sabato 29 luglio 2017

DITELO CON I FIORI


Il significato di - Mirto è...
- Voglio fare sesso con te, ma con fantasia
Il mirto (Myrtus communis L., 1753) è una pianta arbustiva della famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea. questo è un arbusto sempreverde longevo e può essere secolare. Ha portamento arbustivo o di piccolo alberello, alto da 50 a 300 cm, molto serrato. in esemplari molto vecchi può arrivare a 4-5 m, se cresce liberamente.
La corteccia è rossiccia nei rami giovani, col tempo assume un colore grigiastro.
Ha foglie opposte, sempreverdi, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde-scuro superiormente, a margine intero, con molti punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche.
I fiori sono solitari e ascellari, profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo. Hanno simmetria raggiata, con calice gamosepalo persistente e corolla dialipetala.

venerdì 28 luglio 2017

Santi Nazario e Celso




Martiri
Etimologia: Nazario = consacrato a Dio, dall'ebraico
""""""""""""":Celso = alto, elevato, eccelso.

Emblema: Palma

San Nazaro, cittadino romano, discepolo di San Pietro, fu battezzato da S. Lino non ancora Papa, incontrò per questo, la disgrazia del di lui padre, di religione Ebreo, e dell’imperatore Nerone persecutore dei Cristiani, per esimersi dalla malignità dell’uno e dell’altro, uscì Nazaro da Roma, e, predicando Gesù Cristo, traversate alcune città lombarde, entrò in Piacenza, portossi indi a Milano: ivi trovò, per fede carcerati i santi fratelli Gervasio e Protasio, ed amorosamente confortatali, li animò a soffrire coraggiosamente il martirio. Di questo fatto informato, il Prefetto Romano condannò Nazaro alla frusta e all’esilio. Volse allora Nazaro alla Francia seguitando a predicare in ogni luogo la fede in Gesù Cristo". Arrivato in Francia, da una cospicua Matrona gli fu presentato un assai grazioso fanciullo di nove anni. E fu pregato a volerlo avviare nella legge e religione da lui predicata. Con lieta cortesia accettò Nazaro il presentato infante, e dopo la conveniente istruzione, lo battezzò imponendogli il nome di Celso. E trovata angelica la indole del suo allievo, lo dichiarò compagno del suo apostolato, sebbene ancora non fosse uscito da puerizia. Non furono li Santi senza incontri in quella città. Infieriva in quel tempo in Roma e nelle province dell’impero, la dichiarata persecuzione di Nerone ed i Ss. Nazaro e Celso, stretti di catene il collo, furono imprigionati. Atterrita da tristo sogno, la moglie di Prefetto romano, ne ottenne la liberazione. Simile avventura provarono in Treviri dove molto fruttuosa riusciva la loro predicazione. Gran numero di quelli cittadini ricevevano il Battesimo, per tale motivo irritato quel prefetto fece arrestare li due Santi. Imprigionò Nazaro e consegno Celso ad una donna pagana, acciò lo conducesse all’idolatria; ma non riuscì essa all’intento. Non si mosse Celso per carezze, né per schiaffi, né per sferzate dal santo proposito. Invocando Gesù Cristo, mai cessò da piangere fin che fu riunito a Nazaro suo maestro. Nazaro intanto fu indarno tentato a rinunciare alla religione cristiana dal quel prefetto; ma perché cittadino Romano non fu tormentato nella persona, stretto in catene, fu con il suo allievo spedito a Nerone a Roma. Ivi, come era successo in Treviri, Celso fu separato dal suo maestro e tentato di rinunziare a Gesù Cristo restò sempre fermo nella fede, e con animo virile sopportò ogni tormento e minacciò al prefetto: "Dio a cui servo ti giudicherà" né mai potè acquietarsi privo del suo maestro. Per comando di Nerone fu Nazaro strascinato nel tempio di Giove con la intenzione di sacrificare a quel falso nume sotto