sabato 29 luglio 2017
DITELO CON I FIORI
Il significato di - Mirto è...
- Voglio fare sesso con te, ma con fantasia
Il mirto (Myrtus communis L., 1753) è una pianta arbustiva della famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea. questo è un arbusto sempreverde longevo e può essere secolare. Ha portamento arbustivo o di piccolo alberello, alto da 50 a 300 cm, molto serrato. in esemplari molto vecchi può arrivare a 4-5 m, se cresce liberamente.
La corteccia è rossiccia nei rami giovani, col tempo assume un colore grigiastro.
Ha foglie opposte, sempreverdi, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde-scuro superiormente, a margine intero, con molti punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche.
I fiori sono solitari e ascellari, profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo. Hanno simmetria raggiata, con calice gamosepalo persistente e corolla dialipetala.
venerdì 28 luglio 2017
Santi Nazario e Celso
Martiri
Etimologia: Nazario = consacrato a Dio, dall'ebraico
""""""""""""":Celso = alto, elevato, eccelso.
Emblema: Palma
San
Nazaro, cittadino romano, discepolo di San Pietro, fu battezzato da S.
Lino non ancora Papa, incontrò per questo, la disgrazia del di lui
padre, di religione Ebreo, e dell’imperatore Nerone persecutore dei
Cristiani, per esimersi dalla malignità dell’uno e dell’altro, uscì
Nazaro da Roma, e, predicando Gesù Cristo, traversate alcune città
lombarde, entrò in Piacenza, portossi indi a Milano: ivi trovò, per fede
carcerati i santi fratelli Gervasio e Protasio, ed amorosamente
confortatali, li animò a soffrire coraggiosamente il martirio. Di questo
fatto informato, il Prefetto Romano condannò Nazaro alla frusta e
all’esilio. Volse allora Nazaro alla Francia seguitando a predicare in
ogni luogo la fede in Gesù Cristo".
Arrivato in Francia, da una cospicua Matrona gli fu presentato un assai
grazioso fanciullo di nove anni. E fu pregato a volerlo avviare nella
legge e religione da lui predicata. Con lieta cortesia accettò Nazaro il
presentato infante, e dopo la conveniente istruzione, lo battezzò
imponendogli il nome di Celso. E trovata angelica la indole del suo
allievo, lo dichiarò compagno del suo apostolato, sebbene ancora non
fosse uscito da puerizia. Non furono li Santi senza incontri in quella
città. Infieriva in quel tempo in Roma e nelle province dell’impero, la
dichiarata persecuzione di Nerone ed i Ss. Nazaro e Celso, stretti di
catene il collo, furono imprigionati. Atterrita da tristo sogno, la
moglie di Prefetto romano, ne ottenne la liberazione. Simile avventura
provarono in Treviri dove molto fruttuosa riusciva la loro predicazione.
Gran numero di quelli cittadini ricevevano il Battesimo, per tale
motivo irritato quel prefetto fece arrestare li due Santi. Imprigionò
Nazaro e consegno Celso ad una donna pagana, acciò lo conducesse
all’idolatria; ma non riuscì essa all’intento. Non si mosse Celso per
carezze, né per schiaffi, né per sferzate dal santo proposito. Invocando
Gesù Cristo, mai cessò da piangere fin che fu riunito a Nazaro suo
maestro. Nazaro intanto fu indarno tentato a rinunciare alla religione
cristiana dal quel prefetto; ma perché cittadino Romano non fu
tormentato nella persona, stretto in catene, fu con il suo allievo
spedito a Nerone a Roma. Ivi, come
era successo in Treviri, Celso fu separato dal suo maestro e tentato di
rinunziare a Gesù Cristo restò sempre fermo nella fede, e con animo
virile sopportò ogni tormento e minacciò al prefetto: "Dio a cui servo
ti giudicherà" né mai potè acquietarsi privo del suo maestro. Per
comando di Nerone fu Nazaro strascinato nel tempio di Giove con la
intenzione di sacrificare a quel falso nume sotto pena di morte. Non si
sgomentò per questo, entrato egli nel tempio caddero tosto a terra
infranti quegli idoli tutti. Si vide Nazaro tutto splendente di luce
celeste e comparve vero apostolo di Gesù Cristo. Conosciuta Nerone la
ferma risoluzione delli Santi ordinò che fossero ambidue gittati in
mare. Scortati perciò a Civitavecchia, rinchiusi furono in una appostata
barca ed avviata questa in alto, li nostri Santi furono sommersi in
mare. Non erano ancora in allora compiuti i disegni di Dio, a questi la
Divina Provvidenza, (a noi genovesi mai sempre propizia, e benefica) li
riservava, fu quindi risparmiata la corona del martirio tanto
desiderata. Una subita tempesta di mare minacciava di assorbire la barca
colla quale erano stati precipitati i Santi, mentre essi andavano a
piedi asciutti passeggiando sulle onde del mare in placida calma.
