La corruzione non nasce solo nei palazzi del potere.
Nasce anche nell’indifferenza, nel tifo cieco e nella difesa ostinata di chi tradisce la fiducia del popolo.
Un politico corrotto esiste perché qualcuno lo ha votato, ma soprattutto perché qualcuno continua a giustificarlo, a difenderlo, a chiudere gli occhi davanti all’evidenza. Quando la fedeltà diventa fanatismo, la verità smette di contare.
E così la corruzione non rimane un problema di pochi: diventa una malattia che si diffonde nella società. Non cresce solo grazie a chi ruba o abusa del potere, ma anche grazie a chi applaude, minimizza o trova sempre una scusa.
Una democrazia sana non vive di tifoserie, ma di cittadini liberi, critici e responsabili. Perché il potere teme una sola cosa: un popolo che pensa con la propria testa.
E quando i cittadini smettono di difendere i corrotti,
la corruzione perde il suo terreno più fertile.
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