sabato 31 gennaio 2026

Cerco un segno tuo in tutte le altre

Cerco un segno tuo in tutte le altre,
nel brusco, ondeggiante fiume delle donne,
trecce, occhi appena sommersi,
piedi chiari che scivolano navigando nella schiuma.

D'improvviso mi sembra di scorger le tue unghie
oblunghe, fuggitive, nipoti di un ciliegio,
altra volta è la tua chioma che mi passa e mi sembra
di vedere ardere nell'acqua il tuo ritratto di fuoco.

Guardai, ma nessuna recava il tuo palpito,
la tua luce, la creta oscura che portasti dal bosco,
nessuna ebbe le tue minuscole orecchie.

Tu sei totale e breve, di tutte sei una,
così con te vo' percorrendo e amando
un ampio Mississippi d'estuario femminile.

Pablo Neruda

A volte succedono cose strane,

A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo,
nell'intimità dei misteri del mondo.
Alda Merini

Il 17º Festival della canzone italiana



Il diciassettesimo Festival di Sanremo 

si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 26 al 28 gennaio 1967 con la conduzione, per la quinta volta consecutiva, di Mike Bongiorno, nell'occasione affiancato da Renata MauroLa canzone vincitrice fu Non pensare a me cantata da Claudio Villa ed Iva Zanicchi, che prevalse per soli due punti di distacco sulla seconda classificata, a tutt'oggi il minimo storico di tutti i Festival di cui si conosca il punteggio finale. Quest'edizione è nota alla storia per aver fatto da sfondo al suicidio del cantautore Luigi Tenco, presente alla gara con Ciao amore, ciao abbinato alla cantante franco-italiana Dalida (alla quale era legato anche sentimentalmente), brano eliminato dopo la prima serata. Le possibili ragioni del suicidio, esplicate in un bigliettino attribuito a Tenco («Faccio questo […] come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione»), divennero cavallo di battaglia di chi denunciava la deriva commerciale del Festival a scapito della canzone d'autore. La stessa Orietta Berti, interprete di uno dei brani citati nel biglietto di Tenco, Io, tu e le rose (assieme al gruppo francese Les Compagnons de la Chanson), ancora a cinquant'anni di distanza dal fatto raccontava di essere stata trattata dalla stampa come capro espiatorio, per quanto involontario, del suicidio del cantautore. Caterina Caselli, interprete di Il cammino di ogni speranza, durante l'esecuzione del brano nella seconda serata, grazie alla registrazione ritrovata dopo oltre cinquant'anni (si può ascoltare su You Tube) riuscì a completare l'esecuzione, ma proprio verso la fine si sente trattenere le lacrime a stento per poi, come raccontano le cronache, lasciare di corsa il palco in lacrime. Tra i cantanti stranieri in gara, da segnalare le statunitensi Dionne Warwick e Cher, l'allora marito di quest'ultima Sonny Bono, e la britannica Marianne Faithfull, all'epoca nota per essere impegnata in una turbolenta relazione con il frontman dei Rolling StonesMick Jagger. Tra gli stranieri avrebbe dovuto figurare anche il francese Christophe, in coppia con Domenico Modugno, che però si pentì di averlo scelto come partner e riuscì a farlo sostituire in extremis con Giuseppe Gidiuli. Fu, anche, l'esordio di Lucio Battisti sebbene solo come autore, che portò in gara Non prego per me, scritta in coppia con Mogol e interpretata da Mino Reitano e gli Hollies.

Tornami al tempo, allor che lenta e sciolta

Tornami al tempo, allor che lenta e sciolta
al cieco ardor m’era la briglia e ’l freno;
rendimi il volto angelico e sereno
onde fu seco ogni virtù sepolta,
e ’ passi spessi e con fatica molta,
che son sì lenti a chi è d’anni pieno;
tornami l’acqua e ’l foco in mezzo ’l seno,
se vuo’ di me saziarti un’altra volta.
E s’egli è pur, Amor, che tu sol viva
de’ dolci amari pianti de’ mortali,
d’un vecchio stanco oma’ puo’ goder poco;
ché l’alma, quasi giunta a l’altra riva,
fa scudo a’ tuo di più pietosi strali:
e d’un legn’arso fa vil pruova il foco.

Michelangelo Buonarroti

Maria Giacinta Drago

Maria Giacinta Drago 
(
Pegli31 gennaio 1774 – Genova8 agosto 1852)
è stata la madre di 
Giuseppe Mazzini.

