lunedì 30 settembre 2024

Pilo Albertelli

(Parma, 30 settembre 1907 – Roma, 24 marzo 1944)

è stato un docente e partigiano italiano.
La sua famiglia, originaria di Parma, era molto nota nella città emiliana. Figlio di Guido, ingegnere e deputato socialista, e di Angela Gabrielli. I suoi fratelli erano Nullo, valente ingegnere e collaboratore del padre in diversi progetti, e Ippolito Nievo (1901-1938), celebre violoncellista. Nei primi anni del ventennio fascista, il padre, sfuggì a stento ad un attentato tesogli da squadristi, durante il quale la sua casa e lo studio a Parma furono distrutti, e fu costretto a trasferirsi con la famiglia a Roma. Pilo Albertelli fu docente di Storia e Filosofia nel Liceo Classico Regio di Roma (che poi sarà dedicato al suo nome e che diventerà l'attuale Liceo Ginnasio di Stato Pilo Albertelli), portò significativi contributi alla conoscenza del movimento eleatico, fra cui il suo articolo "La dottrina parmenidea dell'essere" e il suo saggio monografico Gli Eleati: testimonianze e frammenti. Per la sua attività antifascista tra gli studenti fu arrestato nel 1928 e condannato a cinque anni di confino. Svolse a Roma un'intensa e audace opera di organizzazione delle formazioni "Giustizia e Libertà" sin dall'occupazione nazista del 10 settembre 1943, e fu membro del Comitato Militare del Corpo volontari della libertà (CVL). Il 20 settembre 1943, in coppia con Giovanni Ricci, collocò personalmente una mina a miccia rapida nella caserma della Milizia ai Parioli, che causò molti morti e feriti e rappresentò il primo atto di guerriglia partigiana a Roma. Fu tra i fondatori del Partito d'Azione e fu arrestato a Roma il 1º marzo 1944, dietro denunzia di un delatore, per le sue attività nell'ambito della Resistenza. Portato nella Pensione Oltremare, covo in Roma, della famigerata Banda Koch, fu sottoposto a sevizie tali da fiaccarne il corpo ma non lo spirito. Inutile fu infatti il tentativo di fargli confessare l'identità dei suoi compagni di lotta antifascista, le torture ricevute furono tali da rendergli il volto tumefatto e quasi irriconoscibile, il corpo straziato e le costole spezzate, tanto che il trentasettenne filosofo e grecista provò per due volte il suicidio. Il 20 marzo fu quindi trasferito nel carcere romano di Regina Coeli e il 24 marzo 1944 fu ucciso assieme ad altre 335 persone nell'Eccidio delle fosse Ardeatine, meritandosi nel 1947 la medaglia d'oro al valor militare, con la seguente motivazione:
Medaglia d'oro al valor militare
«Lasciati gli studi prediletti per guidare nella battaglia della libertà, anche con l'esempio, gli allievi, prodigandosi nella difesa di Roma, contro l’invasore tedesco, fu tra i primi organizzatori e animatori della lotta di resistenza. Al comando di tutte le forze armate cittadine insurrezionali del Partito d'Azione, sprezzante di ogni pericolo, arditissimo in eroiche imprese, fu luminoso esempio di coraggio e di abnegazione. Arrestato e torturato con selvaggio accanimento, oppose ai carnefici superbo disprezzo e superba volontà di sacrificio, tentando stoicamente, per due volte, di togliersi la vita, pur di non parlare. Con le costole infrante, il corpo maciullato, conservò intatta fino all'ultimo la sua serena superiorità d'animo. Cadde, barbaramente trucidato, alle Fosse Ardeatine[4].»
— Roma, 8 settembre 1943 - 24 marzo 1944

bella borsa.....


 