pena di morte. Non si sgomentò per questo, entrato egli nel tempio caddero tosto a terra infranti quegli idoli tutti. Si vide Nazaro tutto splendente di luce celeste e comparve vero apostolo di Gesù Cristo. Conosciuta Nerone la ferma risoluzione delli Santi ordinò che fossero ambidue gittati in mare. Scortati perciò a Civitavecchia, rinchiusi furono in una appostata barca ed avviata questa in alto, li nostri Santi furono sommersi in mare. Non erano ancora in allora compiuti i disegni di Dio, a questi la Divina Provvidenza, (a noi genovesi mai sempre propizia, e benefica) li riservava, fu quindi risparmiata la corona del martirio tanto desiderata. Una subita tempesta di mare minacciava di assorbire la barca colla quale erano stati precipitati i Santi, mentre essi andavano a piedi asciutti passeggiando sulle onde del mare in placida calma. Spaventati del temuto naufragio li marinari esecutori del tirrenico decreto di Nerone, ed illuminati dalla prodigiosa situazione dei Santi conobbero il loro fallo risolvettero di riceverli di nuovo in barca e dopo breve preghiera delli medesimi videro il mare in subita bonaccia. Da tali prodigi persuasi quei marinari della santità delle persone da loro oltraggiate, e della religione da essi predicata, chiesero ed ottennero dai Santi istruzione e Battesimo. Dopo tali avvenimenti quei novelli cristiani non si azzardavano ritornare a Nerone, e pieni della speranza in Dio, confortati della compagnia dei Santi abbandonarono le vele alla direzione della Provvidenza. Prosperamente navigando entrato nel nostro mare il fortunato naviglio volse la prora verso Genova città allora libera e alleata col Romano Impero. Distanti ancora da quelle mura 600 incirca passi videro sopra una delle colline di Albaro un tempio e una torre con intorno un’area circondata da macerie. Qui per ispirazione divina approdarono i Santi ed atterrati gli idoli che ritrovarono in quel tempio, consacrato alla falsa deità delli loro morti, cominciarono a predicare la fede in Gesù Cristo con felice riuscimento e senza veruno incontro, battezzarono quanti si convertirono; vi celebrarono il Divino Sacrificio e diedero così ad Albaro il vanto di essere la prima terra, non solo del Genovesato, ma di tutta la Italia, dove si è palesemente predicata e ricevuta la fede di Cristo, e dove è stata celebrata la prima Messa quietamente. Da Albao passarono a predicare in Genova, dove in pochi giorni videro ricevuta e radicata la santa nostra religione, che per grazia particolare dell’Altissimo da poco meno di secoli diciotto conserviamo purissima, mai turbata dalla eresia, né mai amareggiata per sangue sparso da’ martiri della nostra terra. Compiuto con tanta felicità e frutto il loro apostolato in Genova, passarono i nostri Santi a Milano, premuroso Nazaro delli sovra lodati Gervasio e Protasio ivi tutt’ora in catene, di vieppiù fortificarli a soffrire per la fede di Gesù Cristo. Reggeva in allora quella Provincia a nome del crudele Nerone, il crudelissimo Antolino nella qualità di Prefetto. Inteso questo dell’operare dei Santi (che mai cessarono di predicare Gesù Cristo) li fece imprigionare, e trovati inutili quanti seppe trovare, li tentativi, e tormenti, li condannò l’uno e l’altro ad essere decapitati. Fregente e glorioso retaggio dell’Apostolato; e fuori della porta Romana fu eseguita l’empia condanna nel luogo allora detto "le tre muraglie" nell’anno di nostra salute 76. … Informati del glorioso martirio delli suddetti loro Santi Apostoli seguito in Milano, sul terminare del primo secolo, memori de’ benefici da loro ricevuti eressero a loro nome un tempio in distanza dalla prememorata torre di passi circa 60, luogo dove approdato avevano li Santi.


