martedì 30 dicembre 2025

Mario Valdemarin

 

 

Mario Valdemarin
(Romans d'Isonzo, 30 dicembre 1926 – Roma, 12 dicembre 2023)
è stato un attore italiano, attivo principalmente in teatro, nel cinema e in televisione fra gli anni cinquanta e gli anni novanta. Fu anche un noto interprete di fotoromanzi. Da giovane con amici studenti si occupò di teatro e di cinema: spettacoli di prosa e film-documentari in 16mm. Prima della sua affermazione artistica ebbe una certa notorietà come campione nella trasmissione televisiva di Mike Bongiorno Lascia o raddoppia?. Debuttò come attore al Politeama Rossetti, storica sede del Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, con I giorni della vita di William Saroyan con la regia di Franco Enriquez. Per il cinema fu interprete di film di genere (peplum, b-movie, storici, thriller). Apparve in diversi sceneggiati televisivi degli anni sessanta e settanta. In teatro lavorò in molte rappresentazioni storiche messe in scena dal Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler, come ad esempio, da Carlo Goldoni, Le baruffe chiozzotte e Arlecchino servitore di due padroni. Sempre per il Piccolo Teatro fu interprete, nel 1988, di Come tu mi vuoi, di Luigi Pirandello. Fra gli altri suoi lavori per il teatro figurano: Lisistrata di Aristofane, Spettri di Henrik Ibsen, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, La fiaccola sotto il moggio di Gabriele D'Annunzio (regia di Giancarlo Cobelli), Il racconto d'inverno di William Shakespeare, Mandragola di Niccolò Machiavelli, Veglia la mia casa, angelo da Tom Wolfe (regia di Luchino Visconti) e Un amore a Roma di Ercole Patti.È stato anche attivo come doppiatore per la C.S.D. Cooperativa Sonora Doppiaggio. E'morto poco prima di compiere 97 anni, per complicazioni da Covid.

Saluto all'anno vecchio

Tac...Tac... vecchio stanco ;
quanto gelo , quanto bianco
su pei tetti, per la via!...
Che propizio il ciel ti sia.

Quanta neve sul sentiero!...
dorme e posa il mondo intero.
Ma tu vai...o vecchio anno;
mi fa pena il tuo malanno.

Cip ...cip...su pel tetto
ti saluta il passeretto;
sulla groppa hai la bisaccia,
mille rughe sulla faccia.

Io ti guardo bianco nonno,
nella notte del mio sonno,
e ti mando mille auguri:
Tac...tac...tu non ti curi?...

"Uf...uf...quanta pena
mi comprime sulla schiena!
il saluto dei bambini
mi conforta, poverini!..."

Libro del 1957.

Raccolta di poesie raccolta di  Padre M. da Cerqueto



Nuovo Anno

 


Troppo spesso sottovalutiamo

 


Lui è chi ha cantato Cristo in croce



Lui è chi ha cantato Cristo in croce e ha dato i dieci comandamenti al commento di Tito, uno dei ladroni appesi.

Lui ha messo in musica un prigioniero che non voleva respirare la stessa aria dei secondini.
Lui cantava con voce di pozzo l'amore dei giorni perduti a rincorrere il vento.
Lui è chi ha tradotto Leonard Cohen, Georges Brassens, Bob Dylan in quell'impossibile, perfetta versione di "Avventura a Durango", capolavoro di trasferimento da una lingua a un'altra.
Lui è chi ha scritto che a morire di maggio ci vuole troppo coraggio, ha dato musica alla cattiva strada, ha squagliato la cioccolata dei dialetti, il genovese, il sardo, il napoletano dentro le ballate.
Lui è chi è stato legato a un palo dell'Hotel Supramonte dove ha visto la neve sopra un corpo di donna amato, addolcito di fame e ha ascoltato i racconti dei banditi e ha conosciuto una loro cura che nessun detenuto di questo Paese ha provato.
Lui è chi ha perdonato con gratitudine.
Lui è chi ha visto al collo di Teresa una lametta vecchia di cent'anni, lui sa che il dolore di Franziska taglia più di un coltello di Spagna. E sa il bosco dove Sally arrivò con il tamburello e sa il bisturi che corregge il sesso di Princesa, e la ragazza che si versa un cucchiaio di mimosa nell'imbuto di un polsino slacciato.
Lui è chi ha dato cantico ai drogati perché chiedessero: "e chi, chi sarà mai / il buttafuori del sole / chi lo spinge ogni giorno / sulla scena alla prime ore".
Lui è chi ha suonato i pensieri dei suicidi, il nasone di Carlo Martello, le fregole di un vecchio professore e la più concreta offerta di un paradiso, in vendita a via del Campo.
Lui è chi ha messo un giudice nelle mani esageratamente affettuose di un gorilla e ha lasciato che un pescatore sfamasse un assassino, e tacesse ai carabinieri.
Lui è chi cantò le lapidi di Spoon River dove Jones il suonatore mai rivolse pensiero al denaro, all'amore, al cielo.
Lui è chi ha voluto bene ai cuccioli del maggio che poi avrebbero azzannato i garretti dei potenti e avrebbero stabilito il record di carcere di una generazione italiana. Invano avvertiva gli altri: "per quanto voi vi crediate assolti / siete lo stesso coinvolti". Invano, perché gli altri si sono sempre assolti, da soli e definitivamente. Coinvolti restano solo lui, i caduti e i prigionieri senza fine. Sì, è stato il più grande, non solo per iscritto e in canto, ma per carattere, per dirittura d'urto contro la macchina luccicante di successo e carriera.
Lui solfeggiava con gli sconfitti, sbriciolava il loro pane ai passeri.
Dopo di lui la specie dei selvatici si è estinta. C'è il gran bazar degli ammansiti.
Non l'ho nominato, solo enumerato. Chi ha bisogno di guardare il suo nome, ha perso tempo a leggere fin qua.
[Erri De Luca]

lunedì 29 dicembre 2025

Con gli Angioli

Con gli Angioli

Erano in fiore i lillà e l'ulivelle;
ella cuciva l'abito di sposa;

nè l'aria ancora aprìa i bocci di stelle,
nè s'era chiusa foglia di mimosa;

quand'ella rise; rise, o rondinelle
nere, improvvisa: ma con chì? di cosa?

rise, così, con gli angioli; con quelle
nuvole d'oro, nuvole di rosa.

Giovanni Pascoli.

Saluto all’anno

 


Saluto all’anno

Anno vecchio addio, addio,
ti saluto raramente:
porta via il tuo fardello,
non lasciare proprio niente.

Metti tutto dentro il sacco:
ogni bizza, ogni bugia,
metti dentro ogni difetto;
non lasciarlo per la via.

Anno nuovo benvenuto!
Quante cose voglio fare!
Voglio essere un campione:
un campion da presentare.

Un campione della scuola,
un campione a casa mia.
Farti lieto, babbo caro,
farti lieta, mamma mia!

Il Signore benedica
questa dolce mia promessa
e vi dia felicità
per… la tanta mia bontà!

Solo chi semina