Spaventati del temuto naufragio li marinari esecutori del tirrenico
decreto di Nerone, ed illuminati dalla prodigiosa situazione dei Santi
conobbero il loro fallo risolvettero di riceverli di nuovo in barca e
dopo breve preghiera delli medesimi videro il mare in subita bonaccia.
Da tali prodigi persuasi quei marinari della santità delle persone da
loro oltraggiate, e della religione da essi predicata, chiesero ed
ottennero dai Santi istruzione e Battesimo. Dopo tali avvenimenti quei
novelli cristiani non si azzardavano ritornare a Nerone, e pieni della
speranza in Dio, confortati della compagnia dei Santi abbandonarono le
vele alla direzione della Provvidenza. Prosperamente navigando entrato
nel nostro mare il fortunato naviglio volse la prora verso Genova città
allora libera e alleata col Romano Impero. Distanti ancora da quelle
mura 600 incirca passi videro sopra una delle colline di Albaro un
tempio e una torre con intorno un’area circondata da macerie. Qui per
ispirazione divina approdarono i Santi ed atterrati gli idoli che
ritrovarono in quel tempio, consacrato alla falsa deità delli loro
morti, cominciarono a predicare la fede in Gesù Cristo con felice
riuscimento e senza veruno incontro, battezzarono quanti si
convertirono; vi celebrarono il Divino Sacrificio e diedero così ad
Albaro il vanto di essere la prima terra, non solo del Genovesato, ma di
tutta la Italia, dove si è palesemente predicata e ricevuta la fede di
Cristo, e dove è stata celebrata la prima Messa quietamente. Da Albao
passarono a predicare in Genova, dove in pochi giorni videro ricevuta e
radicata la santa nostra religione, che per grazia particolare
dell’Altissimo da poco meno di secoli diciotto conserviamo purissima,
mai turbata dalla eresia, né mai amareggiata per sangue sparso da’
martiri della nostra terra. Compiuto con tanta felicità e frutto il loro
apostolato in Genova, passarono i nostri Santi a Milano, premuroso
Nazaro delli sovra lodati Gervasio e Protasio ivi tutt’ora in catene, di
vieppiù fortificarli a soffrire per la fede di Gesù Cristo. Reggeva in
allora quella Provincia a nome del crudele Nerone, il crudelissimo
Antolino nella qualità di Prefetto. Inteso questo dell’operare dei Santi
(che mai cessarono di predicare Gesù Cristo) li fece imprigionare, e
trovati inutili quanti seppe trovare, li tentativi, e tormenti, li
condannò l’uno e l’altro ad essere decapitati. Fregente e glorioso
retaggio dell’Apostolato; e fuori della porta Romana fu eseguita l’empia
condanna nel luogo allora detto "le tre muraglie" nell’anno di nostra
salute 76. … Informati del glorioso martirio delli suddetti loro Santi
Apostoli seguito in Milano, sul terminare del primo secolo, memori de’
benefici da loro ricevuti eressero a loro nome un tempio in distanza
dalla prememorata torre di passi circa 60, luogo dove approdato avevano
li Santi.