domenica 29 settembre 2024

Marina Berti

nome d'arte di Elena Maureen Bertolino -

(Londra, 29 settembre 1922 – Roma, 29 ottobre 2002)
è stata un'attrice italiana di cinema e televisione.
Aveva gli occhi più belli del cinema italiano
Sposata all'attore e regista Claudio Gora, è madre degli attori Andrea, Marina, Carlo e Cristina Giordana. Figlia di un italiano emigrato in Inghilterra, alla fine degli anni '30 arrivò in Italia, stabilendosi a Firenze per ultimare gli studi. Appassionata di recitazione, partecipò ad alcuni spettacoli teatrali per debuttare negli studi dell'EIAR di Radio Firenze. Nel 1940 la giovanissima Berti si trasferì a Roma per entrare nel mondo del cinema: debuttò davanti alla cinepresa nel film La fuggitiva, in una parte minore. Nel 1943 invece debuttò come efficace protagonista in Giacomo l'idealista . Attrice dotata di grande bellezza e di una intensità comunicativa, per tutti gli anni '50 e anni '60 recitò in ruoli di spessore in film come Febbre di vivere (1953), diretto da suo marito, Claudio Gora, e Un eroe del nostro tempo (1960)ì, un film sulla Resistenza. Partecipò anche ad importanti produzioni internazionali, specialmente di grandi kolossal hollywoodiani, come Ben Hur (1959) e Cleopatra (1963) . A cominciare dalla metà degli anni '70 l'attrice cominciò a diradare la propria presenza sullo schermo. Dopo una lunga malattia, è morta serenamente assistita da tutti i suoi cari al Policlinico di Roma, aveva 78 anni.

Qualcuno sa il significato della data "29 settembre"

Qualcuno sa il significato della data "29 settembre" che ha dato il titolo alla nota canzone di Mogol/Battisti?

per l'esattezza era il 1967 e tutto, almeno per la storiografia ufficiale, doveva ancora succedere - nell'aria si cominciò a sentire una canzone che parlava (meglio: lasciava intuire, perché era in prima persona e i tempi narrativi erano inconsueti) di un tale "seduto in quel caffè", che non pensava alla sua donna. Il testo era preceduto da una voce fuori scena: uno speaker, che leggeva il giornale radio della mattina, e cominciava e finiva per l'appunto con le parole Ieri, 29 settembre…. La voce in scena, la voce cantante, si sovrapponeva allo speaker e spiegava (meglio: lasciava intuire) che quel giorno, il 29 settembre appunto, era accaduto qualcosa: seduto in quel caffè / io non pensavo a te.
Una donna, un'apparizione, un visiting angel, un amore casuale consumato nel buio, una fuga dalla realtà, quasi come se non ci fosse che lei. Il secondo tempo della canzone, davvero un testo e musica che meriterebbero qualche studio non affrettato, ancora si riapriva con la voce dello stesso speaker: Oggi, 30 settembre…. E il protagonista, in un crescendo quasi doloroso e reso ancora più straziato dalla voce rauca e logorata all'estremo, ritornava alla realtà: Mi son svegliato e / e sto pensando a te…. Una telefonata disperata alla sua donna, un urlo per lei che non capisce, e il senso della vita, il senso dello svanire delle cose, il senso del recupero delle cose che si credevano perdute e forse si volevano perdere si traducevano in quello sbalzo scandito dalle parole del giornale radio, lontano e astratto. Un tempo esterno e un tempo interiore che si accomunavano, la Storia e la storia che si fondevano, la realtà che si frantumava e si ricomponeva, in poche ore lacerate, in quel caffè.

Nel mio paesello

La Tomba della Montagnola si trova in via Fratelli Rosselli 95, all'interno del parco di una villa privata, a Sesto Fiorentino (FI). Si tratta di una tomba a thòlos (falsa cupola) risalente all'ultimo quarto del VII secolo a.C., in ottimo stato di conservazione.
Fu scoperta nel 1959 e si ricollega a una serie di tombe etrusche gentilizie abbastanza diffuse nella zona del medio corso dell'Arno, detta appunto Etruria delle Tholoi.
È costituita da un dromos esterno scoperto e da uno interno coperto da un tumulo di circa 70 metri di diametro, tra i più grandiosi dell'Etruria settentrionale, che porta a un vestibolo a pianta rettangolare che è affiancato da due cellette laterali, una per lato. Il dromos è appoggiato su un tamburo composto da lastre di calcare, in particolare di arenaria e alberese. Vi si accede da quattro ampi gradini discendenti e, nel fondo, una porta architravata con blocchi monolitici. Le celle hanno portali trilitici che si aprono a metà dei due fianchi del vestibolo. Il vestibolo e le celle sono coperti con lastre sporgenti per una forma a doppio spiovente.
Un passaggio stretto e lungo porta alla camera sepolcrale a tholos, che presenta pareti perpendicolari alte circa tre metri ed è sormontata da una falsa cupola di circa 5 metri di diametro, con pietre appoggiate via via più sporgenti e sorrette da un solido pilastro centrale rastremato a base quadrata, in tufo calcareo. In più punti sono state rinvenute tracce di intonaco colorato (rosso e azzurro), con resti di graffiti e iscrizioni.
I pochi reperti ritrovati negli scavi si trovano oggi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
La tecnica della tholos era conosciuta in tutta l'area del Mediterraneo orientale, come testimonia per esempio il celebre Tesoro di Atreo presso Micene in Grecia. Sebbene non raggiunga le dimensioni delle tombe micenee, si tratta, con la vicina Tomba della Mula, di una delle meglio conservate "cupole" pre-romana conosciute in area italica.





