Ricordo la domenica lontana,
quando venisti… Stava addormentato
nel sole, un mendicante, sul sagrato
della chiesa e dormiva la campana…
Dormiva nella cella solitaria,
in alto, in alto, quasi oltre la vita,
quella che a l’alba sveglia la sopita
gente e nel vespro s’ubriaca d’aria.
Tu passasti e la chiesa non s’avvide
di te che le somigli: una sorella
piena di canti anch’essa e poverella,
che a volte piange e molto più sorride…
Le somigli nei giorni di lavoro,
e di festa, quand’ella s’inghirlanda,
ché allora porti odore di lavanda,
e metti in capo un pettinino d’oro…
Oggi, poiché ho seguito le tue strade,
e m’hai smagato dalla nostra chiesa,
a te porgo la mia lampada accesa,
e il cuor d’argento con le sette spade!…
Fausto Maria Martini

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