martedì 13 gennaio 2026

Don Primo Mazzolari

(Cremona, 13 gennaio 1890 – Bozzolo (Italia), 12 aprile 1959)

è stato un presbitero, scrittore e partigiano italiano.

Conosciuto come il parroco di Bozzolo, fu sacerdote carismatico e profetico. Le sue idee, esposte in numerose opere, anticipano, a volte di decenni, alcune delle grandi svolte dottrinarie e pastorali del Concilio Vaticano II.Per i suoi numerosi scritti provocatori gli venne temporaneamente proibito dalla gerarchia cattolica di predicare fuori dalla sua diocesi, guadagnandosi così la fama di prete scomodo e di frontiera.Sul piano politico, infine, i suoi atteggiamenti e la sua predicazione espressero una decisa opposizione all'ideologia fascista e ad ogni forma di ingiustizia e di violenza (tra l'altro nascose e salvò, durante la guerra, numerosi ebrei e antifascisti, come, dopo di essa, anche alcune persone coinvolte nel fascismo ingiustamente perseguitate).il 13 gennaio 1890 nasce a Santa Maria del Boschetto, frazione rurale di Cremona, dove nel 1902 entra in seminario.Il 24 agosto 1912 è ordinato sacerdote a Verolanuova.il 10 luglio 1932 diviene parroco di Bozzolo.Nel 1925 fu denunciato dai fascisti per essersi rifiutato di cantare il Te Deum dopo il fallito attentato a Mussolini.La notte del 1 agosto 1931 lo chiamarono alla finestra della canonica e spararono tre colpi di rivoltella che fortunatamente non lo colpirono.Dopo l'8 settembre 1943, partecipò attivamente alla lotta di liberazione, incoraggiando i giovani a partecipare, fu arrestato e rilasciato. Dovette vivere in clandestinità fino al 25 aprile del 1945, per sottrarsi ai fascisti, aveva infatti paura di far la stessa fine di don Giovanni Minzoni.Dopo la guerra l'Anpi di Cremona gli riconobbe la qualifica di partigiano.Nel 1949 fonda il quindicinale Adesso del quale sarà direttore. I suoi scritti attireranno le sanzioni dell'autorità ecclesiastica che porterà a chiudere il giornale nel 1951..Dagli inizi degli anni cinquanta don Primo sviluppa un pensiero sociale vicino alle classi deboli (Nessuno è fuori della carità) e alle tematiche pacifiste che attireranno le critiche e le sanzioni delle autorità ecclesiastiche fino a portarlo all'isolamento nella sua parrocchia di Bozzolo.Se l'istituzione lo reprimeva con durezza, non per questo il messaggio di Mazzolari si spense; ebbe anzi una notevole influenza, anche se per vie più nascoste. Veniva regolarmente invitato da Ernesto Balducci agli incontri annuali dei preti scrittori. Gli echi della riflessione di Mazzolari sull'obiezione di coscienza si ritroveranno così nel mondo fiorentino di Ernesto Balducci, sino ai livelli politici di Giorgio La Pira e di Nicola Pistelli, e fino al punto più noto della "germinazione fiorentina", rappresentato nel 1965 dal don Lorenzo Milani di L'obbedienza non è più una virtù. Anche don Milani aveva collaborato con Mazzolari scrivendo articoli per Adesso.È solo verso la fine degli anni cinquanta, negli ultimi mesi di vita, che don Primo Mazzolari cominciò a ricevere le prime attestazioni di stima da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. Nel novembre del 1957 l’arcivescovo di Milano Montini, futuro Papa Paolo VI, lo chiama a predicare presso la propria diocesi, nel febbraio del 1959 Papa Giovanni XXIII lo riceve in udienza privata e lo saluta pubblicamente "Tromba dello Spirito Santo della Bassa Padana".

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