Mesto son sempre; ed il pianto, e la noja,
Dell’inutil mio viver son le scorte:
Ma il dolor, che alla speme ancor le porte
Schiude, non vuol ch’io viva, e non ch’io muoja.
Quindi adirato, e torbido, ogni gioja
Sfuggo più assai, ch’altri non sfugge morte;
E son mie poche doti intere assorte
Nell’ozio, che i più belli anni m’ingoja.
Fin ch’io mi stava di mia donna al fianco,
Mi porgean l’alme suore alto diletto,
Nè mai di apprender sazio era, nè stanco.
Privo di lei, son privo d’intelletto;
Ogni senno e virtude in me vien manco,
«Pien di malinconia la lingua e il petto».
Vittorio Alfieri

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