Primavere invisibili
Posso anch’io vedere i coralli
della primavera che deve venire,
anche se, sotto cristalli
di gelo, la terra sembra dormire.
Nella trasparenza di vetri rudi,
vedo le gemme, come chiusi occhi,
sognare sui rami nudi
il raggio che le trabocchi.
Fioriscono dentro la scorza
i petali chiusi del melo;
vivono la vita della forza
che li aprirà nel cielo.
Tempo d’aprile, proteso
oltre la soglia del futuro,
come giardino conteso
da un costeggiato muro,
sei in questo sole che appare dai vani
delle nebbie senza raggera,
e che sospende nei cieli lontani
la sua chiara primavera.
Luigi Fallacara (1890-1963)

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