sabato 17 gennaio 2026

๐’๐š๐งt' ๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ ๐๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐›๐š๐ซ๐›๐š ๐›๐ข๐š๐ง๐œ๐š

 

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Quando qualcosa andava perso, nelle case di una volta, non si cercava solo con gli occhi. Si cercava anche con le parole, e con un filo di fiducia. Bastava poco. Fermarsi un attimo, respirare e dire piano, quasi sottovoce:
"San Antonio dalla barba bianca, fammi trovar quel che mi manca".
San Antonio veniva immaginato cosรฌ: con la barba lunga e chiara, il volto paziente di chi sa ascoltare. Era il santo delle cose smarrite, ma anche di quelle dimenticate nei cassetti della vita: una chiave, un fazzoletto, un pensiero, a volte perfino un po’ di pace. Nelle cucine, tra pentole e grembiuli, qualcuno si fermava a guardare il tavolo, la credenza o il pavimento. Poi ripeteva la filastrocca, come fosse un piccolo incantesimo buono. E spesso accadeva. L'oggetto veniva ritrovato lรฌ dove sembrava di aver giร  guardato mille volte. Come se, nel silenzio, qualcuno avesse spostato appena lo sguardo.
Ma quel detto non serviva solo a ritrovare le cose. Serviva a rallentare. A smettere di agitarsi. A fidarsi che ciรฒ che manca, prima o poi, torna a farsi vedere. Gli anziani lo sapevano: a volte non รจ l’oggetto a essere perso, ma l’attenzione.
Cosรฌ San Antonio diventava una presenza gentile, chiamata nei momenti di smarrimento piccolo e grande. Un modo per dire: aiutami a ritrovare, ma anche aiutami a guardare meglio.
E ancora oggi, quando qualcosa sfugge, quella voce antica torna spontanea alle labbra, come una carezza tramandata nel tempo. Ps. Anch'io ho ricordi fin da bambina se io ho qualche amica perdeva qualcosa, andavamo in su e in giรน per la strada(1) quardando in terra e dicendo quelle parole. (1) allora le strade non erano come adesso in particolare la mia via era sterrata. Lucia.

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Piรน passano gli anni