Maria Drago nacque a Pegli (al tempo un comune autonomo), nell'allora Repubblica di Genova, da un'agiata famiglia borghese, figlia del mercante Giacomo Drago e di Geronima Bottino. Fin da giovane fu educata nei precetti del giansenismo, molto radicato in Liguria, che la resero una donna di saldi principi morali e di una forte religiosità. Il 25 settembre 1796 la giovane Maria, a 22 anni, si sposò con Giacomo Mazzini, medico originario di Chiavari, dal quale ebbe quattro figli, tre femmine e un maschio, ai quali trasmise tutta la sua esperienza morale e religiosa: la primogenita, Rosa, nata nel 1797, a 24 anni decise di ritirarsi in convento, morendo tre anni dopo; la secondogenita, Antonietta, sposatasi con Francesco Mussuccone, dovette allentare i legami con la madre per volere dei parenti del marito; Francesca, detta in famiglia "Chichina", nata nel 1808, di costituzione gracile e malaticcia, morì di tisi a neanche trent'anni. Ma fu al figlio terzogenito, Giuseppe Mazzini, nato nel 1805 e affettuosamente chiamato "Pippo", che Maria diede le sue maggiori attenzioni: infatti, a differenza del marito, approvò sempre la condotta del figlio e gli fu preziosa collaboratrice, supportandolo nelle difficoltà sia materialmente che emotivamente, attraverso l'invio di una fitta corrispondenza, che le fu di conforto durante l'esilio di Giuseppe, iniziato nel 1831. Dopo di allora, Maria Drago lo avrebbe rivisto solo nel 1848 a Milano, per pochi giorni, durante le vicende legate alle Cinque Giornate di Milano. Inoltre, dal 1833 fino alla morte, avvenuta l'8 agosto 1852 nella città natale, a 78 anni, trasformò la sua casa in un rifugio per ogni perseguitato politico. La sua tomba, accanto a quella del figlio, si trova nel Cimitero monumentale di Staglieno (Genova).

Vivi il presente con realismo.

 


Vivi il presente con realismo. Vivi il futuro sempre con la speranza
e il passato con indubbio ricordo.
Vivi nel modo che vuoi,
costruisci giorno per giorno
te e la tua storia, il tuo nome e il tuo carattere,
allontanati dall'effimero
(perché svanirà,senza lasciarti nulla),
tieni salda la sicurezza
(solo quella ti accompagnerà finché ci crederai).
Solo così vivrai.
E, come diceva un grande filosofo:
- vivi e basta.
Giusva Iannitelli

L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio

 L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco come tutti.
(Umberto Eco)

Sono un'eterna sognatrice,

Sono un'eterna sognatrice, mantengo saldamente un pizzico di sana incoscienza.

Semplice, sincera a volte ingenua.
Sorrido più che posso alla vita,
combatto pur con la mia fragilita'.
Do fiducia al prossimo,
soffro se vengo tradita.
Ho molte idee, ma niente certezze.
Lucia

Io do la mia vita

 


Il diavolo ha paura

 


L'unico fiore a rappresentare il sole, la luna e le stelle

L'unico fiore a rappresentare il sole, la luna e le stelle

Il tarassaco attraversa tre fasi distinte che ricordano corpi celesti, rendendolo unico nel regno vegetale per questa trasformazione simbolica.
Il sole
Il fiore giallo brillante del tarassaco si apre verso il cielo come un piccolo sole. I suoi numerosi petali dorati irradiano dal centro, catturando e riflettendo la luce solare. Questa fase rappresenta energia, vitalità e il ciclo della vita che inizia.
La luna
Dopo la fioritura, il tarassaco si trasforma in una sfera bianca perfetta di semi piumosi. Questa forma sferica argentea ricorda la luna piena che brilla nella notte. La delicata struttura sembra quasi luminescente, specialmente nelle prime ore del mattino quando la rugiada la ricopre.
Le stelle
Quando il vento soffia, i semi si staccano e volano via, ciascuno portato da un pappo bianco che ricorda una stella cadente. Questi semi dispersi nell'aria creano uno spettacolo effimero che evoca le stelle sparse nel cielo notturno.
Simbolismo e significato
Il tarassaco incarna il ciclo completo dell'esistenza:
- Il sole rappresenta la nascita e la giovinezza vibrante
- La luna simboleggia la maturità e la riflessione
- Le stelle evocano la dispersione, i desideri e le nuove possibilità
Questa trasformazione completa rende il tarassaco un simbolo poetico del tempo, del cambiamento e della continuità della vita.
Saggezza popolare
Nella tradizione, soffiare sui semi di tarassaco ed esprimere un desiderio è un gesto simbolico che collega l'essere umano ai cicli naturali. Ogni seme portato dal vento rappresenta una speranza lanciata nell'universo.