Fonte:  Sito Convento e Parrocchia San Francesco d'Albaro - Genova  
 

Monsignor Della Casa


 
Giovanni Della Casa,
più conosciuto come monsignor Della Casa o monsignor Dellacasa
(Borgo San Lorenzo, 28 giugno 1503Roma, 14 novembre 1556),
è stato un letterato, scrittore e arcivescovo cattolico italiano, noto soprattutto come autore del manuale di belle maniere Galateo overo de' costumi (scritto probabilmente dopo il 1551, ma pubblicato postumo nel 1558), che fin dalla pubblicazione godette di grande successo.
Il Della Casa era di origine fiorentina e nacque in località "La Casa" a Borgo San Lorenzo nel Mugello da Pandolfo della Casa e da Lisabetta Tornabuoni. Studiò a Bologna, a Firenze, sotto la guida di letterati del tempo e a Padova. Consigliato da Alessandro Farnese, intorno al 1532 intraprese la carriera ecclesiastica a Roma, considerata come la carriera che garantiva il miglior stile di vita. Arrivò a diventare arcivescovo di Benevento nel 1544 e, nel medesimo anno, Paolo III lo nominò nunzio apostolico a Venezia. Il Della Casa, che era già conosciuto per la vita mondana, a Venezia trovò il palco ideale delle sue aspirazioni, con il suo palazzetto sul Canal Grande che divenne il luogo d'incontro della migliore nobiltà veneziana assieme ad artisti, poeti e letterati, e divenne lui padre di un figliuolo veneziano. In quest'ultima città redasse numerosi versi e trattati. Le prime opere importanti (tolte le poesie burlesche di gioventù) sono le due Orazioni in volgare dirette alla Repubblica di Venezia e a Carlo V.Sempre durante il suo soggiorno a Venezia, scrisse in latino ciceroniano il trattatello Quaestio lepidissima: an sit uxor ducenda, ove si interrogava sul valore del matrimonio. L'opera fu tradotta in italiano solo nel 1976, a cura di Luigi Silori, per i tipi di Guida Editore di Napoli. Giovanni Della Casa introdusse il tribunale dell'Inquisizione in Veneto e si occupò dei primi processi contro i riformisti. Nel 1548 compilò un Indice dei libri proibiti, finora mai tradotto. Già messo in cattiva luce per la protezione data al fuggiasco Lorenzino de' Medici nel 1544, non ricevette mai la porpora cardinalizia e con la morte del suo protettore Alessandro Farnese e l'elezione di papa Giulio III cadde in disgrazia. Il Della Casa dovette ben presto lasciare Roma, dove era ritornato nel 1551 e si ritirò quindi a Nervesa, un paese del trevigiano, dove probabilmente scrisse il famoso libro Il Galateo overo de' costumi, così chiamato perché dedicato a monsignor Galeazzo Florimonte, vescovo di Sessa che lo aveva ispirato. Il testo si richiama ai dettami rinascimentali e propone una serie di consigli e regole tali da consentire una vita armonica e semplice. Allo stesso periodo ed alla stessa dimora va assegnato anche il Carminum Liber, una raccolta di componenti di vario genere in latino utilizzando in modo ordinato l'elegia, l'esametro sia satirico che epistolare sulla scia di Orazio, l'epodo (sempre oraziano), poi un gruppo di grandi odi oraziane, una per la morte di Orazio Farnese, duca di Castro, durante l'assedio a Hesdin, un'altra in onore del patrizio fiorentino ed amico Pier Vettori, che curava l'edizione dei Latina Monimenta Ioannis Casae nel 1564 presso i Giunta a Firenze. Le sue liriche misero in evidenza il suo attivismo di ricercatore e curatore dello stile e di un linguaggio originale ed articolato. Fu poi richiamato a Roma come segretario di stato vaticano da Papa Paolo IV, succeduto a Giulio III. Senza aver ottenuto di diventare cardinale (forse a causa degli scritti licenziosi della gioventù), morì a Roma nel 1556. Edite postume alla morte dell'autore nel 1558, le Rime ebbero largo successo tra i letterati del tempo.Innovativa nelle Rime fu la tecnica del cosiddetto "legato dellacasiano". Essa consiste nell'infrazione della struttura ritmica del sonetto: il verso è dilatato, ma allo stesso tempo franto dall'enjambement (per il Tasso si parli di "rompimenti" o "inarcature"), che lo inarca nel verso successivo. In questo modo il verso non si conclude alla fine dell'endecasillabo, ma a metà di quello successivo, acquistando così una maggiore estensione e una musicalità nuova. Questo metodo ebbe grande influenza sui lirici del Cinquecento, sul Tasso e più tardi sul Foscolo.

