mercoledì 15 luglio 2026

La sera sulla soglia

La mia infanzia e anche un pò di gioventù ❤
Le sere di grande calore, quando la casa aveva cotto tutto il giorno, non si restava dentro. Si usciva a vivere fuori.
Dopo cena, nei paesi, ognuno tirava la propria sedia davanti alla porta, sul marciapiede o nel cortile, là dove saliva finalmente un po' d'aria fresca. La strada diventava un salotto all'aperto. Ci si sistemava alla frescura per l'ora più bella della giornata.
E si parlava, da una soglia all'altra. Le notizie circolavano, i bambini giocavano ancora nel buio tepido, gli uomini fumavano, le donne cucivano finché restava luce. Si sentivano le voci dei vicini, le risate, ogni tanto un fischio o una radio in fondo alla via. Nessuno aveva fretta di rientrare nelle camere ancora brucianti.
Era una sociabilità senza invito né programma: si era semplicemente lì, fuori, insieme, perché si stava meglio e ci si conosceva tutti.
Quando la frescura raggiungeva finalmente i muri, si rientrava uno a uno.
Oggi il climatizzatore ci tiene all'interno, persiane chiuse, schermi accesi. Le strade della sera si sono svuotate. Si sta più freschi di prima, ognuno a casa propria — ma la soglia dove il paese si ritrovava senza pensarci, non si popola più.

Nessun commento:

Posta un commento

Il fico

Il fico Di tra le foglie piatte, col suo bel ventre tumido verdicchio, con la sua goccia tremula di latte zuccherino, al mattino il buon pol...