sabato 4 maggio 2019

4 maggio San Ciriaco di Gerusalemme



San Ciriaco di Gerusalemme
Vescovo e martire
Data di nascita e morte incerte
Patronato: Ancona
Etimologia: Ciriaco = padrone, signore, dal greco
Emblema: Bastone pastorale, Palma
In greco, Ciriaco significa “dedicato al Signore”. Così si chiamano vari santi, e tra essi quello che si ricorda qui, il patrono di Ancona, titolare della cattedrale che dal monte Guasco domina la città e il porto. Qui il culto per lui dura da un millennio e mezzo. Ma non c’è una storia certa della sua vita. Abbiamo solo tradizioni incomplete, discordi, e se ne tenta qui una succinta rassegna. Secondo una di esse, egli era un dotto ebreo di nome Giuda; e si fece poi cristiano (chiamandosi Ciriaco) dopo aver visto disseppellire nella zona del Calvario quella che fu ritenuta la vera Croce di Gesù. (Aveva promosso la ricerca, nella prima metà del IV secolo, Elena, madre dell’imperatore Costantino). Questa tradizione aggiunge che Ciriaco fu poi vescovo di Gerusalemme, e che morì martire sotto l’imperatore Giuliano, detto dai cristiani “l’Apostata” per il suo conflitto con la Chiesa.Una seconda tradizione dice che Ciriaco il convertito venne in Italia, fu vescovo di Ancona, e trovò poi morte violenta in Palestina, dove era tornato in visita. Però non c’è alcun indizio di un suo ministero episcopale ad Ancona. Ma in base alla tradizione anconetana registrata anche dal Martirologio Romano, e a giudizio di studiosi moderni come Mario Natalucci, un altro scenario pare più attendibile: Ciriaco è venuto sì ad Ancona; ma solo da morto, avendo trascorso tutta la vita in Palestina, onorato come testimone del ritrovamento della Croce. A quel tempo gli anconetani insistevano per ricevere da Gerusalemme i resti del primo martire cristiano, santo Stefano (che erano stati ritrovati nel 415), per collocarli in una chiesa a lui dedicata. La richiesta non fu accolta, pur essendo “appoggiata” da un personaggio potentissimo: Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio I, sorella degli imperatori Onorio e Arcadio, moglie poi di Costanzo III e madre di Valentiniano III. Si volle tuttavia venire incontro a lei e agli anconetani, donando loro le spoglie di Ciriaco, anch’egli venerato e in fama di martire.Così incomincia la storia autentica del legame tra Ancona e Ciriaco: quelle spoglie arrivate nel V secolo si trovano oggi nell’alta cattedrale, dove Ciriaco e Stefano sono raffigurati in due plutei marmorei dell’XI secolo. La città farà di lui il suo patrono principale, incidendo poi la sua immagine nelle monete. Anche oggi, nel giorno della sua festa, continua a vivere un’amabile tradizione: si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti. È un richiamo alla leggenda secondo cui la cassa con i resti di Ciriaco arrivò galleggiando sulle onde; e poi, grazie appunto a una corda fatta di giunchi attorcigliati, a forza di braccia raggiunse la terra anconetana.
Autore: Domenico Agasso

venerdì 3 maggio 2019

Un sorriso



Un sorriso
e' alla base di ogni rapporto sociale,
nasce spontaneo si stampa sul volto
senza che tu te ne accorga,
ma lo senti nel cuore.

Ci sono anche i sorrisi di circostanza,
quelli che non scaldano l'anima
e che servono da facciata,
e si perdono fra pensieri distanti .

Esistono i sorrisi di scherno ,
quelli che fannno male come taglienti lame
che feriscono l'essenza di chi li riceve.

Esistono poi quelli fatti di niente
che servono solo a non far capire
che cosa tu hai nel cuore ,
sono i peggiori,perche' mentono per primo
a te stesso,e ti lasciano ancora piu' solo.

Non lesinate sorrisi a nessuno,
germogliano nei cuori e vi ritornano
accendendovi gli occhi.


Web

Ci vuole così poco........


giovedì 2 maggio 2019

Il tuo spirito è come un'ascia


 
Il tuo spirito è come un'ascia.
Non lasciarlo arrugginire.
Ogni giorno affilalo un po’:

Nella tua giornata, densa di impegni,
ritagliati dei momenti di silenzio
e di solitudine.

Fermati dieci minuti e ascolta un po’ di buona musica.

Immergiti nella natura ogni volta che puoi.

Abbraccia ogni giorno le persone che ami e di’ loro:
"Ti voglio bene".

Festeggia compleanni, anniversari, onomastici
e tutto quello che ti viene in mente.

Sii gentile con tutti. Anche con quelli di casa tua.

Coccolati.
Sorridi....
Prega.....

Aiuta qualcuno che ha bisogno di te.

Leggi un buon libro: anche lo spirito, come il corpo, va nutrito.
Guarda il cielo e punta in alto...

Bruno Ferrero

Proverbi per Maggio




PROVERBI
Non vien maio,se no fiorissi le rose.
Nel Veronese:
Non viene Maggio  se non fioriscono le rose
   
Parere un Sole di Maggio.
Si dice di ciò che è bello e splendido
 
 
  In Romagna  :
L'uva in chév 'd maz l'ha da fiurì
        e par San Zvan l'ha da garnì
 
  L'uva  alla fine di  Maggio deve fiorire
e per San Giovanni deve granire.
 
