L'Italia del Rinascimento per la prima volta nella storia, si affaccia sulla scena dell'Europa come paese industriale. A Firenze si producono, o si trattano con processi di imbattibile livello qualitativo, i migliori tessuti di lana e di seta. Altri centri attivissimi sono a Pisa, Venezia, Brescia e Lucca. Così lavoravano i prodotti metallici: aghi, chiodi,serrature, stoviglie,e soprattutto armi, settore dove primeggiavano i Lombardi e in particolare i Bregamaschi, mentre i maestri veneti si impongono nell'industria del vetro pregiato.
La tecnica veneziana è così progredita che già nel 1445 il senato della Serenissima deve proteggere i commerci delle perle e delle gemme autentiche dal traffico dilagante dei preziosi falsificati. In Emilia, in Romagna, in Umbria, in Liguria, si lavorano le più belle ceramiche d'Europa: il centro più famoso è Faenza.
Fioriscono anche industrie minori, a Venezia quella dei saponi, a Bologna quella delle incisioni, a Firenze quella dei fiammiferi e delle candele: il fumo di questi stabilimenti è così denso e così disgustoso che il governo fiorentino obbliga a trasferire le loro fabbriche nelle campagne intorno a Rifredi. Lo SMOG già da allora
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