Jacqueline Kennedy,



Jacqueline Kennedy,
vero nome Jacqueline Lee Bouvier,
 Southhampton il 28 luglio 1929 - New York il 19 maggio 1994.

Viene allevata in ambienti acculturati e di classe tra New York, Rhode Island e la Virginia. A quell'epoca il suo amore per le lettere la porta a scrivere poemi, novelle e romanzi, accompagnandoli con illustrazioni personali. Si dedica inoltre con assiduità allo studio della danza, altra sua grande passione di sempre. La madre, che ottenne il divorzio dal precedente marito, sposa Hugh D. Auchincloss nel 1942, portando le due figlie a Merrywood, nella sua casa vicino Washington D.C. Jacqueline, in occasione dei suoi diciotto anni viene eletta "Debuttante dell'anno" per la stagione 1947-1948. Come studentessa del prestigiosissimo Vassar College ha occasione di viaggiare moltissimo e di passare i suoi anni migliori in Francia (frequentando, fra l'altro, la Sorbona), prima di laurearsi alla George Washington University nel 1951. Queste esperienze le lasciano in eredità un grande amore verso i popoli stranieri, soprattutto verso i francesi. Nel 1952 Jacqueline trova una sistemazione presso il giornale locale "Washington Times-Herald", inizialmente come fotografa, poi come redattrice ed articolista. In un'occasione le viene affidata l'opportunità di intervistare il senatore John F. Kennedy del Massachussetts, già accreditato dalla stampa nazionale come il più probabile successorie del Presidente degli Stati Uniti. Tra i due è un vero e proprio colpo di fulmine: i due si sposeranno l'anno successivo. Jacqueline seduce la famiglia dei Kennedy, con un modello di vita intellettuale, europeo e raffinato. Dal loro rapporto nasceranno tre figli, Caroline (1957), John (1960) e Patrick, che purtroppo morì due giorni dopo la nascita. Come First Lady, "Jackie", come veniva affettuosamente ormai chiamata da tutti i cittadini, cercherà di rendere la capitale della nazione fonte di orgoglio e centro della cultura americana. Il suo interesse per le arti costantemente sottolineato dalla stampa e dalla televisione, ispira un'attenzione per la cultura mai così evidente a livello nazionale e popolare. Un esempio concreto di questo interesse è il suo progetto per un museo della storia americana, poi realizzato a Washington. Supervisiona inoltre la ridecorazione della Casa Bianca e incoraggia la conservazione degli edifici circostanti. Sarà sempre molto ammirata per il portamento, la grazia e la bellezza mai appariscente o volgare. Le sue apparizioni in pubblico ottengono sempre un enorme successo, anche se centellinate con sapienza e moderazioni (o forse proprio per questo). In quel tragico 22 novembre 1963 Jackie è seduta accanto al marito quando questi viene assassinato a Dallas. Accompagna il suo corpo fino a Washington e vi cammina accanto durante la processione funebre. Poi, in cerca di privacy, la first-lady si trasferisce assieme ai propri bambini a New York. Il 20 ottobre del 1968 sposa Aristotele Onassis, ricchissimo uomo d'affari greco. Il matrimonio fallisce, ma la coppia non divorzierà mai. Onassis morirà nel 1975. Dopo essere diventata per la seconda volta vedova, Jackie inizia a lavorare nell'editoria, diventando senior editor di Doubleday, dove era l'esperta di arte Egiziana e letteratura.

