domenica 27 aprile 2025

Tu non sai

Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici,
e tu non crederesti mai che di notte
gli alberi camminano o diventano sogni.
Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita.
Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.

Alda Merini

Mare nostro che non sei nei cieli

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più
di qualunque età delle tempeste.
Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire 
Erri De Luca

Erri De Luca



Enrico De Luca, detto Erri 
(
Napoli20 maggio 1950),
è uno 
scrittoregiornalistapoeta e traduttore italiano.

Completato il ciclo di studi al Liceo classico Umberto I, nel 1968, a diciotto anni, si recò a Roma dove aderì al GAOS (Gruppo di Agitazione Operai e Studenti), che confluì poi nella nascente Lotta Continua, del cui servizio d'ordine De Luca sarebbe diventato il responsabile nella Capitale.Nel 1976, dopo lo scioglimento di Lotta Continua, lasciò la militanza politica, con ciò scegliendo fra l'altro di non aderire alla lotta armata e alla clandestinità. Dal 1993 al 1997, durante la guerra nella ex Jugoslavia, fece l'autista di convogli umanitari. Nel 1999 fu a Belgrado durante il periodo dei bombardamenti della NATOHa studiato da autodidatta diverse lingue, tra cui il russo, lo swahili, lo yiddish e l'ebraico antico, da cui tradusse alcuni libri della Bibbia. Lo scopo di quelle che ha chiamato “traduzioni di servizio" non era quello di fornire il testo biblico in lingua facile o elegante, ma di riprodurlo nella lingua più simile e più obbediente all'originale ebraico. La pubblicazione, come scrittore, del suo primo romanzo Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a Napoli, avvenne nel 1989, a quasi quarant'anni. Tradotto in francese, spagnolo, inglese e 30 altre lingue, tra il 1994 e il 2014 ha ricevuto il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre cavalli, il Prix Femina étranger per Montedidio, il Premio Petrarca in Germania, Le Prix Européen de la Littérature a Strasburgo, il Premio Leteo in Spagna, il Premio Jean Monnet in Francia. Ha collaborato con articoli di opinione a diversi giornali (La RepubblicaCorriere della SeraIl manifesto,  Avvenire). Nel 2003 ha fatto parte della giuria della 56ª edizione del Festival di Cannes, presieduta dal regista francese Patrice Chéreau, che ha assegnato la Palma d'oro per il miglior film a Elephant di Gus Van Sant. Il critico letterario del Corriere della Sera Giorgio De Rienzo in un articolo del 2009 lo ha definito "scrittore d'Italia del decennio". Ha scritto anche di montagna, della quale si è più volte definito un grande amante[1]. Fu suo padre, un anziano militare del corpo degli Alpini, a trasmettergli questa passione. È conosciuto nel mondo dell'alpinismo e dell'arrampicata sportiva. Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare un 8b, alla Grotta dell'Arenauta di Gaeta (8b+). Nel 2005 ha partecipato a una spedizione himalayana con l'amica Nives Meroi, esperienza narrata nel libro Sulla traccia di Nives. È amico e coetaneo di Mauro Corona, con il quale condivide sia la passione sportiva che quella letteraria. Nel 2014, è stato membro della giuria del Piolet d'Or, un premio francese di alpinismo. Vive nella campagna romana, a pochi chilometri dal Lago di Bracciano.

Ottobre


 


Io sono Ottobre che stringo il vinello,
ne' solchi nuovi ci semino il grano,
metto le nuvole a' monti un cappello,
guido dai monti le pecore al piano.

Io sono Ottobre che dice ai figlioli:
_v'aspetto a scuola per farvi buoni.

Otto Cima

Otto Cima

Milano(1859-1929)

Poeta e scrittore, aveva la mentalità dello storico, e a raccontare vicende e personaggi della nostra città ha dedicato molte pagine, fra cui uno splendido volume su «Milano che scompare», apparso nel 1930. Talvolta appare quasi incredibile  come Otto  sa descrivere i lineamenti della nostra città

Donna Pasqua

Donna Pasqua si avvicina
con la cappa verdolina.
Donna Pasqua è già arrivata
con la cesta smisurata.
Porta uova colorate
Rosse,verdi, gialle, blù;
dalle braccia affaticate
un pulcino fa : "cu cù".
Ecco qui tutti i bambini,

curiosetti e birichini,
Donna Pasqua ad aspettare,
Donna Pasqua a salutare:
"Hai portato le focacce
per codeste golosacce?"
"Hai portato i panettoni
per i piccoli ghiottoni?"
Ma la Pasqua tutti i doni
li consegna alla mammina:
"Dalli solo a quelli buoni!".
Non temere, cattivello:
sai che il cuore d'una mamma,
tutto fuoco,
tutta fiamma,
ogni bimbo vede buono,
ogni bimbo vede bello....
Non temere cattivello!


Lina Galli



Lina Galli



(Parenzo1899 – Trieste24 giugno 1993)
è stata una 
poetessa e scrittrice italiana.

Nata a Parenzo, allora appartenente all'Impero austro-ungarico, dopo l'annessione dell'Istria all'Italia visse nella sua città natale fino al 1931; conseguito il diploma magistrale a Capodistria, si trasferì a Trieste dove insegnò alle scuole elementari.

Nel 1936 partecipò alle competizioni d'arte dell'Olimpiade di Berlino. A Trieste frequentò il Circolo della Cultura e delle Arti oltre ai caffè culturali della città, e allacciò nel tempo amicizie con Marcello FrauliniVirgilio GiottiUmberto SabaItalo SvevoPier Antonio Quarantotti GambiniMarcello MascheriniDyalma Stultus e Pedra Zandegiacomo, per citare i più importanti. Nel 1950 si occupò della stesura della biografia di Italo Svevo assieme alla vedova Livia Veneziani, che è stata in seguito tradotta in tedesco e inglese. Poco prima della morte ricevette il Premio Tagliacozzo. Scrisse per Difesa Adriatica, Pagine Istriane, La Voce Giuliana, La Porta Orientale e Il PiccoloNella sua poetica intimista adottò uno stile ermetico e affrontò tematiche quali l'angoscia di vivere, la seconda guerra mondiale e l'esodo istriano.

Ghianda acrostico