giovedì 2 marzo 2023

Jennifer Jones

 

È stata vincitrice di un Premio Oscar come migliore attrice del 1944 e di un Grammy Award. Poco più che ventenne giunse a New York dalla natìa Tulsa, in Oklahoma, per studiare all'Accademia d'Arte Drammatica. Qui conobbe Robert Hudson Walker, che sposò nel gennaio del 1939. Nacquero i futuri attori Robert Walker Junior  e Michael Walker. Poco dopo la Jones tornò in Oklahoma per condurre alcune trasmissioni alla radio. Successivamente si recò ad Hollywood ed esordì nel cinema con il film Il confine della paura (1939) , con John Wayne. Il matrimonio finì a causa della relazione di Jennifer con il produttore David O. Selznick, che sposò in seconde nozze. Nel 1943 l'attrice interpretò il ruolo di protagonista nella pellicola Bernadette che le fece vincere il premio Oscar. A soli venticinque anni era già una star. Negli anni seguenti Jones, sempre sotto l'ala protettrice di Selznick, recitò in film di diversi generi, dal film di propaganda - Da quando te ne andasti ( 1943)  al western - la meticcia in Duello al sole ( 1946) ma anche nel dramma - come Il ritratto di Jennie ( 1948), nel quale recitò in una parte di donna misteriosa. Una breve esperienza in Italia la vide lavorare al fianco di Montgomery Clift nel film di Vittorio De Sica, Stazione Termini (1953). Negli anni cinquanta continuò a mietere successi in film drammatici - come L'amore è una cosa meravigliosa ( 1955) e L'uomo dal vestito grigio, 1956), ma sul finire del decennio seguente, dopo la morte nel 1965 di Selznick, decise di abbandonare le scene. Sarebbe tornata sul set un'ultima volta per la partecipazione al film L'inferno di cristallo (1974). Negli anni settanta fu colpita da un cancro al seno, dal quale riuscì comunque a guarire. Rimasta vedova di Selznick nel 1965, si sposò per la terza volta nel maggio del 1971 con l'industriale Norton Simon che la lasciò vedova nel giugno del 1993 e dal quale non ebbe figli. È morta all'età di novant'anni.


Ricorda!!!

 


Non è mai troppo tardi per correggerti
perché dopo essere nati umani la cosa più importante è essere umani.
Non perdere mai la fiducia nella fiducia
Sagar Prakasch Khatnani

mercoledì 1 marzo 2023

Un nuovo giorno


Un nuovo giorno è trascorso,
colmo di emozioni e di amore,
è stato breve come un lampo
ma pieno di sensazioni.
Mi sono riempita di energia,
di tanti dolci  sussurri
che ronzano nella mente.
Il giorno poi svanisce
e incomincia l'incubo
di una notte interminabile,
arida come il deserto,
senza sussurri, senza carezze,
e il sonno non arriva.
Quante notti, quante parole,
quanti pensieri....passeranno..
nel buio scuro che t'inghiotte.
Gli occhi cercano ansiosi,
un lampo di speranza,
un lieve sussurro.
Lentamente arriva l’alba,
il silenzio si riempie di suoni,
e ricomincia un nuovo giorno.
 
Lucia

"Sembrerebbe" che questa sia la nascita del puzzle!""☺️




Durante l'assenza della moglie, un importante uomo d'affari dovette rimanere in casa per badare ai due scatenatissimi bambini. Aveva un'importante pratica da sbrigare, ma i due piccoli non lo lasciavano in pace un istante. Cercò così di inventare un gioco che li tenesse occupati un po' di tempo. Prese da una rivista una carta geografica che rappresentava il mondo intero, una carta complicatissima per i colori dei vari stati. Con le forbici la tagliò in pezzi minutissimi che diede ai bambini, sfidandoli a ricomporre il disegno del mondo. Pensava che quel puzzle improvvisato li avrebbe tenuti occupati per qualche ora. In quarto d'ora dopo, i due bambini arrivarono trionfanti con il puzzle perfettamente ricomposto. "Ma come avete fatto a finire così in fretta?", chiese il padre meravigliato. "E' stato facile", rispose il più grandicello. Noi ci siamo concentrati su questa figura e, dall'altra parte,Sul rovescio c'era una figura di un uomo e il mondo si è messo a posto da solo".😵‍💫

La Strada Del Cuore....



Ogni strada è soltanto una tra un milione di
strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che
una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati
a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi abbandonarla
o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce
il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o
di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o
dall'ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e
con calma. Provate a percorrerla mentalmente
tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi volgete una domanda a voi stessi, e soltanto a
voi stessi.
Questa strada ha un cuore?
Tutte le strade sono uguali, non conducono in
nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la
boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore?
E' l'unico interrogativo che conta.
Se ce l'ha, allora è una buona strada.
Se non ce l'ha, è da scartare.
(Carlos Castañeda)

 

Claretta Petacci

 


Clara Petacci detta Claretta; vero nome Clarice
(Roma, 28 febbraio 1912 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945)
è nota per essere stata amante di Benito Mussolini,
da lei idolatrato fin dall'infanzia.

