D’inverno ti mettevi una cuffietta coi nastri bianchi come il tuo visino, e facevi ogni sera la calzetta, seduta al lume accanto al tavolino. Io imparavo la storia sacra in fretta e poi m’accoccolavo a te vicino, per sentir narrar la favoletta del Drago azzurro e del Guerrin Meschino. E quando il sonno proprio mi vincea m’accompagnavi fino alla mia stanza, e m’addormivi al suono dei tuoi baci. Allora agli occhi chiusi m’arridea di fantasime splendide e fugaci in mezzo ai fiori, una gioconda danza.
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