domenica 30 luglio 2023

Carlo Mazzarella

 


(Genova, 30 luglio 1919 – Roma, 7 marzo 1993) 

è stato un attore, giornalista e showman italianoFrequentò l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica nella stessa classe di Vittorio Gassman, ma la sua carriera di attore si esaurì nell'interpretazione di qualche ruolo secondario (non amava, tra l'altro, che gli venissero ricordate le sue partecipazioni ad alcuni film di Totò). Di questa esperienza conservò la straordinaria capacità di parlare al pubblico, che rivelò di possedere nella sua professione di telecronista, metà giornalista e metà showman come fu definito. Nel 1964 realizzò un servizio speciale per la TV dal titolo Viaggio tra i negri d'America, per il quale venne insignito della "Medusa d'oro" al V "Premio dei Colli" per l'inchiesta filmata. Il servizio, oltre che per l'attualità dei contenuti e l'impegno sociale, si distingueva per lo stile giornalisticamente vivace e immediato, adatto al grande pubblico.Celebre per i suoi reportage dall'Oriente e dagli USA, per il suo sottile umorismo e per essere l'inventore di soprannomi affibbiati ai personaggi televisivi, Mazzarella amava discorrere con il suo pubblico in modo spigliato e mostrò a lungo nelle rubriche da lui curate la domenica per il TG2 delle 13.00.

Maria Anna Mozart




(Salisburgo, 30 luglio 1751 – 29 ottobre 1829)
è stata una pianista austriaca.
Era la sorella maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, figlia di Leopold Mozart e di Anna Maria Pertl. In famiglia la chiamavano "Nannerl" e con questo vezzeggiativo è passata alla storia. Come suo fratello, Nannerl Mozart rivelò un precoce talento musicale: da bambina si esibiva al suo fianco, al clavicembalo e al fortepiano, durante le tournées organizzate dal padre. Avendo riscontrato le straordinarie qualità dei suoi figli, infatti, Leopold Mozart li portò fin da piccoli a suonare in molte città europee, tra le quali Vienna e Parigi. Durante questi viaggi, sia Wolfgang che Nannerl si ammalarono gravemente a più riprese, anche di malattie mortali come il vaiolo e il tifo e Nannerl sopravvisse anche alla tisi, che contrasse alcuni anni dopo. La sorella di Mozart divenne un'eccellente pianista e un'insegnante di musica molto apprezzata. Wolfgang aveva un'alta opinione del suo talento e della sua competenza, e le sottoponeva d'abitudine le proprie partiture per averne un parere; compose inoltre alcuni pezzi per pianoforte a quattro mani per suonarli in coppia con lei. La incoraggiò a comporre musica, attività nella quale evidentemente Nannerl aveva provato a cimentarsi. Evidentemente però Nannerl non seguì il consiglio del fratello, e se anche lo seguì, della sua musica non è rimasta traccia. Nessuna sua composizione è stata conservata e anche quel misterioso Lied si è perso chissà dove. Nannerl Mozart sposò nel 1784 il Barone Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg e si trasferì con lui a Sankt Gilgen, un villaggio a 6 ore di carrozza da Salisburgo. Ebbe un figlio maschio, Leopoldl e due femmine, Jeanette e Marie Babette. Dovette rallentare le attività musicali e divenne una madre di famiglia, occupandosi dei propri figli e anche di quelli del marito, nati da ben due precedenti matrimoni. Con tutta probabilità, Nannerl era d'accordo con suo padre nel giudicare Constanze Weber, la donna che Mozart scelse di sposare, inadatta a lui e comunque di estrazione sociale troppo bassa; e questo contribuì a raffreddare i suoi rapporti col fratello. Col passare degli anni, infatti, i loro contatti si diradarono gradualmente, fino a interrompersi del tutto dopo la morte del padre (1787), quando ebbero insanabili dissapori ereditari. In seguito alla prematura scomparsa di Wolfgang Amadeus (1791), però, Nannerl diede un contributo di notevole importanza alla promozione della sua figura di musicista, collaborando con i suoi biografi, autenticando le sue composizioni e incentivandone la pubblicazione. Rimasta vedova nel 1801, Nannerl tornò a Salisburgo e riprese alacremente l'insegnamento del pianoforte. Morì quasi ottantenne e negli ultimi anni della sua vita ebbe la consolazione di instaurare un rapporto affettuoso, materno, con suo nipote Franz Xaver Wolfgang Mozart, uno dei due figli di Amadeus. Oggi riposa A Salisburgo, nel cimitero della Peterskircke, accanto a Johann Michael Haydn, il fratello di Franz Joseph Haydn, a sua volta musicista e compositore.


