venerdì 30 giugno 2023
Serruria florida
Lucile Alexia Grahn
è stata una ballerina danese.
La migliore ballerina danese dell'era romantica. Grahn studiò fin da piccola alla Scuola di Copenaghen. Debuttò ufficialmente nel 1834 e coprì il ruolo principale di Astrid in Valdemar. Ballò ne La Sylphide (1836) e nel Don Chisciotte (1837) nella parte di Kitri. Il coreografo Bournonville si innamorò della giovanissima ballerina ma la relazione finì quando Lucile manifestò il desiderio di danzare all'Opéra di Parigi dove Bournonville l'aveva portata nel 1834 e dove aveva potuto assistere a La Sylphide danzata dalla Taglioni. Il coreografo si oppose con tutte le sue forze al fatto che la Grahn andasse in Francia ma alla fine la ballerina, riuscì ad ottenere il permesso dalla regina Guglielmina. Quando tornò in Danimarca, Bournonville le rese la vita impossibile e a questo punto Lucile chiese il permesso per andare ad Amburgo, partì nel 1839 e non tornò mai più in Danimarca. All'Opéra di Parigi ebbe la possibilità di sostituire Fanny Elssler ne La Sylphide e la sua performance risultò molto più adatta di quella della sua rivale grazie al suo fisico etereo. Nel 1840, durante le prove del balletto Le Diable Amoureux di Mazilier, la Grahn si infortunò ad un ginocchio e fu costretta a lasciare le scene per un paio d'anni. Lasciò definitivamente Parigi e si trasferì in Russia danzando i ruoli che già resero celebre Maria Taglioni. Al ritorno dalla Russia, ballò a Milano e poi nel 1845 fu invitata da Jules Perrot per danzare nel Pas de Quatre assieme a Fanny Cerrito, Carlotta Grisi, Maria Taglioni, come rappresentante dello stile di danza danese. Danzò la parte principale in Eoline 1845 e nel 1846 in Catarina ou La Fille du Bandit entrambi su coreografie di Perrot. Dato l'addio alle scene si trasferì in Germania dove visse accudendo il marito Friedrich Young (paralizzato in seguito ad un incidente) e insegnando danza. Morì a Monaco lasciando tutti i suoi averi in dono alla città che le intitolò una via.
giovedì 29 giugno 2023
lunedì 26 giugno 2023
il 26 giugno 1819 venne depositato il primo brevetto della bicicletta:
domenica 25 giugno 2023
Ciò che Dio ha creato ha il sigillo della giovinezza
dà sempre un brivido di commozione.
come se lo sentissimo per la prima volta.
e poi dimmi cosa prova il tuo cuore.
25 giugno San Guglielmo di Montevergine (da Vercelli)
Abate
Vercelli, 1085 - Goleto, Nusco, 24 giugno 1142
Patronato: Irpinia
Etimologia: Guglielmo = la volontà lo protegge, dal tedesco
Emblema: Bastone pastorale, lupo
La sua statua in San Pietro a Roma ha un lupo accovacciato ai piedi, in ricordo di un prodigio che gli attribuisce la tradizione. Quando viveva da eremita sui monti, l’asino che era il suo prezioso mezzo di trasporto fu sbranato da un lupo, che poi Guglielmo prodigiosamente trasformò in mansueto animale da soma. Di Guglielmo non conosciamo i genitori, probabilmente nobili. Lo incontriamo quindicenne, già vestito da monaco e in viaggio come pellegrino. Cammina per mesi e per anni. Va a San Giacomo di Compostella, poi a Roma, poi si avvia verso la Puglia: vuole imbarcarsi per la Terrasanta. Ma lo dissuadono dapprima un futuro santo, Giovanni da Matera, da lui incontrato a Ginosa (Taranto); e poi alcuni rapinatori presso Oria (Brindisi) che lo picchiano selvaggiamente perché delusi dalle sue tasche vuote. "Non è lì che ti vuole il Signore", gli ha detto Giovanni. E lui, dopo indecisioni e prove, va infine a stabilirsi sui 1.500 metri di Montevergine, nel gruppo appenninico del