domenica 21 gennaio 2024

Proverbio del giorno☀️ 🌙

 


La GIOIA



La gioia è un’emozione, come la paura, la collera e la tristezza. Le emozioni sono vitali per l’essere umano. Infatti, se cerchiamo di alterarle, mettiamo a repentaglio la nostra salute psicofisica.

A cosa serve la gioia? La gioia ci dà energia. Quando ricevete una buona notizia, per esempio, avete voglia di condividerla con gli altri. La gioia è quindi un potente carburante della nostra vita.
Inoltre, la gioia ci aiuta nei rapporti sociali. Un carattere allegro attira la simpatia altrui. Grazie alla gioia abbiamo il coraggio di lanciarci in mille iniziative. Spesso, nei paesi ricchi, non sappiamo più goderne. La gioia non è necessariamente legata alle grandi cose.
Gioia di...
...di giocare
...di amare
...di cantare
...di ballare
...di regalare
...di abbracciare
...di ricevere
...di baciare
...di correre
...di sognare.
Web.

Elisa Claps


(Potenza, 21 gennaio 1977 – Potenza, 12 settembre 1993)

è stata una studentessa italiana, scomparsa a Potenza nel 1993, il cui cadavere è stato ritrovato diciassette anni dopo all'interno della Chiesa della Santissima Trinità. Elisa, sedicenne al momento della sua scomparsa nel 1993, era studentessa al terzo anno del liceo classico. Ultimogenita di tre fratelli, viveva con i genitori e i due fratelli. Date le precarie condizioni di salute del padre, in gran parte dovute al profondo sconforto in cui l'uomo precipitò dopo la scomparsa della figlia, saranno poi la madre e il fratello maggiore, Gildo, ad avere negli anni successivi alla scomparsa di Elisa un ruolo pubblico nelle sue ricerche. Con la loro partecipazione a trasmissioni televisive, sensibilizzeranno l'opinione pubblica, contribuendo a tenere alta l'attenzione sul caso e stimolando gli inquirenti a vagliare nuovamente quanto già acquisito, fino all'incriminazione di Danilo Restivo.. Elisa esce di casa la mattina del 12 settembre 1993 per recarsi alla messa assieme ad un'amica, promettendo al fratello di rientrare entro le 13, dopodiché di lei si perde ogni traccia. Secondo le testimonianze, la giovane aveva in realtà concordato con l'amica in questione di recarsi presso la Chiesa della Santissima Trinità, per incontrare un amico che doveva consegnarle un regalo per festeggiare la promozione agli esami di riparazione. Fu scoperto in seguito che la persona incontrata da Elisa è Danilo Restivo, che risulterà anche essere l'ultimo ad aver visto la ragazza: il giovane viene sospettato dagli inquirenti di avere un ruolo importante nella scomparsa della ragazza. Poche ore dopo la sparizione di Elisa, inoltre, Restivo si presenta, con gli abiti insanguinati, al Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino per farsi medicare un taglio alla mano. La ferita, tuttavia, sembra essere provocata da una lama. I vestiti che il giovane indossava quella domenica appaiono vistosamente insanguinati, ma non vengono sequestrati immediatamente. Del caso, anche negli anni in cui gli inquirenti non facevano progressi (La PM Felicia Genovese di Potenza e titolare dell'indagine e stata sostituita e, il caso è passato di competenza a quella di Salerno, che lo ha successivamente risolto), Il fratello maggiore di Elisa, Gildo, in accordo con tutta la famiglia, ha avuto l'idea della prima associazione dei familiari delle persone scomparse: l'Associazione Penelope. Il 17 marzo 2010, i resti di Elisa Claps vengono ritrovati occultati in fondo al sottotetto della chiesa potentina della Santissima Trinità (la stessa dove Elisa si era recata il giorno della scomparsa), sembrerebbe scoperti per caso da alcuni operai durante lavori di ristrutturazione per infiltrazioni d'acqua; oltre ai resti umani, vengono trovati anche un orologio, i vestiti e i resti di un paio di occhiali. Il 19 maggio 2010, Danilo Restivo, già coinvolto a suo tempo nel caso sulla sparizione di Elisa Claps e successivamente trasferitosi in Inghilterra, viene fermato dalla polizia inglese, con l'accusa di omicidio volontario con riferimento al brutale assassinio del 2002 ai danni dell'allora sua vicina di casa, la sarta Heather Barnett. Da tempo era tenuto sotto controllo e pedinato dalla polizia locale, che lo aveva anche ripreso mentre- armato di uno stiletto pedinava con atteggiamento sospetto donne inglesi. Alla data del 28 maggio 2010 Gli inquirenti hanno comunque comunicato che Elisa Claps è stata uccisa con 13 colpi di un'arma da taglio e a punta. Il 6 luglio 2010 Vincenzo Pascali, direttore dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università Cattolica di Roma, riferisce ai consulenti delle parti che dalle tracce di sperma trovate sul materasso posto vicino al cadavere sono stati estratti due codici genetici -Il 25 ottobre 2010 vengono rese note alcune risultanze aggiuntive: i (sassolini) provenienti dal sottotetto e presenti nel solco del tacco di Elisa Claps dimostrano che Elisa arrivò viva, camminando, nel sottotetto e che poi vi fu uccisa; Elisa sarebbe stata colpita con una forbice di medie dimensioni e da una lama tagliente; l'aggressore si accanì tagliando, probabilmente rivoltandone anche il corpo, per un tempo relativamente lungo dopo l'aggressione, con Elisa moribonda o già morta; 9 marzo 2011 il sito di Chi l'ha visto? rivela che sono state rilevate tracce del Dna di Danilo Restivo sulla maglia che Elisa indossava quando fu uccisa. Il 30 giugno 2011 Danilo Restivo viene condannato all'ergastolo dalla Crown Court (tribunale) di Winchester per l'assassinio di Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 a Charminster. Nel pronunciare la sentenza - in cui si afferma che senza ombra di dubbio Restivo ha ucciso anche Elisa Claps - il giudice Michael Bowes ha inoltre detto a Restivo: "Lei non uscirà mai di prigione. L'8 novembre 2011, presso il Tribunale di Salerno, ha inizio il processo a Danilo Restivo, con rito abbreviato. L'11 novembre 2011 viene condannato in primo grado a 30 anni di carcere, oltre al versamento di € 700.000 alla famiglia Claps a titolo di risarcimento. L'11 novembre 2011 l'avvocato della famiglia Claps, prima della lettura della sentenza, ha sottolineato come per l'omicidio di Elisa, Danilo Restivo non avrà l'ergastolo "per colpa della Chiesa che, in questi 18 anni, ha permesso che siano stati prescritti i reati concorrenti"