Libera la mente......


 

cosa fanno........


 

sabato 28 settembre 2024

Vorrei esser la Luna

 Vorrei esser la Luna,

per affacciarmi da qualche nuvoletta

di una notte perfetta,

inargentare la scena opportuna.



Vorrei esser la Luna,

rispecchiare sul mare, vanitosa,

come novella sposa

sciogliere il casto manto sulla duna.

Vorrei esser la Luna,

ascoltare i sospiri degli amanti,

poi, togliemi davanti

loro augurando d'avere fortuna.

Vorrei esser la Luna,

la Luna un po' curiosa un po' impicciona,

una rificolona

per addolcir la notte troppo bruna.

Zamblon 17-settembre-2010

Dr. Kildare : 28 settembre 1961 (USA)

 
E' forse la prima serie televisiva avente per protagonista un ospedale ed un giovane medico, interpretato da Richard Chamberlain. Solo molto tempo dopo sarebbero nati cult dei nostri tempi, un nome per tutti "ER".
Gli episodi, 58 della durata di trenta minuti e 138 della durata di un'ora, furono trasmessi tra il 1961 ed il 1966, prima con pellicole in bianco e nero, poi a colori.
Il dottor Kildare è interno in un grande ospedale metropolitano e, ogni giorno, è alle prese con i problemi dei suoi pazienti, i rapporti con i colleghi, soprattutto più anziani di lui, mentre cerca d'imparare tutti i segreti che un buon medico deve conoscere.
Così tra errori, gioie e tanta abnegazione diventa una sorta di beniamino per le molte persone che incontra lungo la sua strada...
La serie, però, fu praticamente ignorata dalla critica.
Negli anni Settanta, fu girata una nuova serie che narrava gli esordi del medico in questione, era, infatti, intitolata: "La avventure del giovane Dottor Kildare", ma il successo di pubblico non fu il medesimo.

PROVERBIO


Chi dice di volerti bene più di una mamma, o ti tradisce o ti inganna.

Un ricordo della mia mamma 💖



Sono 20 anni che mi ha lasciato e ogni giorno mi manca sempre di più ❤.
Era del 1912, questo librettino delle 1^ comunione del 1922.





Ai Giovani ....Studiate.!!!!

Studiate.
Per amore del sapere, mai per i voti.
Perché sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.
Studiate!
Perché la cultura rende liberi
e niente vale più della libertà.
Studiate!
Perché siamo le parole che conosciamo,
perché il pensiero crea la realtà.
Studiate!
Perché non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.
Studiate!
Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, i vostri punti deboli.
Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.
Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.
Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.
Studiate le lingue straniere, perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.
Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore o perché il battito accelera se vi innamorate è meraviglioso.
Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.
Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.
Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.
Studiate la musica, l’arte e la poesia!
Perché la bellezza è emozione e terapia.
Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole si celano energie potentissime.
Studiate!
Perché quando smetti di imparare smetti di vivere.
Studiate ciò che vi piace ma anche ciò che ora vi sembra inutile.
Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.
Studiate!
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!
Studiate!
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.
- Francesco De Sanctis

L’uomo è una strana creatura



« L’uomo è una strana creatura, la più distruttiva che sia mai comparsa sulla faccia della terra. Neanche i dinosauri sono stati così distruttivi. Solo noi, solo questa orribile bestia bipede che ha la coscienza è capace di tanta assurdità, e di non migliorare. Questo uomo è penoso, penoso! Millenni per non progredire di un passo. Il mondo è pieno di violenza, di egoismo, l’uomo non ha fatto un passo avanti. »

─ Tiziano Terzani,

venerdì 27 settembre 2024

L’UOMO E LA DONNA

 


L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.
L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.
L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.
L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.
L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo.
Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.

