Potevo nascere in una capanna o sotto un ponte. Tra le baracche di uno slum in pieno deserto. Avrei urlato per la fame o imprecato per la febbre divorante. Avrei conteso le briciole alle formiche o gli ossi ai cani randagi. Ho visto, invece, la luce in un mondo caldo e vellutato. Coccolato dagli occhioni innamorati di mamma e papà inondato di regali e di premure. Sono nato davvero con la camicia. Fortunato, ma spesso scontento e insaziabile. Me lo sai dire perché, Signore?
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sabato 18 giugno 2022
Un dialogo con Gesù
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