mercoledì 3 giugno 2026

3 giugnoSanta Clotilde


3 giugno Santa Clotilde
Regina dei Franchi
Lione, Francia, 473/4 ca. - Tours, Francia, 3 giugno 545
Etimologia: Clotilde = illustre in battaglia, dall'antico franco

Nata a Lione intorno al 473, mentre si andava dissolvendo l’Impero Romano d’Occidente, Clotilde era figlia del re dei Burgundi, che dominava un vasto territorio della Gallia sud-occidentale. Un periodo di grandi lotte fra regni e tribù franco-germaniche, nel vuoto lasciato dalla disgregazione imperiale. La violenza non risparmiava nessuno, anche all’interno di una stessa famiglia: padri contro figli, fratelli contro fratelli. Clotilde subì l’uccisione dei suoi genitori per opera dello zio paterno, che esiliò la ragazza a Ginevra. Fu qui che si convertì al cristianesimo e mise in luce equilibrio interiore e saggezza. La fama arrivò al re dei Franchi, Clodoveo, che la volle in sposa. Clotilde dovette convivere con un uomo rude e irruento, ma pian piano l’esempio e la pazienza ebbero la meglio. Il re accettò che i figli venissero battezzati e poi egli stesso si convertì, secondo alcuni dopo la vittoriosa battaglia contro gli Alemanni del 496, durante la quale nel momento più difficile aveva invocato il Dio della moglie. Con Clodoveo passarono dal paganesimo al cristianesimo quasi tutti i suoi sudditi e la Francia divenne “la figlia primogenita della Chiesa”. Fino al termine della propria vita, che concluse nell’eremo di Tour, vicino alla tomba del venerato vescovo Martino, Clotilde cercò di smorzare le furibonde liti che contrapposero i suoi figli dopo la morte di Clodoveo. Non riuscì sempre nell’intento, ma quando morì – il 3 giugno del 545 – fu subito proclamata santa per acclamazione e la salma portata a Parigi, dove riposa tra i grandi del Pantheon.

Autore: Enzo Romeo


Un saggio disse

 


Le persone invecchiano

 


martedì 2 giugno 2026

Gianni Meccia

Gianni Meccia
(
Ferrara, 2 giugno 1931Ferrara, 9 aprile 2024)
è stato un
cantautore, paroliere, compositore e discografico italiano.