Victor Hugo

Francesco Arquati



(Filettino, 27 settembre 1810 – Roma, 25 ottobre 1867)
è stato un patriota italiano, ucciso in combattimento

con la moglie e un figlio. Era nato in una famiglia di Filettino, una località di montagna dello Stato Pontificio al confine con il Regno delle Due Sicilie, figlio di Vincenzo e di Sinforosa. La famiglia era possidente di terre e di bestiame e Francesco divideva il suo tempo tra la campagna e la città di Roma. Nel 1844, nella parrocchia romana di san Crisogono, sposò Giuditta Tavani, figlia di un commerciante di tessuti mazziniano. Dopo la caduta della Repubblica Romana i coniugi Arquati andarono in esilio a Venezia, per ritornare nello Stato Pontificio nel 1850. Francesco Arquati prese parte alla vita politica locale (fece parte del governo cittadino e nel 1851 fu compreso nella terna per la nomina a priore). Affiliato all'Associazione italiana e probabilmente anche alla massoneria, dopo un periodo di permanenza a Subiaco, nel 1865 si trasferì con i familiari a Roma e trovò lavoro nel lanificio di Giulio Ajaniì. Il lanificio Ajani, nel rione romano di Trastevere, era il centro clandestino del moto insurrezionale che nell'ottobre 1867 doveva appoggiare l'ingresso a Roma della colonna comandata dai fratelli Cairoli; diretto da Francesco Arquati, nel 1867 fu trasformato in laboratorio clandestino per la preparazione di armi e munizioni. La mattina del 25 ottobre 1867 una quarantina di patrioti, di cui 25 romani, erano riuniti nella sede in attesa di un segnale per la rivolta. Fra loro c'erano Francesco Arquati con la moglie Giuditta, incinta del quarto figlio, e il figlio dodicenne Antonio. Verso le 12 e mezzo, una pattuglia di zuavi attaccò la sede del lanificio. I congiurati cercarono di resistere al fuoco. In poco tempo, però, le truppe pontificie ebbero la meglio e riuscirono a farsi strada all'interno dell'edificio. Alcuni congiurati riuscirono a fuggire, mentre altri furono catturati. Sotto il fuoco zuavo rimasero uccisi: Francesco Arquati, la moglie Giuditta e il figlio Antonio, Paolo Gioacchini con i figli Giuseppe e Giovanni, Cesare Bettarelli, Giovanni Rizzo, Enrico Ferrochi, Rodolfo Donnaggio, Francesco Mauro e Augusto Domenicali.
I resti mortali dei caduti furono trasportati nel 1939 nel Monumento Ossario del Colle sul Gianicolo

𝗥𝗢𝗗𝗔𝗥𝗜 𝗘 𝗟𝗔 𝗙𝗘𝗟𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔'

"Vorrei sapere in che consiste la felicità e se si può essere felici tutta la vita."
"Per essere sicuro di non sbagliare a rispondere, sono andato a cercare in un grosso vocabolario la parola 'felicità' ed ho trovato che significa 'essere pienamente contenti, per sempre e per un lungo tempo'. Ma come si fa ad essere 'pienamente contenti', con tutte le cose brutte che ci sono al mondo, e con tutti gli errori che facciamo anche noi, ogni giorno dell’anno? Ho chiuso il vocabolario e l’ho rimesso in libreria, con molto rispetto perché è un vecchio libro e costa caro, ma ben deciso a non dargli retta. La felicità dev’essere per forza qualche altra cosa, una cosa che non ci costringa ad essere sempre allegri e soddisfatti (e un po’ stupidi) come una gallina che si è riempita il gozzo. Forse la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. E allora la felicità non è semplice e facile come una canzonetta: è una lotta. Non la si impara dai libri, ma dalla vita, e non tutti vi riescono: quelli che non si stancano mai di cercare e di lottare e di fare, vi riescono, e credo che possano essere felici per tutta la vita."
Gianni Rodari

La musica.....


 

Uomini che...


 

A settembre.....


