lunedì 30 giugno 2025

Il vecchio scialle

C'era là in un cassone un vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e  gialle,
e dicea fra sè:_Nell'abbandono
mi lasciano languire; eppur fui buono.
Co' i miei rabeschi e le tessute rose
adornavo il corredo delle spose;
con la morbida lana lieve e fine
riscaldavo i malati e le nonnine,
e quando al focolar mancò la fiamma
raccolsi insieme il bimbo e la sua mamma;
uscivan le due teste come fiori
e dentro il mio tepor battean due cuori.
Perchè dunque mi lascian chiuso quì,
senz'opre, senz'amor, solo così?

Un chiasso risuonò per l'erte scale
(era l'ultimo dì di carnevale):
nella soffitta irruppero i fanciulli,
felici di pensar nuovi trastulli.
Cercaron nella cassa il vecchio scialle
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
E disse una bambina:_Va benone!
Or mi vesto da nonna...un figurone!_
Presso lo scialle c'era una cuffietta:
in mezz'ora fu pronta la vecchietta,
e coi fratelli ritornò in cucina:
_O mamma, guarda quì la mascherina!_
La mamma volea ridere, ma no...
la risata nel core le restò.

Con lo scialle la bimba somigliava
alla nonna gentil che lo portava.
Era bella così la nonna antica,
ilare e dolce, degli scherzi amica!....
Or la mamma narrò lontane cose....
de' suoi morti parenti: e madri e spose
e teneri fanciulli e buoni nonni
parean destarsi dai loro freddi sonni
per tornarsi a scaldar nel vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
Più non risero i bimbi: fissi, intenti
ascoltavan la storia dei parenti.
Il tessuto di lana lieve e fina
avvolgeva contento la bambina;
e forse risentia nel piccol core
il cuore della nonna tutto amore.

Arpalice Cuman Pertile.

La vita è

 


Nessuno di noi è preparato.

Nessuno di noi è preparato. Né lo saremo mai. Ma questo è ugualmente
il nostro destino: cambiare.
Si cambia con lentezza, la stessa lentezza
che muta la primavera in estate,
l'estate in autunno,
l'autunno in inverno.
Non ci si accorge mai in quale momento la primavera diventa estate:
una mattina ci alziamo e fa caldo;
l'estate è giunta mentre dormivamo.
Oriana Fallaci

La prossima volta che mangi

La prossima volta che mangi, ringrazia per aver avuto un cibo così delizioso e benedici il cibo con la tua intenzione prima di mangiarlo. Mangia lentamente e gusta il tuo cibo con attenzione. Fai del tuo pasto una meditazione. Vivi questo semplice lusso che è a portata di mano. Bevi un bicchiere d'acqua lentamente. Sentire e godere di quanto sia bello bere acqua pura. Puoi anche scrivere una parola positiva sulla tua bottiglia d'acqua o sulla caraffa d'acqua in casa tua. Perché? Perché? Ricerca il lavoro di masaru emoto, uno scienziato giapponese, sui cristalli d'acqua. Siamo fatti con il 85 % di acqua! Ti lascio curioso; spero che tu sia saggio e indaghi.....Marco con amor.

Vive bene chi.......


 

Arrivederci Giugno🍒🍀🐞

 





domenica 29 giugno 2025

Nuvoletta


Tu sei la nuvoletta, io sono il vento.
Ti porto ove a me piace;
qua e là ti porto per il firmamento
e non ti do mai pace.

Vanno a sera a dormire dietro ai monti
le nuvolette stanche;
tu nel tuo letticciolo, i sonni hai pronti
sotto le coltri bianche.

U.Saba

Hilda

 





Oggi vanno educati


 

NON SOTTOVALUTARE MAI NESSUNO!!

