(Roma, 14 aprile 1886 – Roma, 12 aprile 1931)
è stato un poeta, drammaturgo e critico letterario italiano, della scuola crepuscolare romana dei primi decenni del Novecento.
Consegue
la maturità classica nel collegio Nazareno della capitale, quindi si
iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma, senza
tuttavia riuscire mai a raggiungere la laurea. Tra il 1903 ed il 1904,
insieme ad altre personalità del calibro di Corrado Govoni, Alberto
Tarchiani, Alberto Calza Bini, fa parte di quel gruppo di intellettuali
crepuscolari sorto attorno alla figura lucente di Sergio Corazzini (1886-1907). Nel 1905 è tra i fondatori della rivista letteraria ed artistica Cronache latine. Tra il 1906 ed il 1910 pubblica le sue prime raccolte poetiche: Le piccole morte (Torino 1906), Panem nostrum (Roma 1907), Poesie provinciali (Napoli
1910). Dopo la morte di Corazzini, avvenuta il 17 giugno 1907,
Martini, accompagnato dai suoi due amici e colleghi più stretti,
Tarchiani e Calza Bini, decide di partire per gli Stati Uniti, a bordo
di un vapore spagnolo. Testimonianza di questo viaggio avventuroso, il
suo romanzo più celebre, Si sbarca a New York (1930).
Rientrato in Italia nel 1908, gli anni successivi sono caratterizzati
da una prima fase di assoluto isolamento – trascorre un intero anno in
un convento di frati cappuccini nei pressi di Cittaducale -, e da un
successivo periodo di intensa attività teatrale. Nel 1915 parte
volontario per il fronte. Viene ferito due volte. A causa delle lesioni
riportate è costretto a trascorrere ben tre anni di erranza tra gli
ospedali della penisola. Tre anni in cui sospende necessariamente
l’attività giornalistica e quella teatrale, ma non quella letteraria.
Produce molti componimenti poetici, inediti fino al 1969, ed il dramma Ridi pagliaccio!, grazie
al quale ottiene un grande successo. Durante questo periodo di
convalescenza sposa Emma Angelini Paroli, appartenente ad una nobile
famiglia perugina, dalla quale ha una figlia, Elena. Nel 1920 riprende
l’attività giornalistica, successivamente, nel decennio che va dal 1921
al 1931, si dedica in particolar modo alla critica teatrale, alla
narrativa ed alla produzione commediografa.

Nessun commento:
Posta un commento