mercoledì 1 aprile 2020

Il mio naso



Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi.
Edmond Rostand

Un bacio, in fondo, che cos’è?



Un bacio, in fondo, che cos’è?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo
messo tra le parole
t’amo;
un segreto detto sulla bocca,
un istante d’infinito
che ha il fruscio di un’ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di poteri respirare un po’ il cuore
e assaporarsi l’anima a fior di labbra…
EDMOND ROSTAND

Edmond Rostand


 
 
Edmond Eugène Alexis Rostand
(Marsiglia, 1º aprile 1868Parigi, 2 dicembre 1918)
è stato un poeta e drammaturgo francese, celebre soprattutto per aver scritto l'opera teatrale Cyrano de Bergerac.
Nacque in una famiglia agiata. Suo padre, Eugène Rostand, era un intellettuale dedito a diversi interessi, dal giornalismo alla traduzione di testi latini, poeta e filantropo, nonché membro della Academie des Sciences morales et politiques. Suo zio, Alexis Rostand, era direttore di un importante istituto finanziario, ma anche musicista. Edmond Rostand fece i suoi studi nella sua città natale, a cui seguirono quelli di diritto a Parigi presso il Collège Stanislas dove strinse una durevole amicizia con il futuro critico letterario René Doumic, sempre a Parigi si iscrisse all'ordine degli avvocati, senza tuttavia esercitare. Nel 1888 scrisse un pezzo teatrale, Le gant rouge (Il guanto rosso), nel 1890 un volume di poesie, Les musardises (Gli ozi). Nel 1890 entra ufficialmente nel mondo della cultura con un saggio pubblicato presso l'Académie de Marseille, dal titolo Essai sur le Roman sentimental et le Roman naturaliste. L'8 aprile 1890 sposa la poetessa Rosemonde Gérard. Avranno due figli, Maurice nel 1891 e Jean nel 1894. Infine, egli l'abbandonerà per il suo ultimo amore, Mary Marquet, nel 1915. Morì  vittima dell'influenza spagnola.

Gegè Di Giacomo


 
Gennaro Di Giacomo, detto Gegè (Napoli, 17 gennaio 1918Napoli, 1º aprile 2005),
è stato un cantante e batterista italiano.
Nipote del poeta Salvatore Di Giacomo, iniziò piccolissimo a suonare la grancassa ed i piatti orchestrali insieme al fratello Pino, prima di avere una batteria tutta sua a dieci anni e di essere assunto al cinema Sansone per eseguire dal vivo (era l'epoca del muto) le colonne sonore dei film proiettati, imparando l'arte, che gli sarebbe presto tornata utile, di inventare suoni, rumori e trovate da ogni cosa che si potesse percuotere. Dopo essere stato al servizio di varie orchestre  durante il periodo della Seconda guerra mondiale, il 28 ottobre 1949 venne ingaggiato, insieme al chitarrista olandese Peter Van Wood, da Renato Carosone, entrando a far parte di un trio che avrebbe segnato una svolta nella storia della canzone napoletana.Il primo dei dischi di successo del trio, incisi per la Pathé, conteneva Music music music, suonata da Renato Carosone e Gegè Di Giacomo e cantata da Peter Van Wood, che nel 1952 lasciò la coppia per intraprendere una carriera da solista. Gegè Di Giacomo, invece, rimase al fianco di Carosone, che aggregò altri musicisti fino a formare una propria band, definitasi completamente nella seconda metà degli anni cinquanta "Complesso Carosone". Molti dei brani di Carosone e dello straordinario successo internazionale fu merito anche di Gegè, che la sera del 13 maggio 1954, al Caprice di Milano, durante un'introduzione de La pansé, urlò improvvisamente: "Canta Napoli! Napoli in fiore!", che divenne il suo grido di battaglia, adattato perfettamente a tutti i brani da lui eseguiti, dei quali la maggior parte narrati in prima persona, come Pigliate 'na pastiglia ("Napoli in farmacia!"), T'è piaciuta? ("Napoli matrimoniale!") e Caravan petrol ("Napoli petrolifera!"). Il 5 gennaio 1957 Carosone ed il suo gruppo iniziarono a Cuba una fortunata tournée americana, che si concluse con un concerto trionfale alla prestigiosa Carnegie Hall di New York. Dopo l'addio alle scene di Carosone del 7 settembre 1960, Di Giacomo si lanciò per un po' nell'avventura solista, affacciandosi ai Festival di Napoli del 1961 (dove cantò Tutt'a famiglia, ripetuta da Aurelio Fierro, che si classificò terza e Pi-rikì-Kukè, ripetuta da Gloria Christian) e del 1962 (dove cantò Chin' 'e fuoco, ripetuta da Cocky Mazzetti ed O' monumento, ripetuta da Carla Boni) e mettendo in piedi un proprio gruppo, ma non ebbe un successo e decise anch'egli di congedarsi dal mondo dello spettacolo, facendo solo un'apparizione al fianco dell'amico di sempre Renato dopo il suo rientro del 9 agosto 1975. Ammalatosi negli anni novanta, Gegè ritornò a Napoli dopo aver vissuto per quarant'anni a Milano e Renato, temendo per lui, scrisse e gli dedicò la canzone Addò sta Gegè, ma invece lo precederà di quattro anni, scomparendo nella sua casa romana il 20 maggio 2001 e quest'ultima canzone non sarà mai incisa. Di Giacomo fu molto rattristato per la scomparsa del vecchio amico, ma non poté presentarsi al suo funerale a causa dei suoi problemi di salute, che lo costrinsero sulla sedia a rotelle già nel 2003, quando, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e l'assessore Teresa Amato gli consegnarono il Premio Carosone nella sua casa di Poggioreale, dove morirà due anni dopo.

Acrostico d' APRILE


 






APRILE
Attimi
Per
Ricordare
Insieme
Le nostre
Emozioni

UGO Auguri !

 
Oggi 01 aprile chi ha questo nome festeggia l'onomastico.
Il nome deriva dall'antico tedesco Hug e significa 'spirito perspicace'. Diminutivi con forza di nome proprio: Ugolino e Ughetta. Derivato: Ugoccione. L'onomastico viene festeggiato il 1° aprile in ricordo di Sant' Ugo vescovo di Grenoble, vissuto tra il 1053 e il 1132. Viene invocato contro il pericolo di congestione.
Diffusione: In Italia ci sono circa 72.921 persone di nome Ugo. Suddivisione: Lombardia (15%), Veneto (11%), Lazio (10%) Caratteristiche: Ugo è una persona prudente e riflessiva, dotata di molta forza e volontà; dedica gran parte del suo tempo al lavoro e in attività di hobbistica. In amore come in amicizia è presente e fedele. Significato: Pensiero, senno Onomastico: 1 aprile (sant'Ugo, vescovo di Grenoble) Origine: Germanica Segno corrispondente: Acquario Numero fortunato: 9 Colore: Viola Pietra: Ametista Metallo: Mercurio
Varianti maschili: Ughino, Ugolino, Ugone, Ughetto, Uguccio, Uguccione, Ghino
Varianti femminili: Uga, Ughina, Ughetta, Ugolina
Varianti estere / Maschili: Hue (francese); Hugh (inglese); Hugo (spagnolo); Femminili: Hugues (francese).

L’unione e la solidarietà degli uomini

L’unione e la solidarietà degli uomini possono prosciugare i mari e abbattere le montagne. Proverbio cinese