venerdì 2 gennaio 2026

La 1^ università del mondo occidentale


L'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (UNIBO)

(Università degli Studi di Bologna) è la più antica università del mondo occidentale.
Nonostante i primi veri statuti universitari risalgano al 1317, una fiorente scuola giuridica esisteva già dall'XI secolo: gli storici infatti sono concordi nel ritenere che l'anno della fondazione sia il 1088, data fissata, in occasione dell'ottavo centenario, da una commissione presieduta da Giosuè Carducci; il fondatore è considerato universalmente Irnerio, morto nel 1125. Attualmente nelle sue 23 facoltà ospita oltre 80 000 studenti e ha sedi didattiche a Imola e quattro poli scientifico-didattici in Romagna rispettivamente a Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Inoltre dispone di una scuola per l'eccellenza negli studi, il Collegio Superiore, e di una sede distaccata all'estero a Buenos Aires. Nella classifica mondiale 2013-2014 stilata da QS World University Rankings l'Università di Bologna è risultata la 188ª università del Mondo e la prima in Italia.

Giulio Einaudi

Giulio con il papà Luigi Einaudi Presidente della repubblica Italiana nel 1948

Giulio Einaudi 
(
Torino, 2 gennaio 1912 – Magliano Sabina, 5 aprile 1999)
è stato un 
editore italiano, fondatore della casa editrice che porta il suo nome.

Figlio dell'economista Luigi Einaudi, e della moglie Ida Pellegrini, il 2 gennaio 1912, in un appartamento di via Giusti numero 4. Nel 1948 il padre divenne presidente della Repubblica Italiana. Aveva due fratelli maggiori, Roberto, ingegnere, e Mario, docente universitario, politologo e antifascista. Frequentò a Torino il liceo classico Massimo d'Azeglio, dove fu allievo del professore antifascista Augusto Monti. Fece quindi parte di una "confraternita" di ex-allievi del liceo d'Azeglio, fra i cui membri figuravano Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Vittorio Foa, Giulio Carlo Argan, Ludovico Geymonat, Franco Antonicelli ed altri. Il 15 novembre 1933, appena ventunenne, fondò la casa editrice cui diede il proprio nome, con sede a Torino al terzo piano di Via Arcivescovado 7, nello stesso palazzo che era stato sede del settimanale L'Ordine Nuovo di Antonio Gramsci. La casa editrice, nota per il suo orientamento di sinistra, pubblicherà, tra i tanti, i libri degli autori statunitensi Lee Masters, Hemingway, Scott Fitzgerald, Arthur Miller, Schulberg, oltre agli italiani Carlo Levi, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Elsa Morante, Mario Rigoni Stern, Gianni Rodari, Leonardo Sciascia; gli scritti del padre Luigi Einaudi, le opere di Gramsci. Nell'agosto del 1943 in seguito all'intensificarsi della lotta di liberazione si autoesiliò in Svizzera, poco prima dell'armistizio dell'8 settembre, per sfuggire alle persecuzioni del regime fascista. Dopo aver trascorso qualche tempo in Svizzera, Einaudi si unì alle Brigate Garibaldi in Valle d'Aosta per continuare la lotta antifascista. Divergenze coi collaboratori portarono in seguito al distacco di collane e collaboratori: Paolo Boringhieri, che fondò l'omonima casa editrice nota per gli argomenti scientifici e per le opere di Freud; Luciano Foà che in disaccordo per il rifiuto di pubblicare l'opera di Nietzsche si staccò dalla casa editrice per fondare con altri l'Adelphi e Carmine Donzelli, che ne fondò una propria nel 1992. All'inizio degli anni ottanta, la situazione finanziaria della casa editrice Einaudi era in pieno passivo, finendo in amministrazione controllata. L'editore Giulio Einaudi non era più al comando, per la prima volta dalla sua fondazione, anche se rimase presente non abbandonandola nelle difficoltà. Dopo essersi lentamente ripresa, con nuovi dirigenti, la casa editrice fu venduta nel 1994 a Silvio Berlusconi, entrando nel conglomerato del Gruppo Mondadori. Dopo 64 anni di lavoro come editore, Giulio Einaudi andò in pensione il 4 settembre 1997 all'età di 85 anni. Morì all'età di 87 anni. È sepolto nel cimitero di Dogliani. Ebbe due mogli, Clelia Grignolio e successivamente, Renata Aldrovandi, sorella di Vando e sua collaboratrice nella casa editrice, e sei figli: Ida, Riccardo e Mario dalla prima consorte; Elena, Giuliana e Ludovico (pianista e compositore) dalla seconda.

Il passato è un laccio che

Il passato è un laccio che stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Alda Merini

E verrà il tempo sonoro, scintillante

E verrà il tempo sonoro, scintillante, un tempo solenne e puro, un tempo da inni e verrà un giorno il tempo! Oh se verrà!

(Nina Cassian)


 

ANIMA ERRANTE

ANIMA ERRANTE

Odoravano le viole
nel chiuso breve (rammenti?...)
e tra le nubi fuggenti
piovevano raggi di sole.
Tacevamo. Io dissi: "Morire".
Null'altro io dissi. Le cose
risposero elle, o rispose
un'eco nel core...? "Morire".
E d'intorno accennavan neri
cipressi al vento; le fronti
adamantine de' monti
si ergevan da lungi in pensieri
degni soli ne l'infinita
pace d'azzurro e di neve...
O doglia umana! E tu, breve
piangevole favola, o Vita!
E mi parve il mondo un altare,
a le cui soglie la nostra
anima errante si prostra,
ma un attimo solo, a pregare:
poi per una deserta riva
che non ha foce, obliosa
fluttua con ogni altra cosa,
per sempre, né morta né viva.
E per quella eterna fiumana
(deh leniente!) si sciolse
l'anima, via... Né si volse.
Tu, eri nel mondo; lontana.
Adolfo De Bosis

Le più grandi benedizioni della vita

 


Solo chi semina