Più passano gli anni

 


Circondati di persone

 


venerdì 30 gennaio 2026

Rose Valland

Rose Antonia Maria Valland 
(1 novembre 1898 – 18 settembre 1980)

è stata una curatrice d'arte francese , membro della Resistenza francese , capitano dell'esercito francese e una delle donne più decorate della storia francese. Ha registrato segretamente i dettagli del saccheggio nazista di opere d'arte nazionali francesi e private di proprietà ebraica dalla Francia. Lavorando con la Resistenza francese, ha salvato migliaia di opere d'arte. Valland nacque a Saint-Étienne-de-Saint-Geoirs , nell'Isère , figlia di un fabbro. Come molti studenti dotati provenienti da umili origini, ricevette una borsa di studio per un'école normale , una scuola per insegnanti. Si diplomò nel 1918, con il progetto di diventare insegnante d'arte. Studiò arte all'École nationale des beaux-arts de Lyon , laureandosi nel 1922. Valland superò poi il concorso per la formazione degli insegnanti d'arte e seguì due anni di tirocinio presso l' École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, laureandosi nel 1925. Iniziò quindi a studiare storia dell'arte all'École du Louvre e all'Università di Parigi Lavorò anche come insegnante di disegno al liceo. Si diplomò nel 1933 con un diploma speciale all'École du Louvre e intraprese studi universitari al Collège de France . Nel 1932, Valland divenne curatore assistente volontario al Museo Jeu de Paume . Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale , Valland fu messo a servizio retribuito e divenne il sovrintendente del Museo Jeu de Paume al tempo dell'occupazione tedesca della FranciaAttraverso il Sonderstab Bildende Kunst (Staff speciale per l'arte pittorica) dell'Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg für die besetzten Gebiete ( Istituto Rosenberg del leader del Reich per i territori occupati), o ERR, i tedeschi iniziarono il saccheggio sistematico di opere d'arte da musei e collezioni d'arte private in tutta la Francia. Utilizzarono il Museo Jeu de Paume come deposito centrale di stoccaggio e smistamento in attesa della distribuzione a varie persone e luoghi in Germania. Mentre venivano effettuati i saccheggi nazisti , Rose Valland iniziò a registrare segretamente il più possibile delle oltre 20.000 opere d'arte portate al Museo del Jeu de Paume. Valland tenne nascosto ai tedeschi il fatto che capiva il tedesco .In realtà, non studiò mai formalmente la lingua, ma il suo partner che la conosceva e la parlava, la aiutò a capirla. Valland conversava con gli autisti di camion impiegati dai tedeschi e fu così in grado di apprendere che le opere d'arte venivano saccheggiate e portate direttamente alle stazioni ferroviarie. Valland informava regolarmente Jacques Jaujard , il direttore dei Musėes Nationaux, sullo stato del saccheggio delle opere d'arte naziste. Inoltre, per quattro anni tenne traccia di dove e a chi in Germania venivano spedite le opere d'arte e rischiò la vita per fornire informazioni alla Resistenza francese sulle spedizioni ferroviarie di opere d'arte in modo che non facessero esplodere per errore i treni carichi degli inestimabili tesori francesi. Il museo fu visitato da alti funzionari nazisti e Valland era lì quando il Reichsmarschall Hermann Göring arrivò il 3 maggio 1941 per selezionare personalmente alcuni dei dipinti rubati per la sua collezione privata. Il 1° agosto 1944, poche settimane prima della Liberazione di Parigi, avvenuta il 25 agosto 1944, Valland apprese che Kurt von Behr , capo dell'ERR in Francia, stava progettando di trasferire in Germania quante più opere d'arte possibile, compresi molti dei dipinti moderni che fino ad allora erano stati trascurati. Valland apprese che i camion che avevano raccolto le opere d'arte erano diretti alla stazione ferroviaria di Aubervilliers , alla periferia di Parigi. Entro il 2 agosto 1944, 148 casse di dipinti contenenti un totale di 967 dipinti, tra cui opere di Braque, Cézanne, Degas, Dufy, Gauguin, Modigliani, Picasso, Toulouse-Lautrec e Utrillo, erano state caricate su cinque vagoni merci in attesa di essere agganciate ad altri 48 vagoni merci contenenti mobili confiscati ed effetti personali di cittadini deportati. Fortunatamente, questi altri vagoni merci non erano ancora stati caricati, il che significava che il treno non lasciò mai la stazione nei tempi previsti. Valland riuscì a fornire a Jaujard una copia dell'ordine di spedizione nazista, che elencava i numeri del treno e dei vagoni merci, il contenuto di ogni cassa e la destinazione di ogni vagone merci (o al castello di Kogl a Sankt Georgen im Attergau in Austria o al deposito di Nikolsburg in Moravia).  