giovedì 30 luglio 2026

Niny Comolli

Niny Comolli, pseudonimo di Antigone Vaginay
(
Milano, 30 luglio 1915 – Milano, 31 gennaio 2010),
è stata 
musicista italiana, pianista e autrice di canzoni.

È stata la prima donna a far parte di un'orchestra della Rai. Ha partecipato all’ideazione dello Zecchino d'Oro, primo concorso canoro italiano per l'infanzia. Ha fondato e diretto il coro dei "Piccoli Cantori di Milano". Figlia del musicista italiano Attilio Sgobbi, che non la riconobbe, e di Louise Vaginay  sarta e pianista autodidatta. A nove anni viene ammessa eccezionalmente al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano, dove si diploma in pianoforte nel 1935. Nel 1941 sposa Luigi Marcora. L'anno successivo nasce il figlio Roberto. Poco dopo Luigi contrae la tubercolosi ed è nell'impossibilità di sostenere la famiglia. Niny accantona la carriera concertistica di musica classica e trova posto come pianista in diverse compagnie teatrali, lavorando, tra gli altri, con Pina Renzi, Odoardo Spadaro e Mario Consiglio. Nel 1948 resta vedova. Continua a lavorare nell'ambito del teatro di rivista. Collabora con Dario Fo, Nuto Navarrini e Tino Scotti. Agli inizi degli anni cinquanta, la Rai indice un concorso per un posto di pianista (presumibilmente presso l'orchestra ritmo-sinfonica). Niny partecipa e, quando riceve la lettera con cui le comunicano la vittoria e la relativa proposta di assunzione, si accorge che nel testo viene apostrofata al maschile: il nome Antigone ha probabilmente tratto in inganno gli esaminatori. Inizialmente Niny viene messa a suonare dietro un paravento, per una questione di “opportunità”: nell’orchestra infatti non erano presenti altre donne. Mario Consiglio, che dirigeva l’orchestra, chiede e ottiene successivamente la rimozione del paravento. Come pianista Rai partecipa a importanti produzioni televisive: Il Signore di Mezza Età, con Marcello Marchesi, L'amico del Giaguaro, con Raffaele Pisu, Gino Bramieri e Marisa Del Frate. Lavora inoltre con i registi Gianfranco Bettetini, Eros Macchi, Romolo Siena e con i maestri Mario Consiglio, Aldo Buonocore, Pino Calvi e Tony De Vita. In quegli anni compone le prime canzoni in dialetto milanese per attrici che lavorano alla Rai di Milano: Evelina Sironi, Liliana Feldman e Maria Pia Arcangeli. Nel 1950 sposa Dino Comolli, che di lì a poco fonderà il Quartetto Radar e decide di usare il cognome del marito. Da questo secondo matrimonio nasce una figlia, Elena, che morì di meningite a solo 2 anni e mezzo. Nel 1959, con il paroliere Luciano Beretta, realizza un 33 giri per bambini intitolato Il girotondo delle Fiabe. In seguito a questa incisione, inizia la sua collaborazione con il settore culturale della Rai, che la chiama a comporre le musiche di alcune tra le più famose sigle e serie di pupazzi animati, a cominciare da Topo Gigio. Sempre nel 1959, su invito ed in collaborazione con gli organizzatori del Salone del bambino, che si teneva presso la Triennale di Milano, concepisce e organizza un festival di canzoni per bambini che l’anno seguente sarà portato al Teatro Fiera, presso il Centro di Produzione Rai di Milano. Questa manifestazione prenderà il nome di Zecchino d’Oro. Nel 1960 è ancora la Rai di Milano a occuparsi dell'appuntamento canoro, ma l'anno successivo la manifestazione viene trasferita a Bologna e il coinvolgimento di Niny finisce. Nel 1964, Tony Martucci, Giuseppe Radaelli e Pier Emilio Bassi lanciano a Milano un nuovo concorso canoro per bambini chiamato Ambrogino d'oro. Per accompagnare le canzoni in gara Niny crea un piccolo coro formato da 10 bambini, chiamato Baby Stars. Qualche anno dopo il gruppo cambia nome, diventando il coro dei "Piccoli Cantori di Milano". A partire dal 1985, viene affiancata dalla nipote Laura Marcora nella direzione del coro dei "Piccoli Cantori di Milano". Nella sua lunga attività il Coro parteciperà a numerose trasmissioni televisive, all'incisione di famose sigle televisive, canzoni per bambini e incisioni di varie produzioni discografiche. Muore all'età di 95 anni. È ricordata tra i cittadini illustri con una targa nel Famedio del cimitero monumentale di Milano

La vita è un videogioco

 


Che scoperta 😁

😁 

Perché a volte

 


Esistono ancora???Speriamolo!!!

Ci sono persone così radiose e amabili,
così gentili e premurose,
che in loro presenza,
avvertiamo istintivamente che ci fanno del bene,
che quando entrano in una stanza,
è come se portassero con loro una luce. “
(~Henry Ward Beeker ~)

30 luglio Santa Godeleva

30 luglio Santa Godeleva
Martire
Boulogne, Francia, 1050 –Ghistelles, Belgio,30 lug 1070 
Patronato: Mal di gola 
Emblema: Corone, Pozzo

Santa Godeleva nacque da nobili genitori verso l’anno 1050, nella Francia settentrionale. All’età di soli diciotto anni andò in sposa ad un signore fiammingo, Bertulfo di Ghistelles, che in seguito preferì abbandonarla affermando che il matrimonio non era stato consumato. Godeleva fu affidata allora alla ex suocera, che la trattò però con notevole crudeltà, ed ella preferì dunque fare ritorno a casa dei propri genitori. Questi si appellarono al vescovo locale, affinché persuadesse Bertulfo a tornare sui suoi passi vivendo con la moglie. Per un certo periodo il marito accettò, ma nel frattempo approfittò per organizzare il suo assassinio: per mano di due servi Godeleva venne infatti strangolata ed il suo corpo gettato in un pozzo. Ciò avvenne all’incirca nell’anno 1070. L’incertezza dell’anniversario di tale avvenimento ha prodotto nel corso dei secoli il variare della data della festa di questa santa, oggi collocata al 30 luglio dal nuovo Martyrologium Romanum. Bertulfo poi si risposò, ma sopraffatto dai rimorsi per il crimine commesso decise di terminare i suoi giorni recluso in un monastero. Tradizionalmente Godeleva è da sempre stata considerata “martire”, anche se è storicamente difficile individuarne il motivo, in quanto non risulta abbia affrontato la morte a testimonianza della propria fede o di qualche altra peculiare virtù cristiana. L’unica possibilità in tal senso è data dal fatto che la sua bontà soprannaturale abbia potuto provocare il marito, spingendolo alla violenza nei suoi confronti. Il luogo del suo martirio, fuori delle mura del castello di Ghistelles, divenne subito meta di pellegrinaggi per la gente del circondario e su di essa si verificarono non pochi miracoli, tra i quali la guarigione dalla cecità di una figlia di Bertulfo nata dal secondo matrimonio. Nel 1084 i resti della santa furono oggetto di ricognizione e poi traslati nella chiesa. I pellegrini erano soliti bere l’acqua di un pozzo, che assunse il nome di Godeleva, in prevenzione al mal di gola, rifacendosi alla leggenda secondo la quale la santa sarebbe morta strangolata. Il suo culto è assai popolare intorno a Boulogne e nelle Fiandre. Santa Godeleva possiede inoltre un’iconografia assai abbondante per essere una santa venerata esclusivamente a livello locale.


Autore: Fabio Arduino

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