 

domenica 23 luglio 2023

Gorni Kramer

  
Per via del nome dal suono esotico, una parte del pubblico italiano ha a lungo creduto che Gorni Kramer fosse straniero, o che quello fosse solo uno pseudonimo di fantasia. In realtà il maestro si chiamava proprio così all'anagrafe: Gorni era il cognome, e Francesco Kramer erano i nomi, quest'ultimo scelto dal padre in omaggio al ciclista Frank Kramer, campione del mondo su pista nel 1912. Semplicemente invertendo nome e cognome, Kramer Gorni diventò Gorni Kramer. Gorni Kramer si avvicinò alla musica sin dalla prima infanzia, grazie al padre musicista. Il primo strumento che imparò a suonare fu la fisarmonica, con cui iniziò ad esibirsi ancora bambino nell'orchestra paterna. Nel 1930 si diplomò in contrabbasso al Conservatorio di Parma. Nei primi tempi lavorò come musicista in diverse orchestre da ballo, poi nel 1933, appena ventenne, costituì un suo gruppo con cui suonare il jazz. Il nuovo genere musicale americano era vietato dal regime fascista, ma Gorni Kramer aveva potuto conoscerlo grazie ad amici orchestrali che lavoravano sui transatlantici che collegavano l'Europa e l'America. A partire dalla metà degli anni trenta Gorni Kramer si affermò anche come autore di canzoni. Sua è la musica di Crapa pelada su testo di Tata Giacobetti, portata al successo nel 1936 da Alberto Rabagliati. Nel 1939 compose Pippo non lo sa, uno dei pezzi più famosi del Trio Lescano. Durante la Seconda guerra mondiale, il maestro collaborò con il cantante Natalino Otto, Kramer fu l'autore di Ho un sassolino nella scarpa, uno dei grandi successi di Natalino Otto. In quegli anni cominciò anche il lungo sodalizio con il Quartetto Cetra, per cui scrisse pezzi famosissimi come Nella vecchia fattoria, In un palco della Scala, Donna, Concertino. Nel 1949 Gorni Kramer incontrò Garinei e Giovannini, e cominciò a comporre musiche per commedie musicaliTeresa e Laura, le figlie, che l' avevano reso nonno e bisnonno, rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Fu la sua attività principale per i successivi dieci anni; tra le produzioni di maggior successo ricordiamo Gran Baldoria, Attanasio cavallo vanesio, Alvaro piuttosto corsaro, Tobia candida spia, Un paio d'ali. Da questi spettacoli vennero tratte canzoni celebri come Un bacio a mezzanotte, Non so dir ti voglio bene, Le gocce cadono, Chèrie, Simpatica. Gorni Kramer lanciò, tra gli altri, Tony Renis. Il debutto televisivo avvenne nel 1954 con Nati per la Musica, assieme a Lelio Luttazzi, ma uno dei più grandi successi degli esordi è sicuramente Il Musichiere di Mario Riva, programma del 1957 di cui Kramer firmò la sigla Domenica è sempre domenica. Seguirono numerosi altri programmi: Buone vacanze, Giardino d'inverno, L'amico del giaguaro, Leggerissimo Studio Uno. Verso la metà degli anni sessanta Gorni Kramer si ritirò progressivamente dalle scene, ma continuò a lavorare in ambito musicale come editore e autore per la televisione, partecipando saltuariamente come ospite. E' morto a 82 anni, stroncato da infarto.Ne danno il triste annuncio  e figlie, Teresa e Laura, che l' avevano reso nonno e bisnonno.

Mario Pasi

 
nome di battaglia "Alberto Montagna"
(Ravenna, 21 luglio 1913Belluno, 10 marzo 1945),
è stato un medico e partigiano italiano,
medaglia d'oro al valor militare alla memoria

Promotore del movimento antifascista tra i giovani intellettuali durante la dittatura, conseguì la laurea in medicina e chirurgia all'Università di Bologna nel 1936. Chiamato alle armi nel 1940 venne inviato sul fronte occidentale e successivamente in Albania. Rientrato in patria per motivi di salute, dichiarato inabile al servizio, riprese la sua attività di medico operando presso l'ospedale di Trento. Nelle settimane immediatamente successive all'Armistizio entrò a far parte della Resistenza bellunese con il nome di Alberto Montagna nel Nucleo partigiano "Luigi Boscarin"/"Tino Ferdiani", e successivamente commissario politico del Battaglione "Mazzini", dipendente dalla Divisione garibaldina "Nino Nannetti", il 22 novembre fu nominato commissario del Comando unico di zona del CLN bellunese. Catturato nel dicembre 1944 dalle SS tedesche, torturato e seviziato per quattro mesi e ridotto in fin di vita dal famigerato tenente Georg Karl, comandante della Sezione Gestapo di Belluno, rifiutò sempre di fornire informazioni finché - quale rappresaglia per l'uccisione di tre soldati - venne impiccato assieme ad altri nove compagni al Bosco delle Castagne, sulle colline sopra la città di Belluno, il 10 marzo 1945. Il luogo dell'impiccagiano è un parco storico che conserva la memoria di quei tragici eventi

  « Basta con la gente
che chiede al destino la grazia di un giorno,
un giorno, un altro, un altro ancora,
tutto di guadagnato,
basta con questi tipi.
Voglio conoscere qualcuno
che adatti a se stesso la ruota,
che non ovatti di cibo il suo sogno
(ché siamo due, noi e il destino, e non è detto
che non si possa vincere).
Se voglio questo,
io sono uomo
(se dentro mi guardo, dico
"Tante cose vorrei, ma, insomma,
vorrei esser felice"). »
 
