martedì 1 agosto 2017

A Ned



Dove è il mondo che girammo, Ned Bunn?

C'erano anfratti ricchi d'ombre
inviolate dai vecchi viaggiatori, profonde
prima che il ficcanaso viaggiasse per affari.
A noi vecchi ragazzi viene da pensare:
girammo un mondo che i ragazzi giovani
non potranno più girare.

Né meno, Ned, la vecchiaia minaccia

se, stanco delle vacanze consuete, 
il cercatore di piacere fuggirà
verso i nostri porticcioli panteisti:
boscose isole Marchesi che siano
Eden autentici in un mare pagano.

Il fascino di scene ignoto sarà di richiamo 

e, Ned, una leggenda suggerirà quella fuga:
gli imboscati fra i Taipi, sotto stelle 
sconosciute alla Notte di mezza di Shakespeare:
uomini che, pur perduti all'età di Saturno,
non sentirono la vita come un pellegrinaggio in Siria.

Ma dimmi, forse il turista troverà

immutate le nostre isole dall'alone violetto
come ci innamorarono quanti quanti anni,
ah, Ned, quanti anni fa?
Certo, Adamo procede di buon passo,
ma non sono viole a indicarne il progresso.

Noi invece, all'ancora della bonaccia,

scoprimmo il languore della Psiche indiana,
e, fantasticando, respirammo balsami originari
di Eden non ancora invasi:
increduli che potesse due volte il mortale
- qui e di là - un Paradiso toccare.
 
Herman Melville

Traversando i tropici




Mentre la Stella Polare tramonta ai nostri occhi, 

la Croce del Sud sale in cielo,
ma la tua perdita, mio amore, mia luce,
sposa per una sola notte di nozze,
nessuna gioia che sorge supplisce.

Amore, amore, gli alisei soffiano a poppa

e te, da te, regolari allontanano.

Di giorno il mare blu e argentato

e il rintocco delle acque appena marezzate:
non queste né le stelle di Gama per te
agogno come Gama agognava la terra.

Desidero, ardo, mi volgo indietro

il cuore si getta a poppavia.

Quando, falciati dal nevischio, scendiamo

dove infuria l'anno inverso del globo,
la rosa tutta la tua veranda abbraccerà,
nondimeno il tuo cuore per me languirà,
che doppio l'ultimo tremendo capo del mondo.

O amore, o amore, questi oceani immensi:

amore, amore, par già di essere morti.
 
Herman Melville



Le isole desiderabili


Per tempesta le raggiungi e dalle tempeste ti liberi.
Di lontano intraviste, la prima è cupa di tinta,
ma, da vicino, verde; e sulla costa il mare
fa un tuono basso e una nebbia di rugiada prismatica.

Ma entroterra, dove il sonno che avvolge le colline
un sonno più sognante istilla, il rapimento di Dio,
su altopiani alonati, nel deliquio di brezze vagabonde,
palme lente ondeggianti salutano il cipresso d'amore
giù per la valle dove ruscelli ciottolosi modulano
un canto per lenire ogni gioia e ogni dolore.

Mirti muschi son qui in molte vallate,
dove, a greggi, che miriadi giacciono dalle guance infuocate
che il sogno increspa: affatto inconsapevoli dormono,
mentre senza fine le onde sulle spiagge muoiono.

