lunedì 19 gennaio 2026

Lola Di Stefano



Lola Di Stefano
Bussi sul Tirino 1920 / 29 gennaio 1954
medaglia d’oro al valor civile e al merito scolastico che “in un incidente occorso nel gennaio del 1954 presso gli stabilimenti della Società Montecatini, rimase asfissiata dalle esalazioni di cloro per portare in salvo la sua scolaresca”. 

Figlia di Amedeo Di Stefano, operaio della Montecatini, e di Concetta La Gatta, sorella del piccolo Cleto. Con il sogno di diventare maestra Lola si diploma dell’Istituto Magistrale iniziando la sua esperienza nei piccoli comuni di montagna, Ofena, Sant’Eufemia a Maiella, fino a quando torna nel suo paese, nella scuola di Bussi Officine, a poche decine di metri dalla fabbrica, per fare la maestra ai figli degli operai che lei, non sposata, sente anche suoi. La mattina del 19 gennaio 1954, 5 tonnellate di cloro fuoriescono da una cisterna. Tutti scappano e cercano di mettersi in salvo. Lei si assicura che tutti gli alunni mettano un fazzoletto sulla bocca, entra ed esce più volte dalla scuola finché i bambini non sono saliti sulla corriera che li porta in salvo a Capestrano, lontano dalla nube tossica. Nella fretta non si preoccupa di se stessa, non si protegge la bocca, il cloro le riempie i polmoni. Muore il 29 gennaio 1954, dopo 10 giorni di sofferenze. Per il gesto eroico, Lola è stata insignita di medaglia d’oro al valor civile e le sono state intitolate tre scuole: a Bussi, a Sulmona, a Roma. Oggi le figlie del fratello Cleto, Lola e Amedea, nate dopo la sua morte, le loro famiglie, i parenti tutti vogliono rendere omaggio alla sua vita coraggiosa, ricordandola con orgoglio al suo paese, agli insegnanti e agli alunni delle scuole, in particolare quelle a lei dedicate, a tutta la regione che le ha dato i natali. L’attuale emergenza legata alla pandemia ha reso difficile organizzare celebrazioni pubbliche ed ufficiali. Il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, anch’egli nipote della maestra, ha manifestato l’intento di rinviare gli eventi commemorativi all’inizio del prossimo anno scolastico. Nel frattempo, monsignor Michele Fusco, vescovo della Diocesi di Valva e Sulmona, ha suggerito la creazione di un’associazione volta a mantenere vivo il ricordo di Lola Di Stefano e dei valori pedagogici, umani e spirituali legati alla sua persona, promuovendo iniziative in questa direzione.


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