lunedì 29 dicembre 2025

Anno Nuovo


Anno Nuovo

_Anno, che rechi tu?
_Le eterne cose.
Tenebre e luce, amore e poi dolore;
qualche lieve sorriso e poi dolore;
per ognuno che nasce uno che muore;
neve d'inverno e a primavera rose.
_Anno che mi consigli?
_Ecco l'aurora.
Getta ogni tua menzogna, ogni tuo torto.
Fa' che il dolore altrui per te non sia
la gioia: in esso il tuo dolore oblia.
Spazza la neve che t'ingombra l'orto;
e a primavera poi le rose odora.

Pietro Mastri

Vladka Meed



Vladka Meed, nata Feigele Peltel, coniugata Miedzyrzecki 
(
Varsavia, 29 dic. 1921 – Paradise Valley, 21 nov. 2012),

è stata una partigiana, scrittrice e superstite dell'Olocausto polacca naturalizzata statunitense, membro della resistenza ebraica durante la seconda guerra mondiale, famosa per aver contrabbandato della dinamite all'interno del ghetto di Varsavia e per aver anche aiutato dei bambini ebrei a fuggire. Feigele nacque a Praga, un distretto di Varsavia, da Hanna Peltel (nata Antosiewicz) e Shlomo Peltel. Sua madre gestiva un negozio di merceria, mentre suo padre lavorava in una fabbrica di pelletteria. Aveva una sorella, Henia, e un fratello, Chaim, entrambi minori di lei. Pur avendo studiato alla Yiddish Folkshul, una scuola laica dove le materie venivano insegnate principalmente in yiddish, parlava fluentemente il polacco grazie alla sorella Henia che aveva frequentato una scuola pubblica polacca.  14 anni si unì all'Unione Generale dei Lavoratori Ebrei, comunemente noto come Bund, mentre nel 1942 divenne un membro del movimento di resistenza denominato Żydowska Organizacja Bojowa. La madre, il fratello e la sorella di Vladka vennero uccisi nel campo di sterminio di Treblinka, mentre lei venne risparmiata perché lavorava in una fabbrica tedesca e riuscì a convincere i nazisti mostrando loro dei documenti che lo attestassero. Vladka e il suo futuro marito, Benjamin Meed (nato Benyomin Miedzyrzecki), finsero di essere ariani e contribuirono ad organizzare la rivolta del ghetto di Varsavia. I due si sposarono nel 1945 e sopravvissero sia all'Olocausto che alla seconda guerra mondiale; l'anno successivo emigrarono negli Stati Uniti a bordo della Marine Flasher. La coppia ebbe poi due figli, Steven e Anna, entrambi divenuti medici. Nel 1952 ottenne la cittadinanza statunitense cambiando ufficialmente il suo nome in Vladka Meed.Nel 1963, Vladka Meed e suo marito fondarono la Warsaw Ghetto Resistance Organization (WAGRO), mentre nel 1983 crearono l'American Gathering of Jewish Holocaust Survivors. Nel 1981 Vladka contribuì anche all'organizzazione del World Gathering of Jewish Holocaust Survivors, tenutosi a Gerusalemme. Il libro di Vladka Meed, On Both Sides of the Wall, venne originariamente pubblicato in yiddish nel 1948 e costituiva un resoconto di prima mano sulle sue esperienze in tempo di guerra. Il libro venne poi tradotto in inglese nel 1972 (con una prefazione di Elie Wiesel) e successivamente in tedesco, polacco e giapponese. Pubblicò anche degli articoli sul quotidiano The Forward.  Per quasi 20 anni organizzò numerosi viaggi estivi per insegnanti, istruendoli sull'Olocausto e sulla storia ebraica di Varsavia. Secondo il suo necrologio pubblicato dal New York Times, contribuì anche alla sceneggiatura del film televisivo La rivolta del 2001. Meed morì di Alzheimer nella casa di sua figlia, sita a Paradise Valley, in Arizona, il 21 novembre 2012 all'età di 90 anni. Nel corso della sua vita Meed ricevette diversi premi, uno nel 1973 da parte della Warsaw Ghetto Resistance Organization, poi il Premio Morim della Jewish Teachers' Association nel 1989, il Premio Hadassah Henrietta Szold nel 1993 ed infine il Premio Elie Wiesel Remembrance nel 1995. Ricevette inoltre una laurea honoris causa dall'Hebrew Union College-Jewish Institute of Religion e dall'Università Bar Ilan.

Ricordando il percorso di Giuseppe, Maria e Gesù

Ricordando il percorso di Giuseppe, Maria e Gesù sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto a causa delle minacce di Erode, una famiglia costretta a farsi profuga, il Pontefice ha sottolineato come “quasi ogni giorno la televisione e i giornali” diano notizie di profughi “che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca - ha detto - di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie”.

Web

Ciao Giovannino sei stato un Amico per più di 15 anni.

Ciao Giovannino sei stato un Amico per più di 15 anni.

Adesso sei in pace ♥ Ti abbiamo trovato tanti anni fa eri solo pelo e ossa e tutto sanguinante. Sei diventato il gatto più bello che ci potesse essere.
Ad Anisia e Matteo ho detto che sei voluto andare tra le stelle e loro sanno che quando si muore in cielo si accende una stella in più. Mi hanno chiesto se stasera ti potevano vedere ...ho risposto loro che ci vogliono un po' di giorni e mi domandano come mai sei voluto andare? Ho risposto che eri molto stanco e volevi riposare su una nuvola. Grazie Caro Amico per aver fatto un po' di strada con me
Lucia♥.

Dio ti Ama!!!

Dio ti Ama!!!

Un uomo aveva sempre il cielo dell'anima coperto di nere nubi. Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all'amore di Dio. Un giorno mentre errava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi scuri dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav'uomo dagli occhi limpidi. Si accorse che lo sconosciuto aveva l'aria particolarmente disperata e gli chiese:
"Che cosa ti turba tanto, amico?".
"Mi sento immensamente solo".
"Anch'io sono solo, eppure non sono triste".
"Forse perché Dio ti fa compagnia..."
"Hai indovinato".
"Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al suo amore. Com'è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com'è possibile che ami me?".
"Vedi laggiù quel villaggio?", gli chiese il pastore, "Vedi le finestre di ogni casa?".
"Vedo tutto questo".
"Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra".
Brano senza Autore.

Si cresce..si cambia

 


Abbandonati a me

  


Abbandonati a me ancora un pò è ancora presto
Resta accanto a me ancora un pò
La luna e le stelle
ruberò per te e ne farò perle
Perché se hai paura
paura di morire, paura di perderti paura della resa
Non pensare, non respirare
non lottare, Impara a restare qui
E allora abbandonati a me ancora un pò
e fermerò il tempo per noi
Ma adesso avvicinati a me prima che
ti svegli il vento e inizi un altro giorno
Non aver paura, paura di morire paura di perderti,
paura della resa Come un fiume verso il mare
un fiume in piena  sei
Ma impara a restare qui
E inizi un altro giorno.
non c'è l'autore 
Questa frase è il verso iniziale di una nota poesia di Gabriele D'Annunzio intitolata "Stringiti a me", pubblicata originariamente nel 1900. Non si tratta di una canzone popolare del periodo 1900-1950, ma di un testo poetico spesso musicato o recitato. 

Solo chi semina