Partenio, presso Avellino. Terra ancora di orsi e di lupi, dove vive da solo per un anno. Poi arrivano altri uomini (e alcuni sacerdoti) attratti dalla vita eremitica, che intorno a lui formano una comunità. Ma poi salgono anche i pellegrini, i “fedeli”, a cui bisogna predicare e amministrare i sacramenti, nella chiesetta consacrata nel 1124. Guglielmo ha adottato la Regola benedettina con marcata accentuazione eremitica, ma quest’affluenza di gente rende necessaria anche un’attività pastorale, una “cura d’anime”. Nel 1128 egli affida la comunità al futuro beato Alberto e va a stabilirsi in Lucania sul monte Cognato, dove presto nasce un monastero; e quando è ben stabilito, ecco che Guglielmo riparte fermandosi a Goleto, ancora nell’Avellinese. Qui per un anno gli serve da cella il cavo di un gigantesco albero, e qui ancora nasce un monastero. “Doppio”, anzi; ossia con una comunità maschile e una femminile, ognuna con propria sede e propria chiesa. Il Meridione d’Italia “adotta” affettuosamente questo piemontese. Altri monasteri egli fa nascere in Irpinia e in Puglia: "moltissimi", dice la sua prima biografia del XII secolo. Così si forma quella che sarà chiamata Congregazione Benedettina di Montevergine, e che avrà vita plurisecolare. Nel 1879 si fonderà poi con la Congregazione Cassinese. Guglielmo muore nel monastero del Goleto, e nelle sue comunità s’incomincia subito a venerarlo come santo. Alcuni vescovi autorizzano anche il culto pubblico, che sarà poi esteso a tutta la Chiesa nel 1785. Il suo corpo verrà traslato nel 1807 dal Goleto a Montevergine, dove si trova tuttora. E lo stesso monastero, per tutta la durata della seconda guerra mondiale, sarà il rifugio segreto e sicuro della Santa Sindone di Torino.
Autore: Domenico Agasso
sabato 24 giugno 2023
Il maestro sentenziò:
Inno alla luna
dei giovani innamorati,
LA BENEFICENZA
Mentre tanti di nome e d’or potenti
Volgono a vanitate e nome ed oro,
Nè a taluni più bastano i contenti
Mentre a meglio goder cercan furenti
La propria gioia nell’altrui disdoro,
Simili a falsi Dei d’età lontane
Che a’ lor piedi volean vittime umane;
E mentre mirando
Que’ ricchi malvagi
Il volgo fremente
Esagera, infuria,
Invoca dal Ciel
Su tutti i felici
Sanguigno flagel;
Que’ flagelli rattiene il ricco pio
Che riparar gli altrui misfatti agogna,
E oprando assai per gli uomini e per Dio,
Anco d’essere inutil si rampogna:
Degl’innocenti aiuta il buon desìo,
Gli erranti tragge a salutar vergogna;
Onora l’arti ed anima l’artiero,
E chiamar vorrìa tutti al bello, al vero.
Il volgo commosso
Ripensa, si calma,
Capisce che il ricco
Può aver nobil alma:
Insegna a’ suoi figli,
Che pace e lavor
Del povero sono
Salute e decor.
Salve, o di carità sacra fiammella
Che accendi il cor del pio dovizïoso!
Se a noi mortali fulgi or così bella,
A lui che, tutte mentre a sè le appella,
Le appella a mutuo affetto generoso!
A lui che quando cinse umano velo,
Ci palesò che tutto amore è il Cielo!
Amore santifica
Tesori e palagi,
Amore santifica
Tuguri e disagi;
Amor sulla terra
Può tutto abbellir,
L’impero, il servire,
La vita, il morir.
Amato molto, amato sia il Signore
Ch’è modello de’ ricchi impietositi!
Amato molto, amato sia il Signore,
Modello ai cuori da sventura attriti!
Amato molto, amato sia il Signore
Che noi vuol tutti alla sua mensa uniti!
Amato molto, amato sia il Signore
Che per l’anime umane arde d’amore!
Oscuro o potente,
Di Dio tu sei figlio,
Fratello degli Angioli,
Gran fallo ci avvolse
Nel fango e nel duol:
Amiam! ci fia reso
Degli Angioli il vol!
