L'immagine forse più fedele di Stefano Pelloni, tracciata dal prof. Silvio Gordini di Russi
(Museo del Risorgimento, Faenza).
Stefano Pelloni detto il Passatore (o, secondo la definizione di Pascoli, il Passator cortese) (Boncellino di Bagnacavallo, 4 agosto 1824 – Russi, 23 marzo 1851) è stato un brigante italiano, attivo nella Romagna di metà Ottocento. Il soprannome gli viene dal mestiere di traghettatore (o "passatore") sul fiume Lamone esercitato dal padre; viene chiamato anche Malandri, dal cognome della donna che sposò un suo bisavolo.Il Passatore è il più conosciuto tra i briganti romagnoli. Frequenta in gioventù una scuola privata, che tuttavia abbandona alla terza elementare, dopo innumerevoli bocciature.Evaso durante il trasferimento ad Ancona dove avrebbe dovuto scontare una pena, sia per il furto di due fucili da caccia (per il quale deve scontare quattro anni di opera pubblica), sia per la fuga dal carcere di Bagnacavallo (per la quale viene condannato ad ulteriori tre anni di detenzione; tutte e due le pene da scontare ad Ancona, nei lavori forzati per la risistemazione della nuova darsena) e datosi alla macchia, fa parte di un gruppo mobile nel numero di elementi e nelle zone di azione, nel quale (come uso tra i briganti dell'epoca) egli non è il vero capo, ma una figura di riferimento importantissima.Le sue imprese ispirarono la musa popolare della rievocazione orale (che enfatizzò la sua generosità, divenuta leggendaria) e quella colta, da Arnaldo Fusinato a Giovanni Pascoli (che nella poesia Romagna idealizzò la sua figura evocandolo, appunto, come il Passator Cortese).I connotati de il Passatore differiscono notevolmente dalla iconografia che lo ha reso famoso, diffusasi nel dopoguerra a seguito del lancio del marchio dell'"Ente Tutela Vini Romagnoli", che lo raffigurava somigliante a un brigante-pastore abruzzese. In realtà Stefano Pelloni era ben diverso nel volto e nel vestire: alto intorno al metro e settanta centimetri, una statura giusta per la metà del secolo XIX in Romagna, aveva i capelli neri, gli occhi castani e la fronte spaziosa. In particolare il viso, di forma oblunga e di colorito pallido, non presentava barba. All'epoca, alla voce segni particolari del Passatore, veniva indicato sguardo truce: ciò è possibile poiché Stefano Pelloni presentava una bruciatura di zolfo sotto l'occhio sinistro.Fu ucciso nel marzo 1851 a Russi dal sussidiario della Gendarmeria pontificia Apollinare Fantini.Alla figura del Pelloni è intitolata la 100 km del Passatore, una competizione podistica che dal 1973 si svolge annualmente con partenza da Firenze e arrivo a Faenza


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