Una donna con un abito di cotone da quattro soldi e suo marito vestito con un abito modesto scesero dal treno a Boston e si diressero timidamente (senza appuntamento) verso l'ufficio della segretaria del presidente dell'Università di Harvard.
Il segretario a un certo punto intuì che quei contadini delle foreste non avevano niente da fare ad Harvard.
- Vorremmo vedere il presidente, disse piano l'uomo.
- È occupato, rispose la segretaria.
- Aspetteremo, rispose la donna. Per ore la segretaria li ignorò, sperando che finalmente la coppia si scoraggiasse e se ne andasse, ma non lo fecero e la segretaria vide aumentare la sua frustrazione e alla fine decise di interrompere il presidente, sebbene fosse un compito che evitava sempre.
- Forse se parli con loro qualche minuto se ne andranno, disse la segretaria al rettore dell'Università. Fece una faccia dispiaciuta ma accettò, una persona della sua importanza ovviamente non aveva il tempo di trattare con persone in abiti e completi scadenti. Tuttavia, il presidente, con un cipiglio duro ma dignitoso, si è avvicinato alla coppia con passo arrogante.
La donna gli disse:
- Abbiamo avuto un figlio che ha frequentato Harvard solo per un anno, amava Harvard ed era felice qui, ma un anno fa è morto in un incidente. Mio marito ed io vogliamo costruire qualcosa da qualche parte nel campus che sia in memoria di nostro figlio.
Il presidente non era interessato e disse:
- Signora, non possiamo mettere una statua per ogni persona che frequenta Harvard e muore, se lo facessimo, questo posto sembrerebbe un cimitero.
- Oh no, spiegò velocemente la donna:
Non vogliamo erigere una statua, abbiamo pensato di donare un edificio ad Harvard.
Il presidente socchiuse gli occhi, guardò il vestito e l'abito economico della coppia, e poi esclamò:
- Un edificio! Hai idea di quanto costa un edificio? Abbiamo speso più di 7,5 milioni di dollari per gli edifici qui ad Harvard! Per un attimo la donna rimase in silenzio e il presidente fu felice perché forse adesso poteva liberarsene.
La donna si rivolse al marito e disse sottovoce:
- Costa così poco aprire un'Università Perché non ne apriamo una nostra? Il marito arcettato e il volto del presidente si è oscurato per la confusione e lo smarrimento. Sig. Leland Stanford e sua moglie se ne andarono, diretti a Palo Alto in California, dove fondarono l'università che porta il loro nome, la Stanford University, in memoria di un figlio del quale Harvard non si interessava.
La Leland Stanford Junior University fu inaugurata nel 1891 a Palo Alto. "Junior" perché era in onore del figlio defunto del ricco proprietario terriero. Quello era il suo "memoriale" e oggi l'Università di Stanford è la numero uno al mondo, sopra Harvard.
Com'è facile GIUDICARE dalle apparenze e quanto è facile sbagliare quando...GIUDICARE dalle apparenze!
Web

L' onestà è una virtù


L' onestà è una virtù molto importante per raggiungere la pace interiore. Essere onesti è rappresentare se stessi così come si è senza cercare di manipolare o nascondere il proprio vero sé con un mantello immaginario o inesistente. La trasparenza è il punto della massima onestà; da essa nasce un'autenticità che ci permette di vivere e di essere in armonia con chi siamo. Con autenticità tutte le paure di essere giudicate dagli altri cadono e perdono il loro potere a favore della propria emancipazione e fiducia in se stessi. Questo è il modo in cui si vive in totale accettazione di sé stessi. La vita diventa più facile. Mentire e presentare noi stessi in modo diverso da quello che siamo ci spoglia di potere, ci aggroviglia, e porta ad una vita infelice. Sii onesto, trasparente, e autentico e troverai un grande tesoro!

Proverbio del giorno

Una mela al giorno toglie il medico di torno.

I dolori leggeri


 

Una bibita appaga la sete.

Una bibita appaga la sete.
Il cibo soddisfa gli uomini.
Ma l'oro e l'argento non saziano nessuna Avarizia .
Plutarco.

Sai qualè


 

Saluti da Hilda

 





sabato 28 giugno 2025

Mai ...........vorremmo essere al loro posto.

Mai ...........vorremmo essere al loro posto. Io purtroppo ne sò qualcosa.....ma dovremmo rispettare tutti perchè siamo nati tutti sotto questo cielo. Riflettiamoci bene

🐞

Hilda

 







Non è vero...


 

Il giogo

Vecchio era il giogo, e poi che il buon villano
d'elette forme non sentia dispregio, .
un altro ne acquistò, men tozzo, egregio
per scolpitura e del più lieve ontano.