Fonte: Sito Convento e Parrocchia San Francesco d'Albaro - Genova
Fonte: Sito Convento e Parrocchia San Francesco d'Albaro - Genova
Monsignor Della Casa
Giovanni Della Casa,
più conosciuto come monsignor Della Casa o monsignor Dellacasa
(Borgo San Lorenzo, 28 giugno 1503 – Roma, 14 novembre 1556),
è stato un letterato, scrittore e arcivescovo cattolico italiano, noto soprattutto come autore del manuale di belle maniere Galateo overo de' costumi (scritto probabilmente dopo il 1551, ma pubblicato postumo nel 1558), che fin dalla pubblicazione godette di grande successo.Il Della Casa era di origine fiorentina e nacque in località "La Casa" a Borgo San Lorenzo nel Mugello da Pandolfo della Casa e da Lisabetta Tornabuoni. Studiò a Bologna, a Firenze, sotto la guida di letterati del tempo e a Padova. Consigliato da Alessandro Farnese, intorno al 1532 intraprese la carriera ecclesiastica a Roma, considerata come la carriera che garantiva il miglior stile di vita. Arrivò a diventare arcivescovo di Benevento nel 1544 e, nel medesimo anno, Paolo III lo nominò nunzio apostolico a Venezia. Il Della Casa, che era già conosciuto per la vita mondana, a Venezia trovò il palco ideale delle sue aspirazioni, con il suo palazzetto sul Canal Grande che divenne il luogo d'incontro della migliore nobiltà veneziana assieme ad artisti, poeti e letterati, e divenne lui padre di un figliuolo veneziano. In quest'ultima città redasse numerosi versi e trattati. Le prime opere importanti (tolte le poesie burlesche di gioventù) sono le due Orazioni in volgare dirette alla Repubblica di Venezia e a Carlo V.Sempre durante il suo soggiorno a Venezia, scrisse in latino ciceroniano il trattatello Quaestio lepidissima: an sit uxor ducenda, ove si interrogava sul valore del matrimonio. L'opera fu tradotta in italiano solo nel 1976, a cura di Luigi Silori, per i tipi di Guida Editore di Napoli. Giovanni Della Casa introdusse il tribunale dell'Inquisizione in Veneto e si occupò dei primi processi contro i riformisti. Nel 1548 compilò un Indice dei libri proibiti, finora mai tradotto. Già messo in cattiva luce per la protezione data al fuggiasco Lorenzino de' Medici nel 1544, non ricevette mai la porpora cardinalizia e con la morte del suo protettore Alessandro Farnese e l'elezione di papa Giulio III cadde in disgrazia. Il Della Casa dovette ben presto lasciare Roma, dove era ritornato nel 1551 e si ritirò quindi a Nervesa, un paese del trevigiano, dove probabilmente scrisse il famoso libro Il Galateo overo de' costumi, così chiamato perché dedicato a monsignor Galeazzo Florimonte, vescovo di Sessa che lo aveva ispirato. Il testo si richiama ai dettami rinascimentali e propone una serie di consigli e regole tali da consentire una vita armonica e semplice. Allo stesso periodo ed alla stessa dimora va assegnato anche il Carminum Liber, una raccolta di componenti di vario genere in latino utilizzando in modo ordinato l'elegia, l'esametro sia satirico che epistolare sulla scia di Orazio, l'epodo (sempre oraziano), poi un gruppo di grandi odi oraziane, una per la morte di Orazio Farnese, duca di Castro, durante l'assedio a Hesdin, un'altra in onore del patrizio fiorentino ed amico Pier Vettori, che curava l'edizione dei Latina Monimenta Ioannis Casae nel 1564 presso i Giunta a Firenze. Le sue liriche misero in evidenza il suo attivismo di ricercatore e curatore dello stile e di un linguaggio originale ed articolato. Fu poi richiamato a Roma come segretario di stato vaticano da Papa Paolo IV, succeduto a Giulio III. Senza aver ottenuto di diventare cardinale (forse a causa degli scritti licenziosi della gioventù), morì a Roma nel 1556. Edite postume alla morte dell'autore nel 1558, le Rime ebbero largo successo tra i letterati del tempo.Innovativa nelle Rime fu la tecnica del cosiddetto "legato dellacasiano". Essa consiste nell'infrazione della struttura ritmica del sonetto: il verso è dilatato, ma allo stesso tempo franto dall'enjambement (per il Tasso si parli di "rompimenti" o "inarcature"), che lo inarca nel verso successivo. In questo modo il verso non si conclude alla fine dell'endecasillabo, ma a metà di quello successivo, acquistando così una maggiore estensione e una musicalità nuova. Questo metodo ebbe grande influenza sui lirici del Cinquecento, sul Tasso e più tardi sul Foscolo.