Silvio Pellico
Aloe vera e le sue proprietà
Tutti gli uomini sono dipendenti gli uni dagli altri.
venerdì 23 giugno 2023
Il 23 giugno 1868 nasce la macchina da scrivere
23 giugno San Lanfranco Beccari 🙏
Vescovo di Pavia
Etimologia: Lanfranco = paese libero, libero nel paese, dal tedesco
Emblema: Bastone pastorale
Nato
a Gropello (Pavia) da nobile famiglia nei primi decenni del sec. XII
(forse 1124), fu consacrato vescovo della sua città da Alessandro III
(1159-1181). Amabile con i buoni, ma energico con i cattivi, pio,
caritatevole e di vita esemplare, dovette lottare soprattutto contro le
autorità civili locali che volevano appropriarsi di alcuni beni
ecclesiastici. Per questo motivo fu costretto a lasciare Pavia e a
recarsi a Roma, ove trovò conforto e sostegno nel papa. Ritornato a
Pavia, stanco di lottare, si ritirò nel monastero vallombrosano di S.
Sepolcro (nei pressi della città), ove morí il 23 giugno forse del
1198. Cosí appare dalla lettera di Innocenzo III dell'8 agosto 1198 a
Bernardo, vescovo di Faenza, con la quale gli era concesso di passare
dalla sede episcopale di Faenza a quella di Pavia, come successore di
Lanfranco, di buona memoria. La prima biografia del santo, è stata
scritta dal suo immediato successore, Bernardo. La festa ricorre il 23
giugno.Il santo vescovo è genericamente raffigurato in abiti pontificali
e in atto benedicente. Cosí appare nel dipinto di Cima da Conegliano
(1459-1517), nel Fitzwilliam Museum di Cambridge.
Autore: Antonio Rimoldi
La leggenda del GIRASOLE🌻
Giugno
che alla marina apri gli ombrelloni,
spogliati ormai di giacche e di giacconi
una camicia basta...è sufficiente.
Tu, ad un popolo ancora frastornato
da dittatura e guerra, una mattina,
cacciasti fuori il re con la regina,
e la repubblica ci hai regalato.
Or ci regali i frutti di stagione,
fragole, fichi, ciliege e susine,
di colori e di sapori un'esplosione.
Tu, ci accompagni fin dentro l'estate
con le serate lunghe, senza fine,
che invitano a felici passeggiate.
Zamblon 30-novembre-2010
giovedì 22 giugno 2023
Vittorio Citterich
Nato in una famiglia cosmopolita, da padre italiano e madre greca, nel 1945, già orfano di madre, giunse con il padre esule a Firenze dove seguì gli studi laureandosi poi in giurisprudenza . Nella prima metà degli anni 50 ha partecipato alla fondazione delle riviste "Testimonianze" e "Politica". Entrò quindi al quotidiano fiorentino Giornale del mattino, seguendo da inviato molti viaggi di Giorgio La Pira, allora sindaco di Firenze, anche all'estero e in particolare a Mosca e in Medio oriente. Passò poi a L'Avvenire d'Italia per il quale seguì lo svolgimento dell'intero Concilio Vaticano II. Entrato successivamente alla RAI, fu conduttore e vicedirettore del TG1, corrispondente da Mosca negli anni della guerra fredda e si occupò anche di questioni religiose operando da inviato in tutto il mondo. È scomparso nel 2011 all'età di 81 anni, dopo una lunga malattia.
Una parola gentile
di una parola o di una frase gentile.
Ancora è possibile amare...
mercoledì 21 giugno 2023
Come potrei non amarti.
Come potrei non amarti se alimenti il mio fuoco? Non sono stata io a baciarti e non è stato un gioco. Sono cotta a tal al punto che se tu n...

-
Luisa Nason scrittrice dei primi del 900. Famose le sue poesie e i racconti per bambini .Molto presente nei testi dei libri di s...
-
« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...
-
Nata a Busana sull'Appennino Reggiano (1898 - 1986) Scrittrice e poetessa che per cinquant'anni ha raccontato la sto...