Aldo Silvani


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(Torino, 21 gennaio 1891 – Milano, 12 novembre 1964) 

è stato un attore, regista e doppiatore italiano.
Debuttò sul palcoscenico nel 1914 nella compagnia del Grand Guignol, per poi orientarsi prevalentemente verso il teatro d'arte e, in seguito, verso quello comico.Nel 1935 entrò all'EIAR (di cui avrebbe in seguito diretto il settore drammatico), figurando fra i primi registi della radio italiana. Nella seconda metà degli anni Trenta allestì numerose commedie (tra cui Congedo di Renato Simoni, L'inventore del cavallo di Achille CampanilePer il grande schermo interpretò ruoli minori, ma comunque di grande intensità drammatica, come in Anni difficili (1947) di Luigi Zampa, o nei due film di Fellini La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957), dove è rispettivamente il direttore di un circo equestre e un illusionista.In radio fu il protagonista di numerosi allestimenti: La tempesta di Shakespeare (1952), John Gabriel Borkman di Ibsen (1956), Ballata per Tim, pescatore di trote di Carlo Castelli (premio RAI al Prix Italia del 1956), Sansone agonista di John Milton (regia di Sermonti, 1959), non esclusi alcuni romanzi sceneggiati come Il Conte di Montecristo diretto da Benedetto (1962) e I vecchi e i giovani di Pirandello, per la regia di Camilleri (1964).Intensa la sua attività televisiva; fece conoscere a un vasto pubblico le sue capacità drammatiche recitando in sceneggiati come L'alfiere (1956) e Il romanzo di un giovane povero (1957, replicato l'anno successivo per un'ulteriore versione cinematografica), in cui impersonava il capitano Laroque. Grande popolarità gli diede il ruolo dell'ingegnere Pietro Ribera in Piccolo mondo antico (1957). Negli anni Sessanta si moltiplicarono le sue partecipazioni ai grandi sceneggiati: interpretò personaggi significativi come Muller ne Il caso Maurizius (1961), Felice Grandet in Papà Grandet (1963), Pliuskin ne Le anime morte (1963), Ezechiele Annobon ne Il mulino del Po (1963) e monsignor Benvenuto ne I miserabili (1964).

sabato 20 gennaio 2024

Nessuno ti darà

 