più conosciuto come monsignor Della Casa o monsignor Dellacasa
(Borgo San Lorenzo, 28 giugno 1503 – Roma, 14 novembre 1556),
è stato un letterato, scrittore e arcivescovo cattolico italiano, noto soprattutto come autore del manuale di belle maniere Galateo overo de' costumi (scritto probabilmente dopo il 1551, ma pubblicato postumo nel 1558), che fin dalla pubblicazione godette di grande successo.Il Della Casa era di origine fiorentina e nacque in località "La Casa" a Borgo San Lorenzo nel Mugello da Pandolfo della Casa e da Lisabetta Tornabuoni. Studiò a Bologna, a Firenze, sotto la guida di letterati del tempo e a Padova. Consigliato da Alessandro Farnese, intorno al 1532 intraprese la carriera ecclesiastica a Roma, considerata come la carriera che garantiva il miglior stile di vita. Arrivò a diventare arcivescovo di Benevento nel 1544 e, nel medesimo anno, Paolo III lo nominò nunzio apostolico a Venezia. Il Della Casa, che era già conosciuto per la vita mondana, a Venezia trovò il palco ideale delle sue aspirazioni, con il suo palazzetto sul Canal Grande che divenne il luogo d'incontro della migliore nobiltà veneziana assieme ad artisti, poeti e letterati, e divenne lui padre di un figliuolo veneziano. In quest'ultima città redasse numerosi versi e trattati. Le prime opere importanti (tolte le poesie burlesche di gioventù) sono le due Orazioni in volgare dirette alla Repubblica di Venezia e a Carlo V.Sempre durante il suo soggiorno a Venezia, scrisse in latino ciceroniano il trattatello Quaestio lepidissima: an sit uxor ducenda, ove si interrogava sul valore del matrimonio. L'opera fu tradotta in italiano solo nel 1976, a cura di Luigi Silori, per i tipi di Guida Editore di Napoli. Giovanni Della Casa introdusse il tribunale dell'Inquisizione in Veneto e si occupò dei primi processi contro i riformisti. Nel 1548 compilò un Indice dei libri proibiti, finora mai tradotto. Già messo in cattiva luce per la protezione data al fuggiasco Lorenzino de' Medici nel 1544, non ricevette mai la porpora cardinalizia e con la morte del suo protettore Alessandro Farnese e l'elezione di papa Giulio III cadde in disgrazia. Il Della Casa dovette ben presto lasciare Roma, dove era ritornato nel 1551 e si ritirò quindi a Nervesa, un paese del trevigiano, dove probabilmente scrisse il famoso libro Il Galateo overo de' costumi, così chiamato perché dedicato a monsignor Galeazzo Florimonte, vescovo di Sessa che lo aveva ispirato. Il testo si richiama ai dettami rinascimentali e propone una serie di consigli e regole tali da consentire una vita armonica e semplice. Allo stesso periodo ed alla stessa dimora va assegnato anche il Carminum Liber, una raccolta di componenti di vario genere in latino utilizzando in modo ordinato l'elegia, l'esametro sia satirico che epistolare sulla scia di Orazio, l'epodo (sempre oraziano), poi un gruppo di grandi odi oraziane, una per la morte di Orazio Farnese, duca di Castro, durante l'assedio a Hesdin, un'altra in onore del patrizio fiorentino ed amico Pier Vettori, che curava l'edizione dei Latina Monimenta Ioannis Casae nel 1564 presso i Giunta a Firenze. Le sue liriche misero in evidenza il suo attivismo di ricercatore e curatore dello stile e di un linguaggio originale ed articolato. Fu poi richiamato a Roma come segretario di stato vaticano da Papa Paolo IV, succeduto a Giulio III. Senza aver ottenuto di diventare cardinale (forse a causa degli scritti licenziosi della gioventù), morì a Roma nel 1556. Edite postume alla morte dell'autore nel 1558, le Rime ebbero largo successo tra i letterati del tempo.Innovativa nelle Rime fu la tecnica del cosiddetto "legato dellacasiano". Essa consiste nell'infrazione della struttura ritmica del sonetto: il verso è dilatato, ma allo stesso tempo franto dall'enjambement (per il Tasso si parli di "rompimenti" o "inarcature"), che lo inarca nel verso successivo. In questo modo il verso non si conclude alla fine dell'endecasillabo, ma a metà di quello successivo, acquistando così una maggiore estensione e una musicalità nuova. Questo metodo ebbe grande influenza sui lirici del Cinquecento, sul Tasso e più tardi sul Foscolo.