E disse, innanzi ai bovi, nella mano
protesa bilanciandolo: - In gran pregio
abbiatelo. Guardate che bel fregio
 e quanto è snello, senza nocchi e sano

Ma cauto un bove, con soffianti nari,
s'accostò, tutto l'annusò d'intorno
poi deluso, tornando verso il truogo,

agli altri che attendean, muggì: - Compari,
poco è da rallegrarci; umile o adorno,
rude o leggiadro, esso è pur sempre un giogo.

 Francesco Pastonchi 


Casette bianche

 

Casette bianche sfavillanti al sole
con le finestre aperte e ai piedi il verde,
come lento su voi l’occhio si perde,
casette bianche sfavillanti al sole!…

Passando innanzi a voi (non lo sapete?)
chiusa in dolce pensier, guardo e sorrido:
la vostra pace garrula di nido,
oh, narratela a me, casette liete.

Entro le stanze tiepide e raccolte,
nel cristal de le coppe trasparenti,
appassiscono gigli e thee morenti,
e lievi gruppi di cardenie sciolte?

V’è un bizzarro cestello da lavoro,
ove, tra gli aghi e tra le matassine,
un biglietto si celi intimo e fine,
un nastro azzurro, un braccialetto d’oro?…

Vi son ninnoli e libri civettuoli,
fantastici pastelli a le pareti,
bambole e carrettini sui tappeti,
cinguettii di fanciulli e d’usignoli?

V’è una placida nonna cogli occhiali,
che, seduta in antica, ampia poltrona,
con la sua voce di vecchietta buona
narri d’un rosso demone dall’ali

fiammanti i casi orrendi e battaglieri
a una turba di bimbi estasiata?…
V’è una snella mammina affaccendata,
v’è un babbo serio dai gran baffi neri?…

….Dite, ditelo a me!…Stretta s’allaccia
l’edera appassionata ai vostri muri:
traversa i cieli radiosi e puri
un’ allodola, ed io tendo le braccia;

tendo le braccia al sole e a la gaiezza:
m’entra ne l’imo cor la nostalgia
d’un volto amato, d’una mano pia
che mi sfiori con trepida carezza:

d’un profumo svanente di viole,
d’un nido ove s’effonda alta quiete:
la nostalgia di voi, casette liete,
casette bianche sfavillanti al sole.

Ada Negri

Il Mandorlo

C'era un mandorlo, che fioriva
ogni aprile in un orto ch'io so.
Quando era tutto biancore,
le nubi, dall'alto, pensavano
che una d'esse fosse caduta.

Intorno, case di poveri
con logge garrule, e stracci
appesi ai ferri; e un gran ridere
nei cortiletti, di bombi;
e suonar d'organetti, al crocicchio....


Ada Negri

Ninna nanna





O creatura, fa la nanna, .
che mamma t'ha fatto il nido,
calduccio, di lana bianca,
col lenzuolo che sa di spigo,
 rimboccato di qua e di là,
 che se l'ometto s'avesse a scoprire
se l'ometto dovesse patire,
poveri noi, come si fa?

Zitti! Dorme la cicala
che per letto ha la sua fronda,
 con la testa sotto l'ala
dorme la rondine della gronda;
se passa il Re, con gran frastuono,
gli diremo: Fate ammodino:
non sapete che dorme il bambino?

E il Re: Per fargli fare un riso,
ecco un sogno tutto d'oro,
comperato in paradiso,
guarnito di seta, un vero tesoro!
Glielo mettiamo nei ditini...
Eccolo che ride, con due dentini!
Non sono due, sono tre almeno
che li sente mamma al seno!
Dico a te, faccia brutta:
mamma te la vuoi mangiare tutta?

O piccolino, prenditi il latte,
ed anche il cuore di mamma che batte
E se il latte dà poca sostanza
stacceremo farina bianca,
e se il pane sa di poco
metteremo la carne al fuoco!
 Deve diventare, questo figlio,
forte un leone: bello un giglio;
un gran principe, chi sa...
E di mamma se ne scorderà! 

Ugo Betti


venerdì 27 giugno 2025

Non voglio più discutere.

