sabato 24 agosto 2024
venerdì 23 agosto 2024
BUONA Continuazione di SERATA⋱☆(◔◡◔)⋱☆
I sogni valgono tanto perchì si rifugia in essi.
Valgono i sogni di chi è deluso dalla vita.
Valgono anche i sogni di chi spera e sogna di guarire.
Valgono i sogni di chi la notte è un po' meno cattivo.
Valgono molto i sogni dei bambini
Valgono anche i sogni di chi riesce a sognare le persone care
che si sono tramutate in stelle.
Valgono i sogni di tutti noi purchè belli e sereni.
Buonanotte.🐞
Valgono i sogni di chi è deluso dalla vita.
Valgono anche i sogni di chi spera e sogna di guarire.
Valgono i sogni di chi la notte è un po' meno cattivo.
Valgono molto i sogni dei bambini
Valgono anche i sogni di chi riesce a sognare le persone care
che si sono tramutate in stelle.
Valgono i sogni di tutti noi purchè belli e sereni.
Buonanotte.🐞
giovedì 22 agosto 2024
Lia Varesio
Un Angelo senza ali....Emilia (Lia) Varesio
(Torino, 22 agosto 1945 – Torino, 11 marzo 2008)
è stata una attivista italiana. Definita dalla gente "l'angelo dei barboni", è nota per essersi prodigata a favore delle fasce più deboli della società ed in particolare per gli emarginati ed senza i fissa dimora di Torino. Coinvolta sin da piccola dal padre, presidente della Conferenza di San Vincenzo, nell'assistenza ai bisognosi, Lia Varesio dedica tutta la sua vita alle persone più deboli della società. Da giovane comincia la sua attività a Torino presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù per poi essere assunta alla Fiat come assistente sociale occupandosi dei bisognosi che si rivolgevano alla Fondazione Agnelli. Un mattino andando a lavorare. Incontra una donna scarmigliata che urlava contro la gente. La avvicina, cominciamo a parlare e da quel giorno Lia decide di dedicare la sua vita a questo tipo di persone. Alla fine degli anni settanta aveva iniziato ad assisterle, ma la spinta decisiva a spendersi completamente per loro le era venuta da un tragico avvenimento: nel 1980 un barbone le era morto praticamente fra le braccia di freddo e di stenti nel centro storico di Torino. Si chiamava Bartolomeo C. e fu questo il nome che diede all’ associazione da lei creata. «È questa l’occasione - raccontava - Sono molte le tragiche realtà della vita metropolitana con cui veniamo a contatto: gente scappata di casa, dimessi da ospedali psichiatrici, tossicodipendenti, ex carcerati». Fonda nel 1980 l'associazione Bartolomeo & C. per l'assistenza e la cura dei senza fissa dimora ed in quel medesimo anno viene chiamata dal sindaco di Torino Diego Novelli ad occuparsi dell'erigendo ufficio del comune per i senza fissa dimora. Dal 1986 al 1990 lavora anche nelle carceri come assistente volontaria penitenziaria. Nel 1994 va in pensione e inizia a dedicarsi a tempo pieno alle attività della Bartolomeo & C. Muore a Torino nel 2008. Nel 1994 le viene assegnato il “Lion d'oro” dai Lions Club di Torino «per l'attività di soccorso materiale e spirituale che da 14 anni sviluppa in Torino, operando per le strade a favore di un'umanità emarginata, porgendo a barboni, alcolisti, tossicodipendenti l'ultima speranza per riemergere da una vita disperata», nel 1996 il “Premio Bruno Caccia” del Rotary International «per la dedizione dimostrata con pluriennale opera, faticosa e pericolosa, di assistenza verso barboni, tossicodipendenti, alcolisti, malati psichici ed emarginati in genere»; nel 1997 il premio “Premio Bogianen” del Centro Congressi della Camera di commercio di Torino «per la generosità e l’entusiasmo ampiamente manifestati nel realizzare interventi di sostegno per particolari categorie di persone in difficoltà». Infine nel 2005, il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana conferito dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, per l’opera sociale di aiuto ai poveri.
L’ESPERIMENTO DELLA FELICITÀ
Un giorno a scuola portarono dei palloni.
Ne fu dato uno ad ogni studente, al quale era stato chiesto di gonfiarlo, scriverci il proprio nome sopra e buttarlo nel corridoio.
I professori mischiarono poi tutti i palloni.
Ai ragazzi furono dati 5 minuti per ritrovare ognuno il proprio pallone.
Al quel punto i professori dissero agli studenti di prendere il primo pallone che gli capitava e di consegnarlo alla persona il cui nome era scritto sopra.
Nel giro di 10 minuti ognuno aveva ottenuto indietro il proprio pallone.
I professori dissero ai ragazzi:
“Questi palloni sono come la felicità. Non la troveremo mai se ognuno cerca la propria. Ma se ci preoccupiamo di quella altrui... troveremo anche la nostra.”
Semuc Champey
Semuc Champey è un monumento naturale vicino alla città Maya Q'eqchi' di Lanquín. Consiste in un ponte calcareo naturale di 300 m, sotto il quale passa il fiume Cahabón. In cima al ponte c'è una serie di piscine turchesi a gradini, una popolare attrazione per nuotare.
mercoledì 21 agosto 2024
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