Jacqueline Kennedy,
Jacqueline Kennedy,
vero nome Jacqueline Lee Bouvier,
Southhampton il 28 luglio 1929 - New York il 19 maggio 1994.
Viene
allevata in ambienti acculturati e di classe tra New York, Rhode Island
e la Virginia. A quell'epoca il suo amore per le lettere la porta a
scrivere poemi, novelle e romanzi, accompagnandoli con illustrazioni
personali. Si dedica inoltre con assiduità allo studio della danza,
altra sua grande passione di sempre. La madre, che ottenne il divorzio
dal precedente marito, sposa Hugh D. Auchincloss nel 1942, portando le
due figlie a Merrywood, nella sua casa vicino Washington D.C.
Jacqueline, in occasione dei suoi diciotto anni viene eletta
"Debuttante dell'anno" per la stagione 1947-1948. Come studentessa del
prestigiosissimo Vassar College ha occasione di viaggiare moltissimo e
di passare i suoi anni migliori in Francia (frequentando, fra
l'altro, la Sorbona), prima di laurearsi alla George Washington University nel 1951. Queste esperienze le lasciano in eredità un grande amore verso i popoli stranieri, soprattutto verso i francesi.
Nel 1952 Jacqueline trova una sistemazione presso il giornale locale
"Washington Times-Herald", inizialmente come fotografa, poi come
redattrice ed articolista. In un'occasione le viene affidata
l'opportunità di intervistare il senatore John F. Kennedy del Massachussetts, già accreditato dalla stampa nazionale come il più probabile successorie del Presidente degli Stati Uniti.
Tra i due è un vero e proprio colpo di fulmine: i due si sposeranno
l'anno successivo. Jacqueline seduce la famiglia dei Kennedy, con un
modello di vita intellettuale, europeo e raffinato. Dal loro rapporto
nasceranno tre figli, Caroline (1957), John (1960) e Patrick, che
purtroppo morì due giorni dopo la nascita. Come First Lady, "Jackie",
come veniva affettuosamente ormai chiamata da tutti i cittadini,
cercherà di rendere la capitale della nazione fonte di orgoglio e
centro della cultura americana. Il suo interesse per le arti
costantemente sottolineato dalla stampa e dalla televisione, ispira
un'attenzione per la cultura mai così evidente a livello nazionale e
popolare. Un esempio concreto di questo interesse è il suo progetto
per un museo della storia americana, poi realizzato a Washington.
Supervisiona inoltre la ridecorazione della Casa Bianca e incoraggia
la conservazione degli edifici circostanti. Sarà sempre molto ammirata
per il portamento, la grazia e la bellezza mai appariscente o volgare.
Le sue apparizioni in pubblico ottengono sempre un enorme successo,
anche se centellinate con sapienza e moderazioni (o forse proprio per
questo). In quel tragico 22 novembre 1963 Jackie è seduta accanto al
marito quando questi viene assassinato a Dallas. Accompagna il suo
corpo fino a Washington e vi cammina accanto durante la processione
funebre. Poi, in cerca di privacy, la first-lady si trasferisce assieme
ai propri bambini a New York. Il 20 ottobre del 1968 sposa Aristotele Onassis,
ricchissimo uomo d'affari greco. Il matrimonio fallisce, ma la coppia
non divorzierà mai. Onassis morirà nel 1975. Dopo essere diventata per
la seconda volta vedova, Jackie inizia a lavorare nell'editoria,
diventando senior editor di Doubleday, dove era l'esperta di arte
Egiziana e letteratura.
Beatrix Potter
Helen Beatrix Potter (Kensington, 28 luglio 1866 – Near Sawrey, 22 dicembre 1943)
è stata un'illustratrice, scrittrice e naturalista britannica,
ricordata soprattutto per i suoi libri illustrati per bambini.
è stata un'illustratrice, scrittrice e naturalista britannica,
ricordata soprattutto per i suoi libri illustrati per bambini.
