pubblicati a partire dal 1939: libri scritti bene, ricchi di umanità e di temi essenziali, radicati in un territorio, coi suoi usi e costumi, le sue abitudini, i suoi abitanti e i suoi confini, al di là dei quali, tuttavia, c'erano altri territori da esplorare, conoscere e rispettare. Successivamente pubblicò due raccolte antologiche di poesie originali in lingua esperanto tradotte in italiano. La prima, "El la nova ĝardeno - Dal nuovo giardino", fu data alle stampe a Locarno nel 1979; si trattava di un'antologia bilingue di poesie originali in lingua esperanto di dieci autori diversi. La seconda, "In quest'era omicida - En ĉi murdepoko", fu pubblicata a Locarno nel 1987, e conteneva anche alcuni brevi saggi critici. Tramite le due opere Bertolini mirava a diffondere presso il pubblico italofono la consapevolezza circa la validità della letteratura originale in esperanto. Attivo in politica nelle file del Partito Liberale Radicale fu eletto per diversi anni nel municipio di Locarno. Nel 1970 aderì al progetto per un "Cantiere per la gioventù" a Locarno.

Roberto Herlitzka


 
(Torino, 2 ottobre 1937)
E' conosciuto come uno dei mostri sacri del teatro nostrano. Famoso per le sue performances sul palcoscenico. Un miracolo della recitazione, fra humour e aplomb, realismo e magia, serietà e sapore che si merita il titolo di uno dei più importanti attori italiani. Di origine ceca, ma nato a Torino, Roberto Herlitzka è allievo di Orazio Costa all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico.Negli anni 60 si butta sul palcoscenico, interpretando opere come: "Francesca da Rimini" (1960), "Episodi e personaggi del poema dantesco" (1966), "Don Giovanni" (1966), "Il candelaio" (1968); "Le mutande" (1968) e poi ancora "Come vi piace", "Sogno di una notte di mezza estate", "Prometeo", "Senilità", "Il ventaglio", "Misura per misura", "Otello", Zio Vanja" "Misantropo". C'è anche un po’ di televisione nella sua carriera, soprattutto quella firmata da Leonardo Cortese che lo dirigerà sovente, come è accaduto nella miniserie Un certo Harry Bent (1970) con Alberto Lupo, Enzo Garinei, Valeria Fabrizi e Marzia Ubaldi. Il debutto cinematografico arriva invece nel 1973, quando l'amica Lina Wertmüller lo sceglie per recitare ne  Film d'amore e d'anarchia. Sarà solo il primo di una lunga serie di pellicole che lo vedranno come interprete della regista italiana. Ed è sempre grazie alla Wertmüller che Herlitzka riesce a ottenere il Premio Gassman come miglior attore per gli spettacoli "Lasciami andare madre" e "Lignea", il primo proprio diretto dalla regista. Ma torniamo un po’ indietro. Negli Anni Settanta, la carriera di Herlitzka si divide fortemente fra piccolo schermo e teatro. Gli italiani, ancora non abituati al colore, lo conoscono per le fiction Il dipinto (1974) e Boezio e il suo re (1974), per la miniserie di Vittorio Armentano Nucleo Centrale Investigativo (1974). Dopo essere stato diretto da Vittorio Cottafavi ne I persiani (1975), è uno dei protagonisti dello sceneggiato L'agente segreto (1978) di Antonio Calenda , poi lo si vedrà ne In tre dentro un fondo di caffè (1979) ed Episodi della vita di un uomo (1980). Mauro Bolognini lo sceglie per lo sceneggiato del 1981, La Certosa di Parma, nelle vesti di Giletti.  L'ultima apparizione in tv, per quanto riguarda quegli anni, è invece datata 1982, quando prende parte al film tv Parole e sangue. Nel 1992, dopo essere stato diretto da Luigi Comencini ne Marcellino pane e vino, torna in tv con la miniserie Il cielo non cade mai (1992) di Gianni Ricci e Tonino Valerii. È grazie a Marco Bellocchio, che lo aveva già diretto ne Il sogno della farfalla (1994), che Herlitzka riesce a ottenere i più illustri riconoscimenti cinematografici italiani: il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista per Buongiorno, notte (2003) . Il suo ruolo è quello di Aldo Moro, uomo politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri. Il confronto con Gian Maria Volonté, che aveva già retto quella parte nel film di Giuseppe Ferrara, è così ben superato che gli viene offerto anche il Premio Pasinetti come miglior attore. Un trionfo. Ma Herlitzka non era a digiuno da riletture storiche dei problemi italiani e lo aveva già dimostrato con La piovra 7 – Indagini sulla morte del Commissario Cattani (1995). Da non dimenticare il ruolo del pedofilo nobile Don Pietro nel drammatico Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza, tratto da un romanzo di Dacia Maraini. Mentre poi, in un ritorno al piccolo schermo, lo vedremo recitare in qualche episodio del telefilm Avvocati (1998), Una sola debole voce (1999) di Alberto Sironi. Spesso diretto da Salvatore Piscicelli, nel 2003 è il protagonista de Le intermittenze del cuore , mentre recentemente è apparso nel film tv Graffio di tigre (2007), in qualche puntata di Boris (2007) e nel film a episodi diretto da Vittorio De Seta  All Human Rights for All (2008). Niente male per un umile artista che dice di se stesso di essere nato vecchio e rimasto uguale!

martedì 1 ottobre 2019

Buongiornoa Autunno


L'autunno si fa già sentire, ma se vuole essere mite è una bellissima stagione.Piena di colori sgargianti che se li guardi ti meravigli ad ogni passo.Quelle foglie verdi che ti hanno dato ombra col sole rovente, si colorano di giallo,rosso,
per dirti me ne vado..... ma ti lascio un allegro ricordo di me .

A primavera io rinascerò nuova e tu avrai dei fili d'argento in più nei capelli. Ma stai allegra abbiamo fatto tanti autunni insieme e ce ne saranno molti altri..
Godetevi l'AUTUNNO . Lucia♥

28 settembre Ssanti Martiri Domenicani Giappone

Santi Lorenzo Ruiz di Manila e 15 compagni  Giappone † Nagasaki, 1633-37 Si tratta di uno stuolo di 16 martiri per la fede, uccisi a Nagasak...