Herman Melville

Herman Melville



(New York, 1º agosto 1819New York, 28 settembre 1891)
è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense,
autore nel 1851 del romanzo Moby Dick, considerato uno dei capolavori della letteratura americana.
Figlio di Allan Melville e Maria Gansevoort. Herman Melville ricevette la prima istruzione a New York, dove il padre Allan, ricco commerciante, stimolò con i suoi racconti il desiderio d'avventura del suo secondogenito. La vita della famiglia trascorse agiata fino all'estate del 1830, quando il padre subì un tracollo finanziario, dichiarò bancarotta e manifestò una malattia psichica che lo portò alla morte. Dopo questo evento, che lasciò segni indelebili in Melville, la famiglia (composta di otto figli tra fratelli e sorelle) ridotta in povertà si trasferì nel villaggio di Lansingburgh, sul fiume Hudson. Qui Herman lasciò definitivamente la scuola; dapprima lavorò nell'azienda di uno zio, poi nel negozio del fratello maggiore, infine come insegnante. L'irrequietezza di Herman e il desiderio di essere economicamente indipendente, nonché la mancanza di una prospettiva lavorativa, lo spinsero nel giugno 1839 a imbarcarsi come mozzo su una nave ancorata al porto di New York e in partenza per Liverpool, la St. Lawrence. Fece la traversata, visitò Londra e ritornò con la stessa nave. Redburn: il suo primo viaggio, pubblicato nel 1849, si ispira a questa esperienza. Passò buona parte dei tre anni seguenti (1837-1840) insegnando. La lettura di Due anni a prora  di Richard Henry Dana Jr. contribuì probabilmente a ridestare in Melville il desiderio di viaggiare. Il libro, pubblicato nel 1840, descriveva la dura vita da marinaio semplice di uno studente di legge. Melville si arruolò di nuovo come marinaio e il 1º gennaio 1841 partì dal porto di New Bedford (Massachusetts) sulla baleniera Acushnet, diretta verso l'Oceano Pacifico. Non abbiamo informazioni dirette riguardo a questo viaggio di diciotto mesi, per quanto il romanzo sulla baleniera, Moby Dick; ovvero, la balena, rielabora probabilmente molti ricordi dell'esperienza a bordo della Acushnet. Una volta a Nuku Hiva, nelle Isole Marchesi, Melville disertò con un compagno. Il romanzo Typee e la sua continuazione, Omoo, riguardano questa vicenda, anche se in forma romanzata. "Omoo" è ambientato a Tahiti e Moorea ed è la storia quasi biografica delle disavventure di un marinaio disertore tra Polinesiani e coloni bianchi. Dopo un soggiorno alle Isole della Società, e l'imbarco su due baleniere, Melville raggiunse le Hawaii nell'aprile del 1843. Vi restò quattro mesi, facendo diversi lavori. Nell'agosto 1843 si arruolò sulla fregata americana United States che, dopo aver fatto scalo in Perù, raggiunse Boston nell'ottobre 1844. La United States servì da modello alla Neversink (L'inaffondabile) nel romanzo Giacchetta bianca, o il mondo visto su una nave da guerra (White Jacket: or, The World in a Man-of-War). Così tre dei libri di Melville (Typee, Omoo, e Giacchetta bianca) sono schiettamente autobiografici, mentre Moby Dick lo è indirettamente. Redburn si colloca tra queste due tipologie; Mardi, romanzo filosofico scritto tra Omoo e White Jacket, parte dall'esperienza dei Mari del Sud per divenire presto un lungo viaggio conoscitivo e satirico sul modello dei Viaggi di Gulliver e altri classici che Melville andava via via scoprendo con entusiasmo di neofita. Con il rientro a Boston finirono le avventure marinaresche e iniziarono quelle letterarie e famigliari. Il 4 agosto 1847 Melville sposò Elizabeth Shaw a Boston. Lizzie Melville, donna intelligente, mite e affettuosa, riuscì nonostante il carattere via via più scontroso e malinconico del marito a stabilire con lui forti legami. Ebbero due figli maschi, entrambi premorti al padre, e due femmine. Melville abitò a New York fino al 1850, anno in cui acquistò una fattoria a Pittsfield (Massachusetts) occidentale; nel febbraio del 1850 pose mano a Moby Dick, che terminò e pubblicò nel 1851. Restò a Pittsfield tredici anni, impegnato a scrivere e a dirigere la fattoria. In vari racconti, fra cui Io e il mio camino, Montagna d'ottobreChicchirichì! e La Veranda, Melville offre immagini della non facile vita a Arrowhead (nome che diede alla fattoria) e della campagna circostante. Il suo racconto più celebre, Bartleby lo scrivano (1853) è invece ambientato a New York. Dopo i successi di Typee e Omoo, le sue opere furono accolte con favore decrescente e non gli consentirono più di mantenere la famiglia. Per questo e forse per l'affaticamento dovuto all'intensa attività letteraria, dal 1857 Melville cessò di pubblicare narrativa. Dipese economicamente dal suocero, autorevole giudice del Massachusetts. Fra il 1856 e il 1857 compì un viaggio solitario in Inghilterra (dove visitò l'amico Hawthorne) e in Palestina. Al rientro, nella primavera del 1857 sostò una settimana a Napoli e a Vico Equense e un mese a Roma; fu anche a Genova e Venezia. Rientrato in patria, tentò dal 1857 al 1860 l'attività di conferenziere itinerante. I suoi argomenti erano le opere d'arte che aveva visto in Europa e le meraviglie dei Mari del Sud. Ma non riscosse il successo sperato, essendo a quanto sembra privo dell'arte di interessare gli ascoltatori. Nel 1866 ottenne un impiego come ispettore doganale nel porto di New York, lavoro che esercitò con rassegnazione fino al 1885. In questo periodo diede alle stampe una raccolta di poesie ispirate alla Guerra di secessione americana (1866), e pubblicò a spese del suocero un lungo poema, Clarel (1878), liberamente ispirato al suo soggiorno in Palestina. Nel 1867 il primogenito Malcolm, nato nel 1849, si uccise in casa dei genitori con un colpo di pistola. Il secondogenito, Stanwix (1851-1886), morì più tardi a San Francisco dopo una vita errabonda. Solo la quartogenita, Frances (1855-1938), si sposò ed ebbe quattro figlie, che ricordavano un nonno molto assorto nei suoi pensieri. Fra le nipoti, Eleanor Melville Metcalf curò un volume di lettere e documenti famigliari, Herman Melville: Cycle and Epicycle. Nel 1890 Melville subì un attacco di erisipela. Il 19 aprile 1891 portò a termine il manoscritto dell'ultimo breve romanzo, Billy Budd, ma in seguito lo riprese ancora in mano, lasciandolo inedito alla morte. Morì e fu sepolto nel Woodlawn Cemetery, nel Bronx.

Acrostico di Agosto


AGOSTO
Amori
Giovanili
Ogni
Spiaggia
Teneramente
Osserva

DITELO CON I FIORI


Il significato di Calicanto d'Estate è...
- Adulazione
Calicanto, prospera in estate e fiorisce in inverno.
Il Calicanto è una pianta profumatissima, resistente al freddo e al gelo, quindi perfetta per abbellire i giardini di chi abita nel Settentrione d’Italia. Il calicanto è originario dei boschi montani del Sichuan, regione a Sud-Ovest della Cina, dove cresce fino a 3.000 metri di quota.
è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Calycanthaceae, originario dell'Asia.
Il nome viene dal greco e significa "fiore d'inverno" con riferimento alla fioritura invernale di questi arbusti alti da 1,5 a 5 m, dalle foglie perenni o caduche.

Agosto


AgostoIo sono agosto e sono il più galante,
asciugo i fossi e taglio le piante:
se non avessi già il campo vangato
sarei da tutti poltrone chiamato.
Porto le more e le notti belle,
a San Lorenzo il pianto di stelle
e per l'Assunta piccioni arrosto,
perdo la rondine il dì di San Rocco.


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Ghianda acrostico