Non voglio più discutere. Non voglio più convincere.
Né spiegare, né giustificarmi.
Non voglio più sprecare energia per capire chi ha torto e chi ha ragione.
Non voglio più entrare in duelli dove ognuno parla, ma nessuno ascolta davvero.
Ho camminato troppo.
Ho imparato troppo.
E ormai so che la pace non è una resa.
È una scelta.
E se oggi devo scegliere,
scelgo la pace.
Anche se significa che ti allontani.
Anche se significa che le nostre strade si separano.
Non tratterrò.
Non combatterò.
Non alzerò la voce per farmi sentire.
Resterò qui.
In silenzio.
Nel luogo dove posso ancora sentire battere il mio cuore.
In quello spazio dove la mia verità non ha più bisogno di dimostrare nulla.
Scelgo la pace.
E se per conservarla devo restare sola,
allora resterò sola.
Ma libera.
web

Il sole e la lucerna

 

In mezzo ad uno scampanare fioco
sorse e batté su taciturne case
il sole, e trasse d'ogni vetro il fuoco.
C'era ad un vetro tuttavia, rossastro
un lumicino. Ed ecco il sol lo invase,
lo travolse in un gran folgorìo d'astro.
E disse, il sole: - Atomo fumido! Io
guardo, e tu fosti. - A lui l'umile fiamma:
- Ma questa notte tu non c'eri, o Dio;
e un malatino vide la sua mamma
alla mia luce, fin che tu sei sorto.
Oh! grande sei, ma non ti vede: è morto! -
E poi, guizzando appena:
- Chiedeva te! Che tosse!
Voleva te! Che pena!
Tu ricordavi al cuore
suo le farfalle rosse
su le ginestre in fiore!
Io stavo lì da parte...
gli rammentavo sere
lunghe di veglia e carte
piene di righe nere!
Stavo velata e trista,
per fargli il ben non vista. -.
 
Giovanni Pascoli


Epigramma

 


Signore:_ Mi burlate! La scuola del figliolo
sessanta scudi per un anno solo?
Se fossi pazzo!..Costa meno un bue!
Maestro:_ Compratel dunque, che ne  avrete due!
Tommaso Grossi

La leggenda di Malaspina

 

Era tempo d’autunno: era finita
la svinatura alla collina e al piano.
Annata magra di vino e di grano;
e già la prima nebbia era apparita.

Ma nella casa di ser Malaspina,
c’era abbondanza grande d’ogni bene
gonfi i granai, le vecchie botti piene,
colme le madie di pura farina.

E vennero i più poveri a bussare
alla sua porta, e con pietosa voce,
segnandosi col segno della croce,
così, umilmente presero a pregare:

“Voi che potete, fateci la grazia
d’un po’ di carità, da buon cristiano.
Un pane solo, un pugnello di grano;
quanto basta a campar; non quanto sazia”.

Il ricco… nulla! Li fece cacciare
da’ suoi servi malvagi e dai mastini,
e, spauriti, i poveri meschini,
se n’andarono altrove a mendicare.

Or ecco che passò dal vicinato
un povero più povero di tutti:
i vestimenti aveva laceri e brutti,
i piedi rotti e ferito il costato;

Aveva gli occhi pieni di dolore
– ma tanto dolci – scarno il viso e tristo.
– ma tanto bello! – ed era Gesù Cristo…
E si fermò davanti a quel signore.

“Un pane solo, un pugnello di grano;
non quanto sazia, sì quanto bisogna…”
Ma quegli: “Fannullone! È una vergogna!
Va’ a lavorare! Sei giovane e sano”.

Gesù Cristo non disse più parola.
Santa pazienza, la testa abbassò,
e più stanco, più afflitto se n’andò
per la sua strada più amara e più sola.

Passò l’inverno e venne primavera,
il tempo dei lavori, e Malaspina
molto grano gettò, potò la vigna,
pien di baldanza, tra i suoi servi a schiera…

Ma quando fu stagion di mietitura,
ahi, che le spighe lucide e biondine
sotto la falce diventaron spine
gialle, irte spine dalla punta dura.

E alla vendemmia i bei grappoli ghiotti
si maturarono anch’essi in crudi stecchi;
e gocciavano sangue dentro i secchi,
e di sangue colmavano le botti…

Quella terra da allora più non dà
un filo d’erba né un fiore né un frutto,
ma solo spine e spine dappertutto…
come un cuor che non abbia carità.

Diego Valeri

 

Un applauso a noi.......

 


Ogni albero è un pensatore,

Ogni albero è un pensatore,
uno storico locale.
Sta fermo, esplora
la terra dove é nato.
L'albero sa tutto
delle formiche, sa
del serpente e del fungo
appena nato, sa
il canto di ogni uccello,
ricorda benissimo
il nostro abbraccio,
le gemme che salivano
nel sangue.