Queste informazioni Jaujard le trasmise alla Resistenza. Entro il 10 agosto, il treno era pronto a partire, ma a quel punto i ferrovieri francesi erano in sciopero. Tuttavia, due giorni dopo i binari furono sgomberati e ritardati da treni a priorità più alta che trasportavano tedeschi in fuga e i loro effetti personali. Il treno che aveva la designazione 40044 partì, trainando un totale di 53 vagoni. Il treno sovraccarico raggiunse Le Bourget prima di subire un guasto meccanico. Quando i tedeschi ebbero risolto il problema 48 ore dopo, la Resistenza francese aveva deragliato due treni che bloccarono i binari più avanti lasciando il treno bloccato ad Aulnay-sous-Bois . In seguito all'arrivo della Seconda Divisione Corazzata dell'Esercito Francese a Parigi, un piccolo distaccamento sotto il comando del tenente André Rosenberg (figlio del mercante d'arte in esilio Paul Rosenberg ) fu inviato il 27 agosto per controllare e mettere in sicurezza il treno.  Dopo aver espulso alcuni vecchi soldati tedeschi che scortavano la spedizione, aprirono alcune delle casse e trovarono molti dipinti che Rosenberg aveva visto l'ultima volta appesi alle pareti dell'appartamento della sua famiglia a Parigi. Trovando due casse saccheggiate e un'intera collezione di argenti mancante, fu disposto che 36 casse fossero inviate al Louvre per essere custodite. Tuttavia, con frustrazione di Valland, passarono altri due mesi prima che il resto delle casse venisse rimosso dal treno e trasferito in un luogo sicuro. Dopo la liberazione di Parigi da parte delle forze alleate , Valland fu inizialmente arrestata come sospetta collaborazionista nazista, perché era stata impiegata al Jeu de Paume. Fu presto rilasciata una volta che la sua condotta fu garantita. Non fidandosi di nessuno tranne Jaujard, inizialmente esitò a condividere i suoi documenti. Dopo che Jaujard la mise in contatto con il Capitano James Rorimer del programma Monumenti, Belle Arti e Archivi, ci vollero mesi di costruzione di un rapporto prima che decidesse di consegnare i suoi documenti più importanti. Le informazioni che Valland fu in grado di fornire portarono alla scoperta di diversi depositi di opere d'arte trafugate nella Germania meridionale, in particolare al Castello di Neuschwanstein , nelle Alpi Bavaresi, dove furono rinvenute più di ventimila opere d'arte e beni culturali. Supervisionò la restituzione di 1.400 casse di opere d'arte dal Castello di Neuschwanstein direttamente al Jeu de Paume. I documenti di Valland avrebbero poi contribuito ad accelerare la restituzione delle opere d'arte trafugate ai legittimi proprietari. Per aiutarla nei suoi sforzi per localizzare le opere d'arte rubate e restituirle alla Francia, Valland chiese e ottenne una commissione prima come tenente e poi capitano nella Prima Armata francese il 4 maggio 1945. Prestò servizio in Germania per otto anni, inizialmente come membro della "Commissione per il recupero delle opere d'arte" (Commission de Récupération Artistique) dove era il collegamento del governo francese per la zona di occupazione in Germania. Dimostrando iniziativa, Valland contattò il personale militare tedesco (i cui nomi aveva registrato mentre si trovava al Jeu de Paume) e fu in grado di confermare l'ubicazione di diversi altri siti di deposito precedentemente sconosciuti. Valland fu testimone al processo di Norimberga nel febbraio 1946, dove affrontò Hermann Goering in merito alle opere d'arte che aveva rubato. Nel 1946 Valland fu incaricata delle attività di Belle Arti per il Consiglio di vigilanza francese, dove aiutò nel recupero di numerosi dipinti, sculture, monete preziose e arazzi appartenenti alla Francia. In un rapporto del 2013 al Senato francese, si stima che, grazie agli sforzi di Valland, sia stato possibile per la Commissione di recupero artistico e gli Alleati localizzare circa 60.000 opere, di cui tre quarti restituite alla Francia prima del 1950.  Al suo ritorno in Francia nel 1953, Valland fu nominata conservatrice dei Musées Nationaux francesi e nel 1954 fu nominata presidente del Service de protection des oeuvres d'art (Commissione per la protezione delle opere d'arte). Nel 1961, scrisse delle sue esperienze durante la guerra in un libro pubblicato con il titolo, Le front de l'art (ripubblicato nel 1997). Valland si ritirò nel 1968 ma continuò a lavorare su questioni di restituzione per gli archivi francesi. Il suo valore e la sua dedizione le portarono a numerosi riconoscimenti dal suo paese e da altri paesi. Dal governo francese Valland ricevette la Legion d'Onore , fu nominata Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere e le fu conferita la Médaille de la Résistance .  Dopo la sua creazione nel 1951, Valland ricevette la Croce d'Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania . Gli Stati Uniti assegnarono a Valland la Medaglia della Libertà nel 1948. Valland ebbe una relazione con Joyce Helen Heer (1917–1977), una segretaria-interprete nata a Liverpool presso l'Ambasciata degli Stati Uniti. Le due donne condividevano un appartamento in rue de Navarre nel V arrondissement di Parigi . La relazione terminò con la morte di Heer per cancro al seno ; fu sepolta nella tomba di famiglia di Valland. Valland morì a 92 anni e fu sepolta nella sua città natale di Saint-Etienne-de-Saint-Geoirs .