Beatrix Potter



Helen Beatrix Potter (Kensington, 28 luglio 1866Near Sawrey, 22 dicembre 1943)
è stata un'illustratrice, scrittrice e naturalista britannica,
ricordata soprattutto per i suoi libri illustrati per bambini.
Beatrix  da una famiglia molto ricca. Trascorre la sua infanzia accudita ed educata dalle governanti, senza avere molti contatti con gli altri bambini. Quando il fratello Bertram viene mandato a scuola, la piccola Beatrix rimane sola, circondata soltanto dai suoi adorati animali domestici: rane, salamandre, furetti, persino un pipistrello. I suoi preferiti, però, sono due conigli, Benjamin e Peter che comincia a ritrarre sin da piccola. Ogni estate tutta la famiglia Potter si trasferisce nella regione dei Grandi Laghi, già famosa per essere stata, agli inizi del diciannovesimo secolo, la meta preferita dei poeti romantici come William Wordsworth e Samuel Coleridge. In quegli anni la giovane Potter fa la conoscenza di Canon Hardwicke Rawnsley, il vicario locale, il quale le insegna l'importanza di preservare la fauna locale e tenere lontano il turismo di massa, che proprio all'epoca cominciava a invadere la regione. Nonostante i suoi interessi e le sue ambizioni, i genitori le impediscono di proseguire gli studi e di dedicare tempo ad interessi di stampo intellettuale. Secondo i rigidi precetti vittoriani infatti le donne dovevano occuparsi esclusivamente della casa. Così la giovane Potter, a partire dai 15 anni comincia a scrivere un diario, ma usando un proprio codice segreto, che verrà decodificato solo 20 anni dopo la sua morte. Lo zio cerca di inserirla come studentessa presso i Giardini Botanici di Kew, ma la sua richiesta viene respinta perché donna. Siccome l'unico modo che ha per osservare la natura al microscopio è ritrarla, la Potter esegue tantissimi illustrazioni di funghi e licheni. Grazie ai suoi disegni comincia a guadagnarsi la fama di esperta micologa (studioso di funghi). Una raccolta con 270 acquarelli, in cui i funghi vengono disegnati con estrema minuzia, è presente alla Armitt Library di Ambleside. L'Accademia di scienze britannica (Royal Society) rifiuta di pubblicare le sue illustrazioni scientifiche, sempre perché donna. Unica vittoria di quegli anni sono le lezioni che riesce a tenere alla Scuola di Economia di Londra. Nel 1901 decide di pubblicare a sue spese "La storia del coniglio Peter", un libro illustrato per ragazzi. Una delle 250 copie raggiunge la scrivania di Norman Warne, capo della casa editrice Frederick Warne & Co., il quale decide di dare alle stampe il racconto. Dal giugno del 1902 fino alla fine dell'anno il libro vende 28.000 copie. Nel 1903 pubblica un nuovo racconto, "La storia dello scoiattolo Nutkin" che ottiene altrettanto successo. Dai proventi dei suoi libri Beatrix Potter riesce a raggiungere la tanto agognata indipendenza economica. Nel 1905 comincia a frequentare il suo editore Norman Warne, ma è costretta a farlo di nascosto per la forte opposizione da parte dei suoi genitori. Rompe definitivamente con la famiglia ma non riesce a sposare Norman, il quale si ammala di anemia fulminante e muore nel giro di poche settimane. A 47 anni sposa il procuratore William Heelis, assieme al quale si trasferisce in una grande fattoria a Sawrey, nella regione dei Laghi, circondata da animali: cani, gatti e un porcospino chiamato "Mrs. Tiggy-Winkle". Nella fattoria comincia ad allevare le pecore. Dopo la morte dei genitori Beatrix Potter usa la sua eredità per comprare terreni nella regione e assieme al marito si trasferisce a Castle Cottage, dove morirà il 22 dicembre 1943. Nei suoi ultimi scritti, spaventata dalla furia distruttiva della Seconda Guerra Mondiale, sottolinea il pericolo di una modernità che può annientare la natura. In tempi recenti, televisione e cinema hanno reso omaggio alla figura di Beatrix Potter. Il primo film ispirato alla sua produzione letteraria è "I racconti di Beatrix Potter", uscito nel 1971.Undici anni dopo, la BBC produce un lungo documentario biografico, intitolato The Tale of Beatrix Potter. Nel 1992 la stessa BBC manda in onda una serie animata basata sulla storie della Potter, The World of Peter Rabbit and Friends. Nel 2006 escono sia il film "Mrs. Potter", con Renée Zellweger e Ewan McGregor, che un musical The Tale of Pigling Bland. Nello stesso anno la Penguin Books pubblica Beatrix Potter: A Life in Nature, bibliografia scritta da Linda Lear, in cui si sottolinea il talento scientifico dell'autrice inglese, sia come illustratrice di botanica che come micologa.