Fu il primo cantante ad essere definito "cantautore": il termine fu appositamente coniato da Maria Monti, durante una riunione con Ennio Melis e Vincenzo Micocci alla RCA Italia per lanciarne la carriera Trasferitosi a Roma per intraprendere l'attività di attore cinematografico, iniziò ad esibirsi nei locali della capitale cantando alcune canzoni di sua composizione e nel 1954 riuscì a fare un'apparizione estemporanea nella trasmissione televisiva Primo applauso. Conobbe in questo periodo Franco Migliacci, con il quale ebbe in seguito occasione di collaborare. Fu proprio Migliacci a procurargli un'audizione presso la RCA Italiana; durante questo provino, venne ascoltato per caso da Mario Riva, che decise di chiamarlo come ospite al suo programma Il MusichierIn tale trasmissione agli inizi del 1959 in cui, accompagnandosi con la chitarra, eseguì Odio tutte le vecchie signore, il brano (in anticipo sui tempi) destò scandalo; nello stesso anno l'RCA gli propose un contratto, per cui iniziò ad incidere i primi 45 giri per la sottoetichetta Camden: per lui fu coniato il termine cantautore. Nel frattempo una sua canzone, Non restare fra gli angeli, come lato B di Farfalle, di cui Meccia scrisse il testo (con musica di Enrico Polito e Modugno), venne incisa da Domenico ModugnoDopo il primo 45 giri, Jasmine, passato inosservato, il successo arrivò con il secondo, Il barattolo, arrangiata da Ennio Morricone, che ebbe l'idea di inserire il rumore di un barattolo che rotola (fatto cadere su uno scivolo ricoperto da ghiaia e cemento); il successo venne replicato dal singolo successivo, Pissi pissi bao bao e, alla fine dell'anno, da Il pulloverNello stesso periodo riscosse un grande successo come autore con Folle banderuola, cantata da Mina e Alzo la vela, interpretata da Jenny Luna. Nel 1961 debuttò al Festival di Sanremo con il brano Patatina, scritto con Franco Migliacci e cantato con Wilma De Angelis, brano che non entrò in finale; dello stesso anno fu anche il brano Io lavoro e la partecipazione al film "musicarello" Io bacio... tu baci, sempre di quell'anno, in compagnia di Jimmy Fontana (con il quale cantò Cha-cha-cha dell'impiccato, accompagnato dai Flippers), Adriano Celentano e Mina. Collaborò quindi con Piero Umiliani, col quale scrisse In un mare di guai per il film Mariti a congresso (regia di Luigi Filippo D'Amico) e Un milione per uno per I soliti rapinatori a Milano (regia di Giulio Petroni). Nel 1962 partecipò nuovamente a Sanremo, con la canzone Cose inutili (scritta da Ugo Tognazzi), interpretata da Fausto Cigliano e Jenny Luna, che venne eliminata; nello stesso anno pubblicò un altro 45 giri per un film mitologico, Arrivano i titani (regia di Duccio Tessari). Nel 1963 uscì il primo 33 giri, Le canzoni d'amore di Gianni Meccia (con copertina di Peynet, che per l'occasione creò un disegno con i suoi celebri fidanzatini), mentre come autore proseguì nello scrivere canzoni, per Mary Di Pietro, Robertino, Rita Pavone e Ricky Shayne. Un posto speciale va a Il mondo, scritta per il testo con Jimmy Fontana e su musica di Carlo Pes, Lilli Greco, Jimmy Fontana, che la incise con l'arrangiamento di Ennio Morricone e divenne un successo mondiale..Nel 1967 partecipò al Festival di Sanremo con Ma piano (per non svegliarmi), cantata da Nico Fidenco e Cher, che non giunse alla finale, ma pochi mesi dopo venne inclusa dai Nomadi nel loro primo album, Per quando noi non ci saremo; nello stesso anno partecipò anche al Festival di Napoli con Dint'all'arca 'e Noé.Nel 1969 scrisse la lunga suite Concerto per Patty e Scende la notte sale la luna per Patty Pravo. Si dedicò anche al cinema, componendo colonne sonore Sentivano... uno strano, eccitante, pericoloso puzzo di dollari) e recitando anche in qualche pellicola. Con Bruno Zambrini scrisse le sigle della serie televisiva degli anni settanta Qui squadra mobile.Negli anni settanta decise di intraprendere la carriera di discografico fondando nel 1970 la Pull, insieme a Bruno Zambrini: fu lui a scoprire e lanciare, tra gli altri, I Cugini di CampagnaNel decennio successivo prese parte al progetto della RCA Italiana I Super 4 assieme a Jimmy Fontana, Nico Fidenco e Riccardo Del Turco; la formazione rimase attiva fino al 2003. Gianni Meccia morì  all'età di 92 anni; la notizia, per volontà dei familiari, fu resa nota al pubblico con qualche mese di ritardo

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2 giugno Sant' Erasmo di Formia

2 giugno Sant' Erasmo di Formia
Vescovo e martire

Patronato: Malattie dell'intestino 
Etimologia: Erasmo = amabile, piacevole, simpatico
Emblema: Argano, Bastone pastorale, Intestini, Palma 

Fonti degne di fede attestano l'esistenza di un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era molto diffuso nella Campania e nel Lazio. La più antica è il Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era conservato in quella chiesa: "Formianae ecclesiae in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit". Lo stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno a Napoli e l'altro posto "in latere montis Pepperi" presso Cuma. Anche Roma aveva un monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da giovane il papa Adeodato I (m. 619) che poi, da pontefice, lo ampliò e lo arricchì di beni e privilegi. Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia (detto anche di Castellone) e presso Itri "in valle Itriana". Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell'842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie. Il 3 febbraio 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome di S. Elmo. Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo male informati poiché la passio, compilata con molta probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad Erasmo se non ch'era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo forse di Diocleziano. Secondo la passio, dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell'imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, si recò nell'Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall'arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette giorni dopo placidamente morì.


Autore: Antonio Balducci

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