Franco Arminio

Dammi tre parole....

 


giovedì 26 giugno 2025

Il silenzio.

Mi è stato detto che se non capisco il silenzio delle persone, non ho capito niente della vita.
Forse è vero, non ho capito niente della vita anche se ho qusi 80 anni, io parto dal presupposto di quello che farei io in certe situazioni ed è sbagliatissimo. Ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi di reagire.
Però credevo che da un'amico/a di tanti anni (credo quasi 25) che mi sarei meritata una domanda sulla mia salute o semplici parole di conforto,
Mi sbagliavo, come faccio sempre e come ho fatto sempre. Infatti mi è stato risposto SE NON CAPISCI i SILENZI delle persone. NON CAPISCI IL MONDO!!!!!!
Ebbene nella mia poca cultura credevo di dover capire i miei dei silenzi o tutt'al più quelli delle persone fisiche che frequenti.
Che di fronte ad uno stato di dispiacere per un amico/a non trovano parole, ma lo percepisci dalla faccia.
Questo mondo virtuale non ti permette di vedere le facce e allora ti aspetti almeno un ( mi dispiace per quello che ti stà capitando) niente più.
Poi dopo il rimprovero ti poni delle domande e ti vengono in mente tante situazioni di altri amici al quale sono state dette molte parole di conforto ( anche per cose più banali)
Beh allora dici; ho ci sono amici di seria A B C oppure non era un/a vero/a Amico/a.
Passiamo al silenzio e lasciamo perdere i veri e falsi amici.
Mio figlio ha fatto 40 gg di silenzio in una località dove era solo ( ogni tanto andava il suo maestro) per chiedergli cosa aveva trovato nel silenzio e lo indirizzava secondo le risposte. Però questo silenzio serviva a lui come prova per analizzare se stesso e scoprire quello che voleva dalla vita.
(è diventato Maestro di Yoga e Meditazione)
Io potrei fare 2 o tre gg forse, ma sarebe per meditare su me stessa. Come posso fare ad indovinare cosa racchiudono i silenzi delle persone.
Scusate la lungaggine , ma sono rimasta molto ferita da questa frase, per il semplice fatto che avrei accettato di più il silenzio conoscendo la persona (anche se non lo condividevo)
Lucia

Gli anni passano

 


Abbi cura


 

Buona serat & Buonanotte a tutti Voi☆¸.•°*”˜☆˜”*°•☆

Nonostante io sia diversamente giovane, sono ancora una persona che sogna.
Non mi apetto che i miei sogni si avverino oramai è tardi,
ma mi piace continuare a sognare.☆¸.•°*”˜☆˜”*°•☆
Vorrei solo salute e la auguro a tutti voi 🍀
Lucia🐞

Il topo e l'elefante

Un topo vanerello,
Perchè aveva qualche  volta dimorato
Entro i fori del Portico d'Atene,
E disputar filosofi ascoltato,
E ròse delle dotte pergamene,
Un dì con fiero tono ed arrogante
Così prese a parlare a un elefante:
_Deh, non andar superbo,
Perchè sì grande ti creò natura:
L'enorme tua statura
Io nulla stimo, perchè so che in mezzo
Della natura all'opere ammirande
Non esiste nè piccolo nè il grande.
Questa tua vasta mole
Sol ti fa disadattato e infingardo,
per camminar più largo
Appena volgi il piè lento e restio:
Guarda , guarda com'io
Ognor leggiero e snello
M'aggiro, e passo in questo lato e in quello:
Tu, traendo a gran pena il fianco lasso,
Muovi anelante il passo.
Quando ti osservo bene in verità,
Povera bestia, tu mi fai pietà._

Volea più dir, ma da un agguato a un tratto
Sbalzò veloce il gatto,
Che coll'esperienza mostrògli in un istante
Qual sia la differenza
Fra un topo e un elefante.

Quando lo sciocco vantasi
Di forza di sapere,
Alle prove sfidalo,
Se lo vuoi far tacere.

Lorenzo Pignotti



Al lupo, al lupo; aiuto per pietà.

 


Al lupo, al lupo; aiuto per pietà.

Gridava solamente per trastullo,
Cecco il guardian; sciocchissimo fanciullo;
E quando alle sue grida accorrer là
Vide una grossa schiera di villani,
Di cacciator e di cani,
Di forche, pali, od archibusi armata,
Fece loro sul muso una risata.