(Mario Pasi)
 

Giuseppe La Farina

Letterato e storico, collaborò con le Effemeridi Letterarie Messinesi. Fondatore e redattore di numerosi giornali, fu autore di opere storiche e politiche, geografiche (L’Italia nei suoi monumenti; Messina e i suoi monumenti) e letterarie. Nel 1848 condusse la Legione Universitaria della Sicilia contro i Borboni e fu deputato di Messina al parlamento siciliano dal 1848 al 1849 ed incaricato come diplomatico di offrire la corona siciliana al Duca di Genova. Nel Veneto fronteggiò gli austriaci nel 1849 quale consigliere del re sabaudo. Emigrato dapprima in Francia, verso la fine del 1856 assieme a Daniele Manin  fondò la Società nazionale italiana, una associazione avente l'obiettivo di orientare l'opinione nazionale verso il Piemonte di Cavour. La Farina ebbe parte attiva alle annessioni del regno sabaudo e favorì la spedizione dei Mille in Sicilia. Eletto deputato al primo parlamento italiano, nello stesso 1860 fu nominato Consigliere di Stato, successivamente Ministro dell’istruzione, dei lavori pubblici dell’interno e della guerra. Tumulato a Torino, le sue ceneri furono trasferite a Messina nel 1872. A Firenze, sul lato nord del chiostro della Basilica di Santa Croce, è presente un monumento a lui dedicato riportante sul fronte la seguente iscrizione: "A Giuseppe La Farina - messinese - Amò il vero gli uomini la patria - patì dolori disinganni esili - operò con fede costante alle sorti nuove dell'Italia combattendo col braccio e coll'ingegno - soldato poeta istorico sostegno dell'italica gloria moriva il 5 settembre 1863 di anni 47 - alle vegnenti generazioni esempio imitabile". A Messina è stato intitolato un liceo classico in suo onore.


mercoledì 19 luglio 2023

Buonanotte!!!!☆ ღ¸☆



"Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo."
GANDHI
 

 

La vita è come un viaggio in treno...

 

La vita è come un viaggio in treno...
spesso si sale e si scende,
ci sono incidenti,
a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli,
e a qualcun’altra profonda tristezza.
Quando nasciamo e saliamo sul treno,
incontriamo persone,
in cui crediamo,
che ci accompagneranno durante tutto il nostro viaggio:
i nostri genitori.
Purtroppo, loro spesso scenderanno per primi in una stazione
e noi dobbiamo continuare il viaggio
senza il loro amore e senza compagnia.
Comunque salgono altre persone sul treno,
che per noi saranno molto importanti.
Sono i nostri fratelli e sorelle,
i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo.
Qualcuna di queste persone che sale,
considera il viaggio come una piccola passeggiata.
Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio.
E poi ci sono altri ancora sul treno sempre presenti
e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.
Qualcuno lascia,
quando scende,
una nostalgia perenne...
Qualcun altro sale e ridiscende subito,
e riusciamo a mala pena a notarlo...
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri,
a cui vogliamo più bene, si vada a sedere in un altro vagone
e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli.
Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno,
e ci prendiamo la briga di cercarli
e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone.
Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci
al loro fianco, perché il posto vicino a loro è già occupato.
Non fà niente,
così è il viaggio:
pieno di sfide,
sogni, fantasie,
speranze e addii... ma senza ritorno.
Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile.
Cerchiamo di andare d’accordo con i nostri vicini di viaggio
e cerchiamo il meglio in ognuno di loro...
Ricordiamoci che in ogni fase del tragitto
qualcuno dei nostri compagni di viaggio
potrebbe vacillare e probabilmente
avrà bisogno di tutta la nostra comprensione.
Anche noi potremmo vacillare e saremo felici di incontrare
qualcuno che ci sostenga.
Il grande mistero del viaggio... è che non sappiamo quando
scenderemo definitivamente,
né tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno:
non possiamo saperlo neppure
di colui che sta seduto proprio vicino a noi.
Io penso che mi dispiacerà tanto
quando dovrò scendere per sempre dal treno...
La separazione da tutti gli amici
che ho incontrato durante il viaggio, sarà dolorosa;
lasciare i miei cari da soli, sarà molto triste.
Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale
e ho l’impressione di vederli arrivare tutti con un bagaglio,
che quando erano saliti sul treno ancora non avevano.
Ciò che mi renderà felice, è il pensiero,
di aver contribuito ad aumentare
e ad arricchire il loro bagaglio, impreziosendolo.
Mettiamocela tutta per lasciare, quando scenderemo,
un posto vuoto, che contenga la nostalgia
ed il ricordo di uno che parlava sempre con i suoi vicini,
e che lascia il profumo di una presenza che sa di divino,
in coloro che proseguono il viaggio.
Comunque vada il viaggio,
Qualcuno non ci abbandonerà mai:
Dio, che ci segue e ci accompagna fedele
come il binario sul quale poggiamo la nostra vita.
A coloro, che fanno parte del mio treno,
auguro BUON VIAGGIO!
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Un saggio disse