 

giovedì 26 settembre 2024

Preghierina della sera


 

Uniamoci tutti in una sola Voce.....PACE!!!!💕❣️💖

 


Romano Mussolini


(Forlì, 26 settembre 1927 – Roma, 3 febbraio 2006)
è stato un pianista, pittore e poeta italiano.
Era il quarto figlio, il terzo e più giovane tra i maschi, di Benito Mussolini e Rachele Guidi; mai s'interessò di politica, è stato bensì pianista jazz, pittore, produttore cinematografico e poeta. Nonostante il regime la censurasse perché espressione di culture straniere, conobbe la musica jazz durante gli anni trenta, ed iniziò a suonare il pianoforte da autodidatta, talvolta per accompagnare il padre, violinista dilettante. Dopo la guerra, cercando di superare impegnative difficoltà economiche e relazionali (che lo indussero ad esibirsi, ma anche a cercare lavori saltuari, sotto falso nome), si unì al quintetto di Ugo Calise, che si esibiva nella zona di Napoli, mandato al confino nel 1945 insieme a Donna Rachele ed alla sorella Anna Maria; poi cominciò a suonare insieme a Lino Patruno e Carlo Loffredo, coi quali avrebbe in seguito consolidato il legame professionale. Negli anni cinquanta, convinto dai suoi amici a non usare più pseudonimi (uno di questi era Romano Full), si esibì con il suo gruppo: Romano Mussolini All Stars; nel 1958 incise un album insieme alla cantante Lilian Terry ed al trombettista Nunzio Rotondo, disco a cui collaborano alcuni tra i più noti musicisti jazz italiani dell'epoca. Con l'uscita del disco Jazz a Studio 7 (eletto miglior disco dell'anno per il 1963) incontrò finalmente l'attenzione favorevole della critica. Il passaggio gli consentì di esibirsi anche all'estero e di suonare insieme a grandi nomi come, fra i tanti, Chet Baker, Lionel Hampton, Dizzy Gillespie, Tony Scott. Sempre negli anni sessanta e settanta, si distinse nella composizione ed esecuzione di colonne sonore di film. Nel 1965 realizzò la colonna sonora per La ragazzola . Negli anni seguenti, in coppia col maestro Roberto Pregadio, compose quelli che furono i suoi capolavori di sperimentazione sonora per film: Kriminal (1966) e Satanik (1968. Seguirono le musiche per Tous les chemins mènent à l'homme (1976) e l'ultima, per Alibi perfetto, nel 1992. Il suo ultimo gruppo si chiamava Romano Mussolini Ensemble . Fu inoltre un pittore; i suoi soggetti preferiti erano soprattutto i pagliacci, i paesaggi della laguna di Venezia e suo padre Benito Mussolini. A proposito dei suoi quadri, amava ripetere "Non trasmettono nessun messaggio particolare o nascosto, a me importa che siano solo belli alla vista". Negli ultimi anni della sua vita Mussolini interruppe il lungo e rigoroso silenzio sui temi riguardanti il padre, con particolare attenzione per aspetti privati della famiglia, pubblicando il libro Il Duce, mio padre (2004); i riferimenti storici contenuti nel testo sono stati generalmente accolti con una certa prudenza, principalmente per quanto attiene ai giudizi espressi. Fu inoltre il fondatore del museo 'Villa Carpena', a Predappio, nella ex residenza della famiglia Mussolini. Fu sposato con Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren, dalla quale ebbe le figlie Alessandra (deputato nelle file di Alleanza Nazionale e del Popolo delle Libertà) ed Elisabetta (notaio a Perugia). Dopo il divorzio dalla Scicolone si sposò con l'attrice Carla Maria Puccini, con la quale trascorse trent'anni della sua vita. Da queste seconde nozze nacque una terza figlia, Rachele. Romano Mussolini è sepolto nella cripta di famiglia nel cimitero di San Cassiano a Predappio. 

Mentre ti lamenti.......


 

C'è posto.......


 

Amò .........


 

La dieta della vita


 

La cosa strana.....


 

Chi sono io?

 


Chi sono io? " chiese un giorno un giovane a un anziano.

