venerdì 13 marzo 2026

Carla Voltolina

 

Carla Voltolina, vedova Pertini 
(
Torino14 giugno 1921 – Roma6 dicembre 2005),
è stata una 
giornalista e partigiana italianaconsorte del presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, in carica dal 9 luglio 1978 al 29 giugno 1985.

Figlia di Luigi, ufficiale dell'esercito italiano originario di Chioggia, e di Rosa Barberis, di Piovà Massaia (AT), ebbe due sorelle, Laura e Luisa e un fratello, Umberto, nato nel 1940; a sei anni venne iscritta dal padre ad un corso di nuotosport nel quale vinse alcuni trofei gareggiando con la squadra giovanile della Juventus Faceva sport e studiava, ma dovette lasciare la facoltà di scienze politiche dell'Università di Torino a causa dello scoppio della seconda guerra mondialeDopo l'8 settembre 1943, si unì alla Resistenza come staffetta nelle formazioni Matteotti prima a Torino e poi nelle Marche. Arrestata dalle SS durante un rastrellamento, riuscì a evadere grazie alla collaborazione di un medico. Nella Roma occupata dai tedeschi collaborò con il responsabile della stampa clandestina socialista Eugenio Colorni; dopo la liberazione della città, proseguì il suo impegno nella guerra di liberazione trasferendosi nel nord Italia ancora occupato e, durante questo periodo, incontrò Sandro Pertini il quale era stato inviato in quelle zone come rappresentante del Comitato di Liberazione Nazionale. Pertini era all'epoca già molto noto dopo aver subito anni di prigionia sotto il regime e poi, in esilio, aveva sempre combattuto il fascismo. L'incontro avvenne a Milano, in via Modena, nell'abitazione dell'avvocato Arialdo Banfi. Vissero insieme per due anni e l'8 giugno 1946, nella nuova Repubblica Italiana, si sposarono con il solo rito civile. Andarono ad abitare a Roma in un appartamento messo a loro disposizione da Leonida Repaci; in seguito si trasferirono in un appartamento all'EUR appartenente ad un gruppo di case costruite per i deputati, poi a Montecitorio, ai tempi della presidenza della Camera e infine in una mansarda di soli 35 metri quadri a Fontana di Trevi, in via di Trevi 86. Subito dopo il matrimonio la Voltolina intraprese l'attività giornalistica; iscritta all'Albo dei giornalisti dal 1945, collaborò con Il Lavoro di Genova e con la rivista Noi donne; realizzò alcune inchieste, ad esempio quella con la senatrice socialista Lina Merlin sulla prostituzione in Italia dalla quale seguì il libro Lettere dalle case chiuse, e contribuì alla chiusura delle case di tolleranza. La carriera giornalistica, in cui si era specializzata in inchieste e resoconti parlamentari, si interruppe quando nel 1968 Pertini venne eletto presidente della Camera; non sarebbe stato più corretto comporre resoconti parlamentari dato il nuovo ruolo del marito, così abbandonò il giornalismo. Gli incarichi del marito la portarono - anni dopo - anche a rifiutare la carica di presidente della Croce Rossa, spiegando:

«Penso che sia giusto che la mia persona non venga confusa con quella del Presidente. Gli italiani hanno eletto Sandro, non me. Io non c'entro niente. Per questo vivo cercando addirittura di non far sapere che sono la moglie del presidente della Repubblica. Sono la dottoressa Voltolina, e basta. 

Decise allora di riprendere gli studi universitari interrotti durante la guerra e, a 51 anni, riprese a frequentare l'università, prendendo una prima laurea in scienze politiche presso l’Istituto "Cesare Alfieri" di Firenze (dove il marito si era laureato nel 1924), con una tesi sui ricoveri per anziani in Italia e cinque anni dopo, conseguì una seconda laurea in scienze sociali con specializzazione in psicologia presso la facoltà di Magistero dell’Università di Torino, presentando una ricerca sulla situazione degli operai nelle fabbriche  È stata attiva presso il Servizio farmacodipendenza e alcolismo del Policlinico Gemelli di Roma, presso l'Ente ospedaliero Monterverde di Roma e presso il Servizio diagnosi e cura psichiatrica di Santa Maria Nuova a Firenze, dove fu anche psicoterapeuta volontaria, attività che svolse anche a Prato e per la quale ottenne come onorificenza la consegna delle chiavi della città nel 1999. Fino alla sua scomparsa è stata iscritta al distretto militare di Roma in qualità di "combattente decorata con Croce di guerra" per il suo impegno nella Resistenza. Il 23 settembre 2002, su sua ispirazione, venne costituita a Firenze, la Fondazione Sandro Pertini. Dal giorno della morte del marito si è fatta chiamare Carla Pertini[, cosa che precedentemente aveva sempre rifiutato, usando il nome di ragazza. Nel 2003 donò la Fiat 500 del marito immatricolata nel 1962 al Museo dell'automobile di Torino. Morì a 84 anni e come ultime volontà chiese di essere cremata. Le sue ceneri furono sepolte a fianco della tomba del marito, nel cimitero di Stella.

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