Beatrix
da una famiglia molto ricca. Trascorre la sua infanzia accudita ed
educata dalle governanti, senza avere molti contatti con gli altri
bambini. Quando il fratello Bertram viene mandato a scuola, la piccola
Beatrix rimane sola, circondata soltanto dai suoi adorati animali
domestici: rane, salamandre, furetti, persino un pipistrello. I suoi
preferiti, però, sono due conigli, Benjamin e Peter che comincia a
ritrarre sin da piccola. Ogni estate tutta la famiglia Potter si
trasferisce nella regione dei Grandi Laghi, già famosa per essere
stata, agli inizi del diciannovesimo secolo, la meta preferita dei
poeti romantici come William Wordsworth e Samuel Coleridge.
In quegli anni la giovane Potter fa la conoscenza di Canon Hardwicke
Rawnsley, il vicario locale, il quale le insegna l'importanza di
preservare la fauna locale e tenere lontano il turismo
di massa, che proprio all'epoca cominciava a invadere la regione.
Nonostante i suoi interessi e le sue ambizioni, i genitori le
impediscono di proseguire gli studi e di dedicare tempo ad interessi di
stampo intellettuale. Secondo i rigidi precetti vittoriani infatti le
donne dovevano occuparsi esclusivamente della casa. Così la giovane
Potter, a partire dai 15 anni comincia a scrivere un diario, ma usando
un proprio codice segreto, che verrà decodificato solo 20 anni dopo la
sua morte. Lo zio cerca di inserirla come studentessa presso i Giardini
Botanici di Kew, ma la sua richiesta viene respinta perché donna.
Siccome l'unico modo che ha per osservare la natura al microscopio è
ritrarla, la Potter esegue tantissimi illustrazioni di funghi e
licheni. Grazie ai suoi disegni comincia a guadagnarsi la fama di
esperta micologa (studioso di funghi). Una raccolta con 270 acquarelli,
in cui i funghi vengono disegnati con estrema minuzia, è presente alla
Armitt Library di Ambleside. L'Accademia di scienze britannica (Royal Society)
rifiuta di pubblicare le sue illustrazioni scientifiche, sempre perché
donna. Unica vittoria di quegli anni sono le lezioni che riesce a
tenere alla Scuola di Economia di Londra. Nel 1901 decide di pubblicare
a sue spese "La storia del coniglio Peter", un libro illustrato per
ragazzi. Una delle 250 copie raggiunge la scrivania di Norman Warne,
capo della casa editrice Frederick Warne & Co., il quale decide di
dare alle stampe il racconto. Dal giugno del 1902 fino alla fine
dell'anno il libro vende 28.000 copie. Nel 1903 pubblica un nuovo
racconto, "La storia dello scoiattolo Nutkin" che ottiene altrettanto
successo. Dai proventi dei suoi libri Beatrix Potter riesce a
raggiungere la tanto agognata indipendenza economica. Nel 1905 comincia
a frequentare il suo editore Norman Warne, ma è costretta a farlo di
nascosto per la forte opposizione da parte dei suoi genitori. Rompe
definitivamente con la famiglia ma non riesce a sposare Norman, il
quale si ammala di anemia fulminante e muore nel giro di poche
settimane. A 47 anni sposa il procuratore William Heelis, assieme al
quale si trasferisce in una grande fattoria a Sawrey, nella regione dei
Laghi, circondata da animali: cani, gatti e un porcospino chiamato
"Mrs. Tiggy-Winkle". Nella fattoria comincia ad allevare le pecore.
Dopo la morte dei genitori Beatrix Potter usa la sua eredità per
comprare terreni nella regione e assieme al marito si trasferisce a
Castle Cottage, dove morirà il 22 dicembre 1943. Nei suoi ultimi
scritti, spaventata dalla furia distruttiva della Seconda Guerra Mondiale, sottolinea il pericolo di una modernità
che può annientare la natura. In tempi recenti, televisione e cinema
hanno reso omaggio alla figura di Beatrix Potter. Il primo film
ispirato alla sua produzione letteraria è "I racconti di Beatrix
Potter", uscito nel 1971.Undici anni dopo, la BBC produce un lungo
documentario biografico, intitolato The Tale of Beatrix Potter. Nel
1992 la stessa BBC manda in onda una serie animata basata sulla storie
della Potter, The World of Peter Rabbit and Friends. Nel 2006 escono sia il film "Mrs. Potter", con Renée Zellweger e Ewan McGregor, che un musical The Tale of Pigling Bland. Nello stesso anno la Penguin Books pubblica Beatrix Potter: A Life in Nature,
bibliografia scritta da Linda Lear, in cui si sottolinea il talento
scientifico dell'autrice inglese, sia come illustratrice di botanica che
come micologa.