" Sei quello che pensi" rispose l'anziano " Te lo spiego con una piccola storia.
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orrizzonte due persone che si abbracciavano.
- Sono un papà e una mamma -, pensò una bambina innocente.
- Sono due amanti -, pensò un nuomo dal cuore torbido.
- Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni - , pensò un uomo solo.
- Sono due mercanti che han concluso un buon affare - , pensò un uomo avido di denaro.
- E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra - , pensò una donna dall'anima tenera.
- Sono due innamorati - , pensò una ragazza che sognava l'amore.
- Chissà perche' si abbracciano- , pensò un uomo dal cuore asciutto.
- Che bello vedere due persone che si abbracciano - , pensò un uomo di dio.
Ogni pensiero ", concluse l'anziano ," rivela a te stesso quello che sei. Esamina di frequente i tuoi pensieri: ti possono dire molte piu' cose su te di qualsiasi maestro. "
Brano tratto dal libro “Cerchi nell’acqua.” di Bruno Ferrero

mercoledì 25 settembre 2024

Delia Scala

pseudonimo di Odette Bedogni

(Bracciano, 25 settembre 1929 – Livorno, 15 gennaio 2004),
è stata un'attrice, showgirl e ballerina italiana,
il cui nome è legato alla stagione pionieristica
della televisione da intrattenimento.
Trasferita a Milano ancora bambina con la famiglia, venne iscritta alla scuola di danza della Scala. La frequentò per circa sette anni, e prese parte a numerosi balletti. Partecipò col suo vero nome anche al suo primo film nel 1943, Principessina . Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale affrontò una vera e propria attività di attrice cinematografica, dapprima con lo pseudonimo di Lia Della Scala ed infine con quello di Delia Scala, con cui divenne celebre ed apprezzata. Da citare, sui circa 40 film interpretati, i drammi Anni difficili (1947) , Napoli milionaria (1950) , Roma ore 11 , Grisbi (1954) , Bellezze in bicicletta (1951) Signori si nasce (1960) , accanto al grande comico Totò. Raggiunse la massima notorietà negli anni del dopoguerra, quando alle soglie del boom economico gli italiani desideravano principalmente svago e serenità. Debuttò a 25 anni, nel 1954, in Giove in doppiopetto, raccoglie i massimi successi nel teatro leggero, con Buonanotte Bettina nel 1956 , L'adorabile Giulio nel 1957 e quindi Rinaldo in campo, nel 1961, accanto a Domenico Modugno, ed infine Il giorno della tartaruga del 1965, lo spettacolo di addio ai palcoscenici. Durante il periodo di massima popolarità arrivò a rifiutare un'offerta per esibirsi a Broadway. Sul piccolo schermo dovrà aspettare tre anni per ottenere un trionfo senza precedenti e avere la consacrazione a soubrette d'eccellenza con la migliore edizione di Canzonissima mai ideata, quella del 1959, in compagnia di colleghi del calibro di Paolo Panelli e Nino Manfredi. Poi nel 1970, prese parte a quella che è considerata una delle prime sitcom italiane, Signore e signora, che la vedeva in conflitto amoroso con il coniuge Lando Buzzanca. In seguito Casa Cecilia, del 1982, e l'ultima sua apparizione, nella sitcom Io e la mamma, andata in onda tra il 1996 e il 1998 dove recita accanto al popolarissimo Gerry Scotti. La Rai la ricorderà il 3 gennaio 2004 in occasione dei cinquant'anni di televisione, una decina di giorni prima della sua scomparsa. Colpita da un cancro al seno che di fatto condizionerà la sua salute per buona parte della vita, lasciò i palcoscenici a soli 36 anni. Ha sofferto molto anche sul piano dei sentimenti: si sposa già nel 1944 a soli quindici anni con l'ufficiale greco Nikiphorous Melitsanus e se ne separa appena due anni dopo, ottenendo nel 1956 l'annullamento del matrimonio. A lungo fidanzata con il popolare pilota di Formula 1 Eugenio Castellotti, dopo la tragica scomparsa di questo avvenuta all'autodromo di Modena nel 1957, si sposò una seconda volta nel 1967 con Piero Giannotti, un suo ammiratore di Viareggio, che muore nel 1982 per infarto durante una passeggiata in bicicletta sul lungomare versiliese, e una terza volta con l'armatore livornese Arturo Fremura, del quale rimase vedova nel giugno 2001.È morta a 74 anni nella sua casa a Livorno

E' campione di gioia

E' campione di gioia e amore, colui che offre sempre il suo cuore.

M.Savasta

Il cuore e la mente


"E IMPOSSIBILE"
disse l'ORGOGLIO
"E RISCHIOSO"
disse l'ESPERIENZA
"E INUTILE"
tagliò la RAGIONE
"PROVACI"
sussurrò il CUORE
Web

Come potrei non amarti.

Come potrei non amarti se alimenti il mio fuoco? Non sono stata io a baciarti e non è stato un gioco. Sono cotta a tal al punto  che se tu n...