Ogni volta che scegli

 


Colui che non sbaglia mai






 

Agata!



Io mme metto 'o steccadente in bocca
Pe' nun fumá
Nun ce veco e nun mm'accatto 'e llentePe' sparagná vivo solo col mensileD'impiegato comunaleSpacco 'a lira, spacco 'o soldoSpacco pure 'o "duje centè'"E tu invece te la intendiCol padrone di un caffè?!
Agata!
Tu mi capisci! Agata!Tu mi tradisci! Agata!Guarda! StupisciCh'è ridotto quest'uomo per te!
Mm'accattaje nu cappelluccio tuostoTre anne faE, 'a tre anne, 'o tengo sempe 'ncapaNun c'è che fá stu vestito grigio scuroS'è cambiato di coloreMo s'è fatto verde chiaro:Era n'abito 'e papáE mm'ha ditto 'o cusetore:"Nun 'o pòzzo arrevutá:Ll'aggio troppo arrevutatoVe cunziglio do jettá"
Agata! Tu mi capisci!Agata! Tu mi tradisci!Agata! Guarda! StupisciCh'è ridotto quest'uomo per te!Ho ridotto il pasto giornalieroSempre per te'A matina, nu bicchiere d'acqua senza cafè!Vèngo â casa e nun te trovo'o purtiere tene 'a chiave:- Dov'è andata? - - A' sala 'e ballo! -Mi commuovoe penzo cheTe facive 'a partetellaTutte ssere, 'nziem'a meMo mme faccio'o sulitarioGuardo in cielo e penzo a te!
Agata! Tu mi capisci!Agata! Tu mi tradisci!Agata! Guarda! StupisciCh'è ridotto quest'uomo per te!

Giuseppe Cioffi testo Gigi Pisano data 1937

Caro m’è ’l sonno, e più l’esser di sasso

Caro m’è ’l sonno, e più l’esser di sasso, 
mentre che ’l danno e la vergogna dura;
non veder, non sentir m’è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso.

Michelangelo Buonarroti 

David Opatoshu

David Opatoshu 
(
New York30 gennaio 1918 – Los Angeles30 aprile 1996)
è stato un 
attore e sceneggiatore statunitense

Figlio dello scrittore yiddish Joseph Opatoshu, esordì come attore in rappresentazioni teatrali yiddish a New York, e fece il suo debutto cinematografico nel 1939 con il film The Light Ahead, il primo di una lunga carriera che sarebbe durata fino al 1991. Nel 1961 lavorò al fianco di Alberto Sordi e David Niven nel film I due nemici. Nello stesso anno, fu diretto dal regista italiano Duilio Coletti nella pellicola Il re di Poggioreale, accanto a Ernest Borgnine. Tra le sue interpretazioni di maggior rilievo sul grande schermo è da ricordare quella nel film Il sipario strappato (1966) di Alfred Hitchcock, in cui interpretò il ruolo di un membro di spicco dell'organizzazione spionistica avversaria del regime comunista dell'ex-Germania est. Oltre che interprete teatrale e cinematografico, Opatoshu fu un prolifico attore televisivo: molte le sue interpretazioni nelle serie tv, tra le quali La legge di Bird, che nel 1990 gli valse un premio Emmy per la miglior interpretazione in una serie drammatica.

Liliano Frattini

Liliano Frattini   ( Varese ,  3 febbraio   1934  –  Roma ,  7 giugno   2015 ) è stato un  giornalista   italiano .   Nel  1998  lasciò il g...