martedì 27 aprile 2021

La prima pioggia


 

Ecco la pioggia sottile
sottile così diversa
da quella che si riversa
brillando, cantando in aprile.
Da quella che scroscia e rimbalza
tra rombi di tuoni e di lampi
e gaia disseta i campi,
le arse vene della balza.
Questa non fa rumore,
ma cade notte e giorno
grigia, e ogni cosa intorno
tinge del suo colore. 
 
Dina Rebucci

Primavera


Le campanelle
raccontano alle stelle
che il sole, che il sole
fa nascere le viole…
A nuovo vestite
spuntano le margherite,
primule e mughetti,
cespugli e cespuglietti,
piante e piantine,
erbette fine fine…
E il sole ad ogni fiore
dà il suo colore.
Rosse le rose,
gialle le mimose,
candidi i gigli,
e tutti son suoi figli.
 
Lina Schwarz

 

Frase del giorno


 

Giornata mondiale del disegno


 

Se si sbaglia........

 

Se si sbaglia ad allacciare il primo bottone di una camicia di conseguenza si sbaglieranno tutti gli altri.
Gli altri però non saranno errori, ma solo la logica conseguenza del primo bottone sbagliato.
Fabio Volo

 

27 aprile Santa Zita

 


Vergine
Monsagrati, Lucca, 1218 - 27 aprile 1278
Patronato: Casalinghe, Serve, Fornai
Etimologia: Zita = (forse) vergine, dal persiano

Emblema: Chiavi, Giglio

Santa Zita nacque da una povera famiglia di Monsagrati, in diocesi di Lucca. Dall’età di appena dodici anni fu al servizio della nobile famiglia dei Fatinelli a Lucca. Sempre contraddistinta da un forte senso del dovere, gioiosa ed umile di carattere, visse ammirevolmente gli ideali e le virtù evangeliche, assorta nell’assidua contemplazione dei divini misteri. Seppe ben coniugare la sua austerità di vita con una carità sempre vigile verso il prossimo più indigente. Una leggenda narra come un'altra domestica dei Fatinelli, invidiosa dell'affetto ricevuto da Zita, avrebbe iniziato ad insinuare nella mente del capo famiglia il sospetto che ella rubasse in casa quanto donava ai poveri; un giorno il padrone, incontrando Zita con il grembiule gonfio mentre si recava da una famiglia bisognosa, le avrebbe chiesto cosa portasse; nonostante questo fosse pieno di pane, Zita rispose che portava solo fiori e fronde, che caddero infatti sciogliendo il grembiule. Nel 1278 morì raggiungendo così lo Sposo celeste. I lucchesi vollero che le sue spoglie trovassero degna sepoltura nella basilica di San Frediano. Zita era già così venerata in Toscana da essere citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia poco dopo la morte, facendo riferimento ad un magistrato di Lucca detto “anzian di santa Zita”, identificando così Lucca con la donna che ancora non era stata canonizzata dalla Chiesa. Papa Innocenzo XII nel 1695 ne ratificò e confermò il culto. Il Venerabile Pio XII nel 1955 dichiarò solennemente “la vergine Santa Zita Patrona presso Dio delle domestiche e di tutte le donne addette alla cura della casa”. La santa è titolare della congregazione femminile delle Suore Oblate dello Spirito Santo, detta anche Istituto di Santa Zita. Oltre all'Arcidiocesi di Lucca, anche la Diocesi di Massa Carrara - Pontremoli commemora al 27 aprile questa santa in quanto suo padre è considerato dalla tradizione originario del Borgo di Succisa, nel comune di Pontremoli, dove ancora esiste una piccola cappella eretta in suo onore.


Autore: Fabio Arduino 

lunedì 26 aprile 2021

Amami🙏

 

Amami tu, Signore,
anche se non sono amabile,
anche se sono povero,
anche se non lo merito,
anche se ti amo poco,
amami tu, Signore.
Quando mi alzo al mattino,pieno di sogni,
quando mi corico di sera, pieno di delusioni,
quando lavoro per inerzia,
quando mi riposo e sono vuoto,
quando prego così distratto,
quando non ho voglia di amarti, amami tu, Signore.
Quando penso di amare te, senza amare gli uomini,
quando mi illudo di amare gli uomini
senza amare te,
quando temo di amare troppo
amami, tu Signore.
Quando ho paura di compromettermi,
e ho paura di impegnarmi,
quando fuggo l'amore
quando nessuno mi ama
amami tu, Signore.
Amen🙏
Adriana Zarri, teologa e scrittrice, 1919-2010
 

28 settembre Ssanti Martiri Domenicani Giappone

Santi Lorenzo Ruiz di Manila e 15 compagni  Giappone † Nagasaki, 1633-37 Si tratta di uno stuolo di 16 martiri per la fede, uccisi a Nagasak...