Figlia di Giuseppina Persichetti e del medico Francesco Saverio Petacci, direttore per alcuni anni di una clinica a Roma e introdotto negli ambienti vaticani in qualità di archiatra di Pio XI.  Clara studiò con rendimenti alterni musica. Nel 1932, in seguito a un incontro fortuito avvenuto durante una gita in auto, la Petacci era con Federici, futuro marito,  riuscì a conoscere Mussolini di persona; già da tempo ella inviava al Duce numerose lettere, in realtà intercettate dalla segreteria, ma dopo quell'incontro si succedettero numerose "udienze" a Palazzo Venezia, che dopo una serie di colloqui confidenziali acquisirono il carattere di una vera e propria relazione. Petacci, ormai sposata con il tenente dell'Aeronautica Militare Italiana Riccardo Federici, aveva in realtà già preso le distanze da quest'ultimo (si sarebbe separata ufficialmente nel 1936). All'epoca del suo incontro con Mussolini, Clara aveva vent'anni, trenta di meno del suo amante. Mussolini era sposato dal 1915  con Rachele Guidi ( "donna Rachele"), che aveva conosciuto già durante l'infanzia e alla quale era legato sin da prima del 1910. Gli erano inoltre state attribuite numerose amanti, una delle quali gli diede un figlio Benito Albino Mussolini). Mussolini prese a frequentare la Petacci con regolarità, ricevendone le visite puntuali anche nel suo studio a Palazzo Venezia. Clara rimase per molti anni fedele «all'amato "Ben. Diversi gerarchi del fascismo, d'altra parte, reputavano la relazione tra il duce e la Petacci - per quanto ufficialmente inesistente e tollerata da donna Rachele - molto inappropriata, perché possibile fonte di scandalo e di accuse di corruzione al regime. Clara  ebbe il ruolo di compagna segreta di Mussolini, di cui condivise i momenti più bui e il destino finale, pare senza mai avanzare la pretesa che l'amante lasciasse per lei la moglie Rachele. Nel sottosuolo della residenza del duce di Villa Torlonia, era ricavato un rifugio antiaereo, mentre nell'ampio parco erano presenti anche una piscina, un campo da tennis, un giardino fiorito, curato da Clara, un orto e un pollaio, curati dalla madre. Nell'ala destra del piano terreno  era posizionata l'alcova di Claretta e Benito. Composta da una camera con pareti e soffitto ricoperte da specchi ed arredata con mobili rosa, era servita da una stanza da bagno rivestita in marmo nero e dotata di grande vasca mosaicata, posta a filo del pavimento, che voleva imitare le vasche termali romane. Dopo la caduta del fascismo la villa fu confiscata con l'accusa che fosse stata acquistata da Mussolini con fondi sottratti al bilancio dello Stato. La famiglia riuscì ad opporsi a tale provvedimento di esproprio e successivamente ottenne la restituzione della villa, dimostrando l'accusa come infondata. Più tardi la villa fu venduta, e finì in stato di abbandono, fino ad essere definitivamente demolita per far posto ad un complesso di edifici che oggi ospitano le ambasciate dell'Iraq presso l'Italia e la Santa Sede. Travolta dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale, Clara Petacci fu arrestata il 25 luglio 1943, alla caduta del regime fascista, per essere poi liberata l'8 settembre, quando venne annunciata la firma dell'armistizio di Cassibile. Tutta la famiglia abbandonò Roma e si trasferì nel Nord Italia controllato ancora dalle forze tedesche, e dove poi si instaurò la Repubblica di Salò. Clara si trasferì in una villa a Gardone, non lontano dalla residenza di Mussolini e dalla sede del governo repubblicano a Salò. Trasferitisi a Milano a seguito dell'abbandono della riviera gardesana da parte del duce, poco dopo la metà di aprile del 1945, il 23 aprile i Petacci - salvo Clara e il fratello Marcello, che rimasero nella capitale lombarda - si misero in salvo in aereo, giungendo a Barcellona dopo un avventuroso volo durato quattro ore. Il 25 aprile, sia Clara sia Marcello si allontanarono da Milano assieme alla lunga colonna di gerarchi fascisti in fuga verso Como, Marcello tentando di riparare in Svizzera con false credenziali da diplomatico spagnolo. Il 27 aprile 1945, durante l'estremo tentativo di Mussolini di sottrarsi alla cattura, Clara fu bloccata a Dongo da una formazione della 51ª Brigata partigiana, che intercettò la colonna di automezzi tedeschi con i quali il duce viaggiava. Il giorno seguente, 28 aprile, dopo il trasferimento a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, Mussolini, Clara e il fratello furono fucilati, sebbene su Clara non pendesse alcuna condanna. La versione ufficiale della morte di Mussolini è stata tuttavia contestata ed esistono diverse versioni sull'andamento dei fatti. Il giorno successivo, il 29 aprile, a Piazzale Loreto (Milano), i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci furono esposti appesi per i piedi alla pensilina di un distributore di carburante, dopo essere stati oltraggiati dalla folla. Il luogo venne scelto per vendicare simbolicamente la strage di quindici partigiani e antifascisti, messi a morte per rappresaglia in quello stesso luogo il 10 agosto 1944. Claretta Petacci  riposa al Cimitero Comunale Monumentale Campo Verano di Roma.

Buon mese di Marzo a tutti!!🌧☔️🍀



Qua dal freddo alla pioggia.
Ma la speranza di un Marzo pazzerello c'è!
Spero ci regali qialche giornata si sole.
Il che non guasta mai ,
perchè alzarsi e vedere una bella luce fuori ci fa sentira meglio anche dentro di noi.
" Questo vale per me" non so voi""
Buonissima giornata comunque sia il tempo!
Lucia🐞

 

Nel giardino

Nel giardino. (a mio padre) Tu speri ancora che dovrò guarire e vai facendo più grande il giardino dove una volta, prima di partire, mi leva...