L'infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quirte
io nel pensier mio mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante,io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morti stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
E naufragar m'è dolce in questo mare.
G. Leopardi
mercoledì 15 luglio 2026
L'infinito
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