Marcel Duchamp



Artista concettuale, per cui all'opera d'arte deve sostituirsi il puro atto estetico, comincia a dipingere a 15 anni, influenzato dalla tecnica degli impressionisti. Nel 1904 si trasferisce a Parigi, dove raggiunge i fratelli Gaston. Frequenta per qualche tempo l'Académie Julian ma, annoiato, la abbandona quasi subito. Negli anni dal 1906 al 1910 le sue opere manifestano caratteri di volta in volta diversi, in rapporto alle influenze del momento: d'apprima Manet, quindi l'intimismo di Bonnard e Vuillard, e per finire con il Fauvismo. Nel 1910 dopo aver visto per la prima volta le opere di Paul Cézanne, abbandona definitivamente l'impressionismo e Bonnard. Per un anno Cézanne e il Fauvismo sono i suoi riferimenti stilistici. Ma tutto è destinato a durare poco. Negli anni 1911 e 1912 dipinge tutte le sue più importanti opere pittoriche: Ragazzo e ragazza in primavera, Giovane triste in treno, Nu descendant un escalier nº2, Il re e la regina, circondati da nudi veloci, Il passaggio della vergine alla sposa. Nel 1913, all'Armory Show di New York, Nu descendant un escalier nº2 è l'opera che suscita maggior scandalo. Esaurite le possibilità esplorative con la pittura, inizia a lavorare al Grande vetro. L'opera comprende un insieme di elementi grafici su lastre di vetro e metallo ed è ricca di simbologie inconsce ed alchemiche. Il suo significato è difficilmente decifrabile, ma può essere considerata una globale, ironica contestazione, sia della pittura, sia più in generale dell'esistenza umana. Nascono anche i primi "ready-made", oggetti d'uso comune dotati di statuto artistico, tra cui la celebre Ruota di bicicletta. L'anno successivo acquista e firma lo Scolabottiglie. Nel 1915 si trasferisce a New York dove inizia la grande amicizia con Walter e Louise Arensberg. Consolida i suoi contatti con Francis Picabia e conosce Man Ray. Prosegue gli studi per la realizzazione di Mariée mise à nu par ses Célibataires, meme (1915-1923), che non porterà mai a termine. Nel 1917 realizza il famoso Fountain, che viene rifiutato dalla giuria della Society of Independent Artists. Viaggia prima a Buenos Aires, poi a Parigi, dove incontra tutti i principali esposnenti dell'ambiente dadaista, che di lì a qualche anno daranno vita al surrealismo. Nel 1920 è di nuovo a New York. Insieme a Man Ray e Katherine Dreier fonda la Société Anonyme. Assume lo pseudonimo di Rose Sélavy. Si cimenta con la fotografia sperimentale e i lungometraggi e realizza i primi "dischi ottici" e "macchine ottiche". Nel 1923 comincia a dedicarsi professionalmente al gioco degli scacchi e abbandona quasi completamente l'attività artistica. Unica realizzazione è il film Anémic Cinéma. Riprende l'attività artistica soltanto nel 1936, quando partecipa alle mostre del gruppo surrealista a Londra e a New York. Comincia a progettare la Boite en válise, una raccolta portatile delle riproduzioni delle sue opere più significative. Sorpreso in Francia dallo scoppio della guerra, nel 1942 s'imbarca per gli Stati Uniti. Qui si dedica soprattutto alla sua ultima grande opera, Étant donneés: 1. la chute d'eau, 2. le gaz d'éclairage (1946-1966). Partecipa a mostre e ne organizza e allestisce a sua volta. Nel 1954 muore l'amico Walter Arensberg, e la sua collezione viene donata al Philadelphia Museum of Art. Ne fanno parte ben 43 opere di Duchamp, tra cui gran parte delle opere fondamentali. Nel 1964, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo "Readymade", in collaborazione con Arturo Schwarz, realizza un'edizione numerata e firmata dei suoi 14 più rappresentativi Readymade.

Il mio bambino


Ghianda acrostico