Ma dopo pochi giorni entrò davvero
Tra di lui gregge un lupo ed il più fiero;
Al lupo, al lupo, il guardianello grida;
Ma niuno ora l’ascolta,
O dice: ragazzaccio impertinente,
Tu non ci burli una seconda volta.
Raddoppia invan le strida,
Urla e si sfiata invan, nessun lo sente:
E il lupo, mentre Cecco invan s’affanna,
A suo bell’agio il gregge uccide e scanna.

“Se un uomo per bugiardo è conosciuto,
quand’anche dice il ver, non gli è creduto”.

Lorenzo Pignotti

Lorenzo Pignotti

(Figline Valdarno9 agosto 1739 – Pisa5 agosto 1812)
è stato un poeta e storico italiano, la cui fama è legata soprattutto all'attività di favolista.

Nato da Santi e da Margherita Curlandi, ancora bambino si trasferì con la famiglia ad Arezzo, dove studiò nel locale seminario e abbracciò per qualche tempo lo stato ecclesiastico. Dopo aver insegnato retorica, lasciò la veste talare e si iscrisse alla facoltà di medicina di Pisa, laureandosi nel 1764 ed esercitando per qualche tempo la professione medica. Nel 1769 fu nominato docente di fisica all'Accademia dei Nobili di Firenze e nel 1775 ottenne la stessa cattedra all'università di Pisa, di cui fu anche magnifico rettore dal 1808. Dal 1801 fu anche storiografo regio. Fu uno scrittore molto versatile: compose poemetti in versi sciolti di gusto preromantico (La tomba di Shakespeare del 1779 e L'ombra di Pope del 1781; poemetti burleschi (La treccia donata del 1808, ispirata al Ricciolo rapito di Alexander Pope); una Storia della Toscana in nove volumi, uscita postuma nel biennio 1813-1814; poesie encomiastiche; un saggio divulgativo di argomento medico (Istruzioni mediche per le genti di campagna. Fu autore anche di favole, talune originali, altre riprese dal patrimonio di favole classico, soprattutto da Esopo, tutte divertenti e caratterizzate da un evidente impegno etico, più che moralistico. Con il testo ucronico Storia della Toscana sino al principato (pubblicato postumo nel 1813) immaginò cosa sarebbe potuto succedere se Lorenzo il Magnifico non fosse morto nel 1492. Uscì postumo, nel 1831, il suo poemetto burlesco Il bastone miracoloso che narra la storia di un uomo dotto abissino che smaschera i ciarlatani.

Non ti dimentico

Sei sparito all'improvviso
com'è  potuto succedere?
Non vedrò più il tuio viso
e a nessuno posso chiedere.

Ce amore sfortunato!
E tu più di me,
che in ciel ti hanno chiamato
e io muoi senza te.

Sono sola a ricordare
il bene che ci sian voluti
ma tu sei dovuto andare
e i nostri cuori  sono muti.

Lucia e i suoi sogni.

Oddio che faccio

 

😱

Il 26 giugno contro l’Abuso ed il traffico illecito di stupefacenti.

Il 26 giugno è la Giornata internazionale contro l’Abuso ed il traffico illecito di stupefacenti. Indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, questa giornata serve a ricordare gli obiettivi concordati dagli Stati Membri delle Nazioni Unite per la creazione di una società internazionale libera dall’abuso di droga. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine lancia una campagna che dura tutto l’anno per accrescere la consapevolezza sul problema globale della droga. La tossicodipendenza continua a essere una grave minaccia per la salute pubblica in Europa: ogni anno si registrano fra 7.000 e 8.000 vittime di overdose. Secondo i dati dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, in Europa vi sono 2 milioni di persone che consumano droghe, metà dei quali per iniezione. Almeno un milione di persone all’anno riceve un trattamento per problemi di tossicodipendenza, mentre a chi fa uso di stupefacenti sono distribuiti fra 50 e 100 milioni di aghi e siringhe puliti. Il fenomeno, inoltre, sta cambiando: aumentano infatti i problemi connessi all’uso di sostanze stimolanti, come la cocaina, mentre nuove sostanze fanno la loro comparsa sul mercato europeo.

Felice è chi si accontenta


 

Non esiste la mancanza