Marcel Duchamp
Marcel Duchamp
(Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968)
è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense.
(Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968)
è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense.
Artista
concettuale, per cui all'opera d'arte deve sostituirsi il puro atto
estetico, comincia a dipingere a 15 anni, influenzato dalla tecnica
degli impressionisti.
Nel 1904 si trasferisce a Parigi, dove raggiunge i fratelli Gaston.
Frequenta per qualche tempo l'Académie Julian ma, annoiato, la abbandona
quasi subito. Negli anni dal
1906 al 1910 le sue opere manifestano caratteri di volta in volta
diversi, in rapporto alle influenze del momento: d'apprima Manet,
quindi l'intimismo di Bonnard e Vuillard, e per finire con il
Fauvismo. Nel 1910 dopo aver visto per la prima volta le opere di Paul Cézanne, abbandona definitivamente l'impressionismo e Bonnard. Per un anno Cézanne
e il Fauvismo sono i suoi riferimenti stilistici. Ma tutto è destinato a
durare poco. Negli anni 1911 e 1912 dipinge tutte le sue più importanti
opere pittoriche: Ragazzo e ragazza in primavera, Giovane triste in
treno, Nu descendant un escalier nº2, Il re e la regina, circondati da
nudi veloci, Il passaggio della vergine alla sposa. Nel 1913,
all'Armory Show di New York, Nu descendant un escalier nº2 è l'opera
che suscita maggior scandalo. Esaurite le possibilità esplorative con
la pittura, inizia a lavorare al Grande vetro. L'opera comprende un
insieme di elementi grafici su lastre di vetro e metallo ed è ricca di
simbologie inconsce ed alchemiche. Il suo significato è difficilmente
decifrabile, ma può essere considerata una globale, ironica
contestazione, sia della pittura, sia più in generale dell'esistenza
umana. Nascono anche i primi "ready-made", oggetti d'uso comune dotati
di statuto artistico, tra cui la celebre Ruota di bicicletta.
L'anno successivo acquista e firma lo Scolabottiglie. Nel 1915 si
trasferisce a New York dove inizia la grande amicizia con Walter e
Louise Arensberg. Consolida i suoi contatti con Francis Picabia e
conosce Man Ray.
Prosegue gli studi per la realizzazione di Mariée mise à nu par ses
Célibataires, meme (1915-1923), che non porterà mai a termine. Nel 1917
realizza il famoso Fountain, che viene rifiutato dalla giuria della
Society of Independent Artists. Viaggia prima a Buenos Aires, poi a
Parigi, dove incontra tutti i principali esposnenti dell'ambiente dadaista, che di lì a qualche anno daranno vita al surrealismo. Nel 1920 è di nuovo a New York. Insieme a Man Ray
e Katherine Dreier fonda la Société Anonyme. Assume lo pseudonimo di
Rose Sélavy. Si cimenta con la fotografia sperimentale e i lungometraggi
e realizza i primi "dischi ottici" e "macchine ottiche". Nel 1923
comincia a dedicarsi professionalmente al gioco degli scacchi e
abbandona quasi completamente l'attività artistica. Unica realizzazione
è il film Anémic Cinéma. Riprende l'attività artistica soltanto nel
1936, quando partecipa alle mostre del gruppo surrealista a Londra e a
New York. Comincia a progettare la Boite en válise, una raccolta
portatile delle riproduzioni delle sue opere più significative.
Sorpreso in Francia dallo scoppio della guerra, nel 1942 s'imbarca per
gli Stati Uniti. Qui si dedica soprattutto alla sua ultima grande
opera, Étant donneés: 1. la chute d'eau, 2. le gaz d'éclairage
(1946-1966). Partecipa a mostre e ne organizza e allestisce a sua volta.
Nel 1954 muore l'amico Walter Arensberg, e la sua collezione viene
donata al Philadelphia Museum of Art. Ne fanno parte ben 43 opere di
Duchamp, tra cui gran parte delle opere fondamentali. Nel 1964, in
occasione del cinquantesimo anniversario del primo "Readymade", in
collaborazione con Arturo Schwarz, realizza un'edizione numerata e
firmata dei suoi 14 più rappresentativi Readymade.
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