giovedì 17 settembre 2026

L'alfabeto del Cristiano

 


17 settembre San Francesco Maria da Camporosso

San Francesco Maria da Camporosso 
(Giovanni Croese) Laico cappuccino
Camporosso, Imperia, 27 dic. 1804-Genova, 17 sett. 1866 
Etimologia: Francesco = libero, dall'antico tedesco

Nacque da Giovanni Croese e da Maria Antonia Garzo a Camporosso, un paesino sulla riviera ligure di Ponente, nell’attuale provincia di Imperia. Due giorni dopo la sua nascita venne battezzato col nome paterno di Giovanni. Da sua madre, per la quale la fede era luce e forza di vita, il piccolo Giovanni ricevette i primi insegnamenti di quella pietà semplice e profonda, che dovevano più tardi svilupparsi nelle virtù della vita cristiana e mettere intorno al suo capo l’aureola di santità. Ancora ragazzo, fu pastore del piccolo gregge paterno, e fatto grandicello, aiutò il padre nel duro lavoro dei campi. Ricevette nella festa del Corpus Domini del 1816, la prima Comunione, dopo di che cadde gravemente infermo e guarì per l’intercessione della Madonna del Laghetto, che si venera presso Nizza. A l7 anni, udita la voce di Dio che lo chiamava a una vita più perfetta, entrò fra i Minori Conventuali in qualità di terziario. Ma dopo fervorose preghiere alla Beata Vergine e col consiglio di illuminati religiosi abbracciò la vita religiosa fra i Minori Cappuccini, entrandovi come novizio il 7 dicembre 1825 col nuovo nome di Francesco Maria. Durante il noviziato ebbe modo di rivelarsi la squisita bellezza dell’anima di frate Francesco e di svilupparsi quell’ardore di carità per il Signore e per il prossimo che doveva fare di lui umile laico cappuccino, il benefattore dell’intera città di Genova. Difatti, finito il noviziato, il beato fu destinato al convento della SS. Concezione di Genova, dapprima come aiuto nella cucina e come infermiere, poi come questuante, nel quale ufficio trascorse circa 40 anni cioè quasi tutta la sua vita di religioso. Una vita non ricca di avvenimenti grandiosi, ma piena di luce e di una bontà ingegnosamente operosa e inesauribile. Nel quartiere del porto e del deposito franco, ove in particolar modo si svolse l’attività di frate Francesco, la sua figura alta, simpatica, piena di modestia e di grazia, esercitava un fascino straordinario su quanti l’avvicinavano. Ogni dolore umano trovava nel beato una dolce parola di conforto e una luce di cristiana speranza. La gente di mare specialmente ricorreva a lui con commovente fiducia, mai venuta a meno sino a oggi. Fu proprio di mezzo al popolo che sorse il grido di “Padre santo” per designare frate Francesco ed esprimere l’ammirazione e la gratitudine di quanti erano stati beneficati dalla carità dell’umile. Quando verso l’estate del 1866 scoppiò una furiosa epidemia in Genova, non recò meraviglia, ma solo profonda commozione, il sapere ehe il “Padre santo” aveva offerto al Signore la sua vita in olocausto, onde far cessare il flagello che aveva colpito la sua città diletta. Era la suprema prova di amore che il laico cappuccino offriva ai suoi fratelli sofferenti, prova accettata da Dio il 17 settembre 1866. La causa di Beatificazione introdotta il 9 agosto 1896 fu compiuta da Pio XI il 30 giugno del 1929.

Autore: Antonio Galuzzi

Quando a casa


 

Io sono felice

 


mercoledì 16 settembre 2026

Quando siete arrivati


 

Dux

Dux
E' l'alba. La cavalla imbizzarrita
stampa sul verde molle orme fugaci.
D'un balzo il Domator con mano ardita
l'afferra; salta in sella, e con tenaci
sproni nel fianco incide aspra ferita.
Essa si lancia, torna, tira audaci
sgroppi, sbuffa, s'impenna inferocita;
ma duro è il fren, e son gli spron mordaci.
Una furia di polve e di faville,
e tutto, come un turbine, lontano
tra scoppi fugge  e martellar di squille.
Or doma. Piantato fieramente
in sella, il Condottier alza la mano,
e: "Avanti al sol nascente".

Giulio Gozzi

Pippo, Pertica e Palla

Pippo, Pertica e Palla
sono tre personaggi a fumetti di
Jacovitti e i protagonisti delle sue prime storie.

Pippo, Pertica e Palla, gli amici affiatati, chiamati fin dall'inizio "i 3P", ai quali Jacovitti deve il suo primo grande successo, pare siano delle caricature di tre fra i più cari compagni di scuola dell'autore. Pippo è certamente riconosciuto come leader del gruppo, è sì piccolo ma sommamente intelligente, fantasioso e buono. Palla invece, grassone e pauroso, ma innanzi tutto goloso, è destinato a fare la parte comica della storia, così come Pertica, ingenuo e un po' svampito, ma in primo luogo spilungone. E poi c'è il cane Tom, il più intelligente del gruppo, che in ogni storia dà sempre una svolta alla loro avventura. I 3P, insieme con il fedele cane Tom, sono catapultati nelle più varie e incredibili avventure, dall'amato West, alle foreste africane, dal regno dei Faraoni fino alla Luna, in un turbinoso girovagare non solo nello spazio ma anche nel tempo, dal presente al passato, dal reale al fantastico. In tutte le storie dei 3P si sono poi aggiunti anche altri personaggi come Zagar, la Signora Carlomagno, Cip l'arcipoliziotto e Jak Mandolino.

Fu lungo

Fu lungo il mio cammino fino a te la vita intera quasi ti cercai per serpeggianti avidi incontri con altri, e tu non venivi E fino a dove s’...