Marco Simoncelli

(Cattolica, 20 gennaio 1987 – Sepang, 23 ottobre 2011)
è stato un pilota motociclistico italiano,
campione del mondo della classe 250 nel 2008.
Conosciuto fra gli appassionati con il nomignolo di SuperSic, è morto a soli 24 anni durante il Gran Premio della Malesia, disputatosi sul circuito di Sepang. A seguito della richiesta di tifosi e appassionati, il 2 novembre 2011 è stato deciso di intitolare il Misano World Circuit alla sua memoria. Nasce a Cattolica (in provincia di Rimini), ma è cresciuto a Coriano (provincia di Rimini). Ha cominciato a correre a 7 anni con le minimoto nella sua città. A 12 anni è stato proclamato campione italiano, così come nel 2000, anno nel quale ha gareggiato per il titolo europeo conquistando la 2ª posizione. A 14 anni ha preso parte al Trofeo Honda NR e al campionato italiano 125 GP. Nel 2002 è stato campione europeo classe 125 e lo stesso anno, dopo un buon apprendistato a livello nazionale ed europeo, ha debuttato nel Motomondiale in classe 125 nel Gran Premio della Repubblica Ceca col team Aprilia CWF - Ha terminato la stagione al 33º posto con 3 punti e ha ottenuto, come miglior risultato, un 13º posto in Portogallo. Il 2003 lo ha visto impegnato per la prima stagione completa del campionato del mondo, terminando la stagione 21º con 31 punti e ottenendo come miglior risultato un 4º posto in Comunità Valenciana. Per il 2005 viene confermato dal team, che cambia denominazione in Nocable.it Race. Ha vinto un altro gran premio a Jerez ed è salito, nel corso della stagione, per sei volte sul podio; pur lottando sempre per le posizioni di vertice, è uscito dalla lotta per il mondiale già a metà stagione, a causa di alcune difficoltà nell'adattarsi alla sua Aprilia RS 125 R in virtù della sua notevole altezza, chiudendo comunque al 5º posto con 177 punti, e realizzando anche una pole position in Spagna. Nel 2006 è passato in classe 250. Il 2008 si è rivelato più fruttuoso: ancora con una moto non ufficiale, una RSA 250. Nella gara successiva in Portogallo è riuscito a guadagnare la sua prima pole stagionale, ma solo nella gara successiva ha portato a casa la prima vittoria al Mugello, seguita da un'altra in Catalogna. si è laureato campione del mondo della 250, per poi vincere a Valencia a coronamento di una grande stagione, in cui ha totalizzato 281 punti. Gli altri podi sono stati: 2° in Francia e Gran Bretagna, 3º in Olanda e Repubblica Ceca; mentre le altre pole position sono state ottenute in Germania, Repubblica Ceca, Giappone, Australia e Comunità Valenciana. Per il 2009, nonostante l'alloro iridato, ha deciso di rimanere nella classe di mezzo. Nella gara successiva, al Mugello, conquista la sua 10ª vittoria nel motomondiale. Nel 2010 è passato alla classe MotoGP con la Honda RC212V del team San Carlo Honda Gresini, gareggiando insieme al compagno di squadra Marco Melandri. Ha ottenuto come miglior risultato un 4º posto in Portogallo, e ha terminato la stagione all'8º posto in classifica con 125 punti. Nel 2011 è rimasto nello stesso team. In Repubblica Ceca ha ottenuto il primo podio (un 3º posto) nella classe regina. A Misano si è piazzato al 4º posto dopo una concitata lotta ottenendo il miglior risultato in carriera in MotoGP. Il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio della Malesia, è rimasto vittima di un incidente mortale. Nel corso del secondo giro il pilota ha perso il controllo della sua Honda e, nel tentativo di rimanere in sella, ha tagliato trasversalmente la pista, venendo investito dai piloti che lo seguivano. È morto in seguito ai traumi riportati alla testa, al collo e al torace. I funerali sono stati celebrati il 27 ottobre 2011 nella chiesa parrocchiale di Coriano, la sua città, e successivamente il suo corpo è stato cremato. La sua scomparsa ha avuto grossa risonanza nell'ambiente sportivo e non: la cerimonia funebre, trasmessa anche in diretta televisiva, ha visto la partecipazione di oltre 25 000 persone. In occasione del Gran Premio d'India di Formula 1 svoltosi la settimana seguente, vari piloti hanno onorato Simoncelli apponendo il numero 58 sui loro caschi e sulle loro monoposto, e il vincitore della gara Sebastian Vettel ha dedicato il suo successo a Simoncelli. Il 18 ottobre dello stesso anno, in occasione del weekend di gara del GP della Malesia, i piloti e il paddock del motomondiale hanno apposto una targa commemorativa alla Curva 11 del circuito di Sepang, dove Simoncelli perse la vita.


Il 20 gennaio 1986 negli Stati Uniti viene celebrata


 Il 20 gennaio 1986 negli Stati Uniti viene celebrata per la prima volta la festa nazionale in onore di Martin Luther King. La giornata fu istituita nel 1983, quindici anni dopo il suo assassinio. Si è voluto ricordare così l’attivista per i diritti civili e il suo messaggio di uguaglianza, per i quali ha ricevuto anche il Premio Nobel per la Pace.

7 agosto San Donato di Arezzo

7 agosto San Donato di Arezzo Vescovo e martire † Arezzo, 7 agosto 362 Etimologia: Donato = dato in dono, dal latino Emblema: Bastone past...