 
In Lombardia:
A Santa Petronella la merenda la va'n tèra.
La festività è il 31 Maggio.
 
 
In Sicilia:
Lapa di Maju,tu mi pigghi ed eu ti lassu.
Ape di Maggio, tu mi pigli e io ti lascio

Gli sciami di Maggio non sono dei migliori,
da preferire anche per la natura
del miele gli sciami di Marzo.
Infatti ;Il primo sciame è d'oro,
il secondo d'argento e il terzo di piombo.

Serge Reggiani



Nativo del popolare rione reggiano di Santa Croce, emigrò in Francia nel 1930 al seguito della famiglia per sfuggire al Fascismo, in quanto il padre, Ferruccio Reggiani, era un parrucchiere di idee antifasciste. I Reggiani si stabilirono inizialmente a Yvetot, in Normandia, e successivamente a Parigi nella zona di Faubourg Saint-Denis, dove il padre continuò a svolgere l'attività di parrucchiere che lo stesso Sergio praticò come apprendista. Già in giovane età si dedicò al teatro, e nel 1937, si iscrisse al conservatorio delle arti cinematografiche, dove ottenne un primo riconoscimento. Dopo aver ricoperto piccoli ruoli in teatro e al cinema, nel 1939 si iscrisse al Conservatorio nazionale d’arte drammatica, dal quale otterrà due premi in dramma e commedia. Diede eccellenti prove del suo talento sia nel repertorio classico (Jean Racine e Lope de Vega) che in quello moderno (Armand Salacrou, Jean-Paul Sartre e Jean Cocteau). Nel 1942 esordì nel cinema, ma inizialmente interpretò ruoli secondari. Durante la seconda guerra mondiale, con l'invasione nazista di Parigi, Reggiani fu costretto a fuggire dalla città per evitare il lavoro obbligatorio in Germania, e il servizio di leva nell'esercito italiano. Nel 1948 ottenne la cittadinanza francese, tre anni dopo aver sposato l'attrice Janine Darcey, da cui avrà due figli. Negli anni successivi cominciò a interpretare ruoli cinematografici più importanti in film come Manon (1949), ma soprattutto con Casco d'oro (1952). Amico di Yves Montand e di Simone Signoret, nel 1963 conobbe a casa loro Jacques Canetti, uno scopritore di talenti dell'universo della musica, che gli propose di intraprendere la carriera di cantante. Da lì Reggiani si affermò anche come chansonnier, collaborando spesso con la cantante Barbara. Gli anni 1970 furono il periodo in cui l'attore raggiunse l'apice del proprio successo sia nel cinema che nella musica. Nel 1973 incise l'LP Poètes per la Polydor; tra le sue canzoni di grande successo, vi sono Le Barbier de Belleville, Ma Libertè e Les Loups. Lavorò pure per il cinema italiano con i film Manù il contrabbandiere, Bufere, ma soprattutto con Tutti a casa, diretto da Luigi Comencini e al fianco di Alberto Sordi, Il Gattopardo di Luchino Visconti e Il giorno della civetta di Damiano Damiani. Recitò anche per la televisione italiana, in sceneggiati come I Giacobini di Federico Zardi, per la regia di Edmo Fenoglio. Nel 1980, il suicidio del figlio Stéphan segnò personalmente e artisticamente Serge Reggiani. Il tragico evento rallentò la sua carriera di cantante e di attore, e per un po' di tempo egli si ritirò in solitudine e si dedicò alla pittura, e negli anni successivi dovette curarsi dalla depressione e dalla dipendenza dall'alcool. Nel 1985 il Presidente della Repubblica francese gli conferì il titolo di Cavaliere della Legion d'onore. Nel 1990 pubblicò un'autobiografia dal titolo La question se pose. Nel 1997, dopo tanti anni tornò nella sua città natale, Reggio Emilia, per partecipare a un concerto durante la Festa dell'Unità. Nel 2002 ricevette l'Ordine nazionale al merito dal presidente Jacques Chirac. Reggiani morì nel 2004 a Parigi, a 82 anni, per un arresto cardiaco. Lasciò la seconda moglie Annie Noël, dalla quale aveva avuto tre figli. È sepolto al cimitero di Montparnasse insieme a suo figlio Stéphan e ai suoi genitori. Il presidente Chirac, in occasione dei suoi funerali, lo definì un "poeta dal cuore immenso". Molto amato dal pubblico francese, era soprannominato "L'Italien" per via delle sue origini italiane e il suo francese con accento italiano, e per questa sua condizione di italo-francese aveva scritto e cantato la canzone dal titolo L'italien, come tributo alla sua terra d'origine.

mercoledì 1 maggio 2019

MAGGIO


MAGGIO

Al bel tempo di maggio le serate
si fanno lunghe; e all’odore del fieno
che la strada, dal fondo, scalda in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dall’osterie lontane, e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte e petto. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dall’erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi, ed il sangue, alle giovani spose.
Giorgio Caproni

Di un soldato ignoto

Di un soldato ignoto Ma la povera mamma rimasta così sola? Un’altra Madre, Italia, di noi la riconsola!” Di un ufficiale sconosciuto “Sepper...