martedì 1 ottobre 2019

Ma tu quanto sei vicino?

 
Avrei voglia di comprare
una stella in mezzo al mare
e d’ accender veramente
chi il suo cuore più non sente.
Vorrei chiedere al divino:
Ma tu quanto sei vicino?
Io ti vedo in tante cose
e non sono poi costose.
Ci sei sempre nelle stelle
perché son brillanti e belle;
Ti ho anche visto su di un prato
eri un fiore colorato;
Eri pure nella neve
quando scende molto lieve;
Ma la gente stranamente
sembra non vedere niente;
Se sapessero divino
che nel cuore di un bambino
tu sei molto più vicino.
 
C. Parisi.

Autunno


Carlo Dani



(Firenze, 1º ottobre 1873 – Firenze, 12 aprile 1944)
è stato un ciclista e tenore italiano.

Nato a Firenze, in gioventù si dedicò al ciclismo. Benché specialista su pista, nel 1893 ottenne il terzo posto ai campionati italiani di ciclismo su strada, dietro il vincitore Giuseppe Moreschi e Arturo Nuvolari. Sempre nel 1893, a Firenze, fu uno dei pochi italiani che riuscì a battere lo statunitense Arthur Augustus Zimmerman. Fu, insieme a Luigi Pontecchi, uno dei più popolari ciclisti toscani dell'epoca. Lasciata l'attività agonistica si concentrò sulla carriera operistica. Nel dicembre 1894 esordì al teatro Pagliano di Firenze nel Rigoletto nel ruolo del Duca di Mantova. Dopo essersi esibito in vari teatri del nord e centro Italia, tra cui il teatro Alfieri di Firenze (ove interpretò nel 1899 il Conte di Chalais nella Maria di Rohan) e il teatro Lirico di Milano, nel luglio del 1900 si esibisce per la prima volta all'estero, in Svizzera, al teatro Kursaal di Lucerna ove interpretò il Duca di Mantova nel Rigoletto, Ernesto nel Don Pasquale ed Elvino neLa sonnambula. Nel 1901 prende parte ad una tournée in Australia, esibendosi a Melbourne (Her Majesty's Theatre), Sydney (Her Majesty's Theatre) e Brisbane (Royal Theatre). L'anno seguente si esibisce negli Stati Uniti d'America, recitando a Filadelfia (Metropolitan), New York (Metropolitan), Boston (Civic Opera House) e Chicago (Civic Opera House). Ritornato in Europa, dal 1903 al 1906 canta ad Oporto (teatro Nacional São João), Barcellona (Liceu), Palermo (Teatro Massimo Vittorio Emanuele), Parma (politeama Reinach) e Cagliari (teatro Civico). Nel 1906 parte alla volta del Sudamerica, esibendosi a Buenos Aires (politeama Argentino), Rosario (teatro Colón) e Montevideo (teatro Solís). Nel 1907, dopo una serie di esibizioni a Nizza al teatro del Casinò, torna in Sudamerica ove si esibisce a Buenos Aires (teatro Coliseo), Rosario ed a San Paolo (Politeama). L'anno seguente è in tournée negli Stati Uniti d'America ove si esibisce a Washington (teatro Belasco), La Crosse (Grand Opera) e Filadelfia (Lyric Theatre). Dal 1909 al 1913 si esibisce in vari teatri europei tra cui Nizza (teatro del Casinò), Odessa (teatro municipale), Parma (politeama Reinach), Praga (teatro Reale), Napoli (politeama Giacosa), Bari (teatro Petruzzelli) e Firenze (teatro della Pergola). Dopo la Grande Guerra, nel 1922, si esibì nel suo ultimo concerto a New York presso il Metropolitan. Ritiratosi dalle scene, si trasferì in Australia dove aprì una scuola di canto.Morì nella sua città natia nel 1944.

1° ottobre Santa Teresa di Gesù Bambino


 
(di Lisieux)
Vergine e dottore della Chiesa
Alençon (Fr), 02/01/1873 - Lisieux, 30/09/1897
Si arrampica a Milano sul Duomo fino alla Madonnina, a Pisa sulla Torre, e a Roma si spinge anche nei posti proibiti del Colosseo. La quattordicenne Teresa Martin è la figura più attraente del pellegrinaggio francese, giunto in Roma a fine 1887 per il giubileo sacerdotale di Leone XIII. Ma, nell’udienza pontificia a tutto il gruppo, sbigottisce i prelati chiedendo direttamente al Papa di poter entrare in monastero subito, prima dei 18 anni. Cauta è la risposta di Leone XIII; ma dopo quattro mesi Teresa entra nel Carmelo di Lisieux, dove l’hanno preceduta due sue sorelle. I Martin di Alençon: piccola e prospera borghesia del lavoro specializzato. Il padre ha imparato l’orologeria in Svizzera. La madre dirige merlettaie che a domicilio fanno i celebri pizzi di Alençon. Stimatissimi e compatiti per tanti lutti in famiglia: quattro morti tra i nove figli. Poi muore anche la madre, quando Teresa ha soltanto quattro anni. In monastero ha preso il nome di suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, ma non trova l’isola di santità che s’aspettava. Tutto puntuale, tutto in ordine. Ma è scadente la sostanza. La superiora non la capisce, qualcuna la maltratta. Lo spirito che lei cercava, proprio non c’è, ma, invece di piangerne l’assenza, Teresa lo fa nascere dentro di sé. E in sé compie la riforma del monastero. Trasforma in stimoli di santificazione maltrattamenti, mediocrità, storture, restituendo gioia in cambio delle offese. E’ una mistica che rifiuta il pio isolamento. La fanno soffrire?Dopodiché, nel 1897 lei è già morta, dopo meno di un decennio di vita religiosa oscurissima. Ma è da morta che diviene protagonista, apostola, missionaria. Sua sorella Paolina (suor Agnese nel Carmelo) le ha chiesto di raccontare le sue esperienze spirituali, che escono in volume col titolo Storia di un’anima nel 1898. Così la voce di questa carmelitana morta percorre la Francia e il mondo, colpisce gli intellettuali, suscita anche emozioni e tenerezze popolari che Pio XI corregge raccomandando al vescovo di Bayeux. Santa Teresa di Gesù Bambino, di cui tutta la dottrina predica la rinuncia viene canonizzata nel 1925. Non solo. Nel 1929, mentre in Urss trionfa Stalin, Pio XI già crea il Collegio Russicum, allo scopo di formare sacerdoti per l’apostolato in Russia, quando le cose cambieranno. Già allora. E come patrona di questa sfida designa appunto lei, suor Teresa di Gesù Bambino.
Patronato: Missionari, FranciaEtimologia: Teresa = cacciatrice, dal greco; oppure donna amabile e forte, dal tedescoEmblema: Giglio, Rosa
Autore:
Domenico Agasso

Autunno


Pace d'ottobre


Ottobre


28 settembre Ssanti Martiri Domenicani Giappone

Santi Lorenzo Ruiz di Manila e 15 compagni  Giappone † Nagasaki, 1633-37 Si tratta di uno stuolo di 16 martiri per la fede, uccisi a Nagasak...