mercoledì 29 gennaio 2020

Le relazioni tra gli amici.

 
Le relazioni tra gli amici sono come la voce.
Le più belle somigliano a un bisbiglio: fragile, leggero, intimo,
che solo gli amici veri percepiscono
e si sussurrano dolcemente.
Così vivono tutti e cinque i sensi.

L’udito, perchi sa ascoltare,
Il tatto, accarezza l’animo di chi si ha di fronte.
L’olfatto, perché si riesce a riconoscere il profumo di sincerità.
La vista, perché supera, il muro dell’apparenza.
Il gusto, perché ti riporta a sapori provati con l'amico/a
con cui ti stai intrattenendo.

Morale ..........teniamoci stretti i veri amici/e.

Victor Mature


 
nato Vittorio Maturi -
è stato un attore statunitense, molto popolare tra gli anni cinquanta
e sessanta per aver interpretato da protagonista alcune celebri pellicole
di genere storico e biblico.
Victor Mature vantava origini italiane: il padre Marcello Gelindo Maturi, infatti, era un arrotino originario di Pinzolo (Trentino-Alto Adige), che emigrò nel 1912 negli Stati Uniti e lì conobbe la sua futura moglie, Clara P. Ackley, di origini svizzere. Nonostante la ferma opposizione della famiglia, il giovane Vittorio Maturi si trasferì giovanissimo in California per studiare recitazione presso la Pasadena Playhouse. Per rendere il proprio nome più "cinematografico", convertì Vittorio Maturi nel definitivo nome d'arte di Victor Mature. Dopo una prima marginale apparizione nel film La casa delle fanciulle (1939), Mature ottenne il suo primo ruolo cinematografico da protagonista nel 1940, quando venne scelto per interpretare il ruolo di un cavernicolo in Sul sentiero dei mostri, pellicola di ambientazione preistorica. Il film rappresentò il trampolino di lancio per il giovane attore, che venne scritturato dalla 20th Century Fox e interpretò una serie di commedie brillanti, spesso affiancato alla star femminile della casa produttrice, Betty Grable. La coppia Mature-Grable fu anche protagonista di Situazione pericolosa (1941), uno dei primi esempi di pellicola del genere noir che raggiungerà l'apice della popolarità durante gli anni quaranta. Mature interpreta la parte di un giovanotto che viene ingiustamente accusato di omicidio da un poliziotto psicopatico. Nello stesso anno Mature apparve in un altro noir di successo, I misteri di Shanghai, un curioso thriller di ambientazione decadente ed esotica, in cui interpretò il ruolo del losco Doctor Omar. Dopo aver prestato servizio militare presso la Guardia Costiera degli Stati Uniti, durante la Seconda guerra mondiale, Mature rientrò a Hollywood al termine del conflitto e ottenne subito un ruolo di prestigio nel western Sfida infernale (1946), diretto da John Ford, a fianco di Henry Fonda. Mature interpretò efficacemente il personaggio di Doc Holliday, conferendo dignità e spessore alla figura del malinconico e tormentato medico affetto da tubercolosi. L'anno successivo, Mature si riconfermò ottimo interprete del genere noir, nei panni del gangster Nick Bianco, ne Il bacio della morte (1947), accanto all'esordiente Richard Widmark, cui fece seguito L'urlo della città (1948), in cui interpretò il ruolo di un poliziotto italo-americano, accanto a un altro attore specializzato nel genere, Richard Conte. Nonostante il successo di entrambi i film, Mature continuò ad alternare ruoli di maggior impegno, come quello del campione di football americano in crisi ne Il gigante di New York (1949), a pellicole minori, come le commedie Ho sposato un demonio (1949) e Una famiglia sottosopra (1950). Nel 1949 Mature inaugurò la parentesi delle pellicole "storiche", quando venne scritturato per il ruolo grazie al quale è oggi maggiormente ricordato, quello del gigante Sansone, biblico personaggio irretito dalla cinica filistesa Dalila  nel kolossal Sansone e Dalila, diretto da Cecil B. De Mille. Grazie al successo del film, Mature poté ulteriormente sfruttare il suo fisico possente e i suoi lineamenti marcati in altre memorabili interpretazioni di personaggi epici, come in Androclo e il leone (1952) e come nel ruolo del greco Demetrio ne La tunica (1953), in cui recitò a fianco di Richard Burton e Jean Simmons. La pellicola entrò subito nella storia del cinema, trattandosi del primo film girato con la tecnica del Cinemascope. La tunica ottenne inoltre un discreto successo di pubblico, tanto da avere un sequel l'anno successivo, dal titolo I gladiatori (1954), in cui Mature riprende il ruolo di Demetrio. Sempre nel 1954, Mature chiuse il suo filone storico con Sinuhe l'egiziano, in cui recitò accanto a Edmund Purdom e all'istrionico Peter Ustinov. Dopo la metà degli anni cinquanta, Mature trovò ruoli sempre meno interessanti e, tranne rare eccezioni quali il dramma romantico Bambola cinese (1958), si dedicò in particolare a pellicole d'avventura, trasferendosi per un certo periodo in Gran Bretagna. Dopo la partecipazione a Annibale (1960) e a I Tartari (1961), due co-produzioni internazionali di genere storico, dalla prima metà degli anni sessanta Mature diradò le sue apparizioni sullo schermo, dedicandosi all'altra sua grande passione: il golf. Nel 1966 ebbe occasione di lavorare in Italia con Vittorio De Sica, che lo diresse nella commedia Caccia alla volpe, in cui Mature prende garbatamente in giro se stesso, nella parte di una popolare star del cinema in declino. A dispetto del suo fisico statuario e dei suoi lineamenti forti e spigolosi, il rude e severo Mature non è passato alla storia per aver incarnato personaggi di "cattivo", anzi, i ruoli in cui risultò più efficace furono principalmente drammatici, dalla forte carica emotiva, e comunque sempre positivi. Essendo stato un attore assai popolare presso il pubblico, Mature rimase fortemente impresso nell'immaginario collettivo, ma fu anche osteggiato, spesso in maniera eccessiva, dalla critica, che gli rimproverava una scarsa espressività; ad ogni modo, bisogna riconoscere che ebbe il gran merito di mettersi più volte in discussione, arrivando ad interpretare i ruoli più svariati e mostrando una grande versatilità. Egli stesso, riconoscendo di aver reso un cattivo servizio alla propria carriera, operando frequenti infelici scelte professionali, ebbe a dichiarare: "Non avevo mai nulla da ridire e accettavo sempre quello che mi proponevano". Per quanto riguarda l'aspetto privato della sua vita, Mature si sposò per ben 5 volte. Il primo matrimonio con Frances Charles terminò con l'annullamento; successivamente si risposò con Martha Kemp, Dorothy Stanford Berry e Adrienne Joy Urwick. Dopo aver ottenuto il divorzio anche dalla Urwick, Mature sposò Loretta Serena, dalla quale ebbe Victoria, la sua unica figlia. Nel 1999, ormai ottantaseienne, Victor Mature si ammalò di leucemia e, dopo una breve agonia, morì il 4 agosto. Fu sepolto a Louisville, sua città natale, nella cappella di famiglia presso il cimitero di St. Michael.

