venerdì 13 marzo 2026

La nascita di Baldo

 


Baldovina casam remanet soletta, nec imbrem
acquetare potest oculorum, abeunte marito.
Pensorosa manu guanzam sustentat et ecce,
ecce repentinae sua brancant viscera doiae,
namque novo partu miseram fiolare bisognat.
Argutos meschina foras mandare cridores
cogitur, ac ne sit compresa in pectore calcat
spicula quae nondum natus tirat undique Baldus.
Tantum invita fremit, nunc ve uno saepe fianco,
nunc altro se se (visu miserabile) voltat.
Non commater adest, solitum quae porgat aiuttum,
ancillas, servasque vocat, quibus ante solebat
commandare, velut commandat filia regis,
at vocat indarnum, quia tantum gatta valebat
respondere gnao sed non donare socorsum. 

La Baldovina rimane in casa sola soletta,
né riesce a far argine al fiume di lacrime, assente il marito.
Si palpa spesso le guance, quand'ecco
d'un tratto l'assalgon le doglie e le dicono
che di nuovo le tocca a figliare, miseria!
Allora si sente in diritto di emettere alluopo
gli stridi: poi, per non essere intesa, non fiata
alle spinte , che scalcia sul punto di nascere Baldo.
Soltanto mugola e s'agita , rigirandosi
(che scena atroce), nel letto senza posa.
Non c'è comare  che l'aiuti alloccasione;
chiama schiave e ancelle, cui un tempo le veniva
conveniente comandare, per il suo rango di regina,
ma il suo grido rimase senz'ascolto: solo una gatta sa
risponderle  gnao, incapace di prestargle soccorso.

Teofilo Folengo

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