COSTANZO Auguri !

 
Oggi 29 gennaio chi ha questo nome festeggia l'onomastico.
Il nome deriva dal latino e significa 'colui che ha costanza, fermezza'. Questo nome fu molto usato negli ambienti cristiani, in quanto riferito alla fede. L'onomastico si festeggia il 29 gennaio in onore di San Costanzo vescovo di Perugia, martirizzato nel 145 sotto Marco Aurelio con Aquilino. E' patrono di Perugia. Costanza festeggia l'onomastico il 19 settembre in ricordo di Santa Costanza martire in Nocera, con san Felice.
Diffusione: In Italia ci sono circa 7.475 persone di nome Costanzo. Suddivisione: Piemonte (24%), Campania (11%), Lombardia (11%), .. le altre regioni a scendere»
Caratteristiche: ama la natura e gli animali, la letteratura e l'arte in generale, ma non per questo è una persona che passa molto tempo da sola, anzi! Si tiene in contatto con le persone che gli ispirano fiducia e simpatia e si relaziona con loro in modo onesto e sincero.

Significato: Saldo, risoluto, tenace nella fede
Onomastico: 29 gennaio
Origine: Latina
Segno corrispondente: Sagittario
Numero fortunato: 1
Colore: Verde
Pietra: Smeraldo
Metallo:
Rame

29 gennaio San Costanzo di Perugia




Vescovo e martire
Etimologia: Costanzo = che ha fermezza, tenace, dal latino
Emblema: Bastone pastorale, Palma
Secondo la leggenda, di cui esistono quattro redazioni, fu tradotto davanti al console Lucio durante la persecuzione di Antonino e barbaramente flagellato, indi rinchiuso con altri compagni in una stufa ardente dalla quale uscì illeso. Ricondotto in carcere, convertì i suoi custodi che lo aiutarono a fuggire. Rifugiatosi in casa di un certo Anastasio cristiano, fu, insieme con questi, di nuovo arrestato. Dopo varie peripezie nelle carceri di Assisi e Spello, fu decapitato presso Foligno. Le diverse redazioni della passio sono concordi nello assegnare il suo martirio al tempo di Antonino in una località presso Foligno denominata "il Trivio". Il santo perugino aveva infatti in questa città, vicino a Porta Romana, una chiesa che, secondo lo Iacobilli, fu demolita nel 1527. Questi afferma inoltre che, al suo tempo, tale località era chiamata ancora "campagna di S. Costanzo". Parimenti tutte le redazioni della passio affermano che il santo, dopo il martirio, fu portato a Perugia e sepolto non lontano dalla città in, un luogo detto "Areola fuori Porta S. Pietro", ove sorse la prima cattedrale di Perugia, dedicata al principe degli Apostoli. In questo medesimo luogo fu eretta l'attuale chiesa di S. Costanzo consacrata, secondo un'iscrizione esistente nell'antico altare, nel 1205 dal vescovo di Perugia Viviano. L'episcopato di Costanzo, secondo il Lanzoni ed il Delehaye, riposa su una tradizione antica e seria per cui si può ritenere assai probabile che egli sia stato il primo vescovo di Perugia. Il suo martirio risale alle persecuzioni dei primi secoli. I perugini venerano in lui uno dei protettori della città. Il suo culto si diffuse anche fuori dell'Umbria. Nel 1781 fu fatta una ricognizione delle sue reliquie e nel 1825, con grande solennità, la traslazione delle medesime dal vecchio al nuovo altare, sempre nella attuale chiesa di S. Costanzo.

Autore:
Aldo Brunacci

INSIEME


Insieme le montagne abbiam scalato,
erte, scoscese, faticose e dure,
e, per mano il deserto attraversato
con le accecanti e le cocenti arsure.

Cullato abbiam mille sogni comuni,
si sono tutti infranti negli scogli
d'un minaccioso mare; sempre immuni
alle cesoie tra i mariti e le mogli.

Avvezzi alle intemperie della vita
nella radura placida degli anni
godiam dei nonni la gioia infinita.

Non mancheranno di certo i malanni
a farci compagnia; ma è sparita
l'epoca dei rimpianti aspri e tiranni.


Zamblon

I giorni della Merla


I giorni dellas Merla


Ghianda acrostico