sabato 30 novembre 2024

Buona continuazione di serata e Buonanotte Amici *:·.★*

Domani accogliamo Dicembre, si cambia foglio al calendario e rimane l'ultima pagina di un anno trascorso.

Spero lo abbiate trascorso bene come sempre e quando diremo 2025 che sia ancora più bello e positivo per tutti🍀

Quando andavo a scuola e scrivevamo la data sul quaderno nessuno parlava degli anni 2000, mai sentito, sembravano lontanissimi anzi sembravano impossibili.

Tra un mese finiamo il 2024 e lo saluteremo con gratitudine o con dispiacere, dipenderà dal nostro vissuto.

Intanto vi auguro una notte serena e tranquilla.

Incomincia dicembre un mese gioioso per chi ama le feste.

Buonanotte a tutti voi *:·.★*

Lucia🐞

Ho troppi nomi

Sono stata chiamata figlia mia
potevano battezzarmi:- Lucia!
Luciana è il mio civile stato
un nome che non ho mai amato.
Amore mio! poco me l'han detto
pazienza! era solo, soltanto affetto.
Mamma; tra tutti i nomi il più bello
se a chiamarti è un tuo gioiello.
Con internet finalmente c'è Lucia,
Lulù, Lucy, Solidea e Miss utopia.
Adesso che nonna son chiamata
questo rende la vita assoparata.
Dovrei essere grata e felice,
il nome che vorrei nessun lo dice.
Un nome riscalderebbe il cuore
sentirsi chiamar di nuovo Amore.
Lucia

Maria Villavecchia Bellonci

(Roma, 30 novembre 1902 – 13 maggio 1986) è stata una scrittrice e traduttrice italiana, .

Ideatrice insieme a Guido Alberti del Premio Strega.
Il suo esordio di scrittrice avvenne nel 1939 con la nota psicobiografia Lucrezia Borgia. I suoi libri di argomento storico sono innanzitutto basati su una ricca e minuziosa ricerca storica, attraverso la consultazione dei documenti originali esistenti, a partire dai quali la Bellonci era abilissima nel ricostruire un ritratto vivido e credibile dei personaggi storici descritti. La sua opera acquistò così un preziosissimo valore divulgativo, portando al grande pubblico una versione umana e storicamente documentata, scevra delle numerose leggende accumulatesi nei secoli, di personaggi lontani nel tempo ma molto affascinanti, come i Borgia, gli Este, i Gonzaga, i Della Rovere, oppure Marco Polo, che fu anche oggetto di uno sceneggiato televisivo Rai curato da lei stessa. Fu all'interno del suo salotto letterario, denominato gli "Amici della domenica", che nacque il Premio Strega, la cui genesi fu rievocata dalla Bellonci in Come un racconto gli anni del premio Strega (1970). Nel 1979 ha ricevuto il Premio San Gerolamo. Nel 1986, anno della sua scomparsa, lei stessa vinse tale premio con Rinascimento privato biografia di Isabella d'Este, scritta in forma di romanzo autobiografico e che rappresenta il suo capolavoro. Dal suo romanzo Segreti dei Gonzaga e dal racconto Delitto di Stato contenuto in Tu vipera gentile è stato tratta nel 1982 la miniserie televisiva Delitto di stato,

La vita è così breve

La vita è così breve che non c’è tempo per litigi,
per il rancore e per la guerra.
C’è solamente il tempo per amare
e dura solamente un istante.
(Mark Twain)

Anche gli alberi vivono

Anche gli alberi vivono, crescono,soffrono e muiono.
La Quercia vive molti anni e l'Olivo sfida i secoli.
Ogni albero è comeuna persona.Il tronco è il corpo.
La corteccia è la pelle.
I rami sono le braccia.
La linfa è il sangue.
E le foglioline dicono al vento:
_Brrr! ....Tu che vieni dal nord, parlaci, deglia Abeti e della neve.
_Auff! ...Tu che vieni dal sud, parlaci delle Palme e del sole.
E ogni foglia trema di piacere per quello che sussurra i vento

 
Nino   Salvaneschi

Nino Salvaneschi

 


Nino Salvaneschi iniziò la sua carriera giornalistica molto giovane, collaborando a vari quotidiani: la Gazzetta del Popolola Stampa di TorinoLa Tribuna di Roma e il Corriere della sera di Milano; fu anche tra i fondatori del giornale sportivo Guerin Sportivo. Durante la prima guerra mondiale si arruolò nella marina svolgendo con senso del dovere azioni che andavano contro i suoi principi d'uomo di pace e di libertà e alla fine del conflitto manifestò tutta la sua contrarietà con alcuni scritti raccolti e pubblicati nel libro Uccidiamo la guerra. Sposò una donna che ebbe molta importanza nel suo destino d'uomo e di scrittore, descrivendola come una creatura mandatagli da Dio e insieme andarono ad abitare a Capri, dove inizierà a scrivere i primi abbozzi del romanzo Sirénide. In seguito fu colpito da una grave malattia, con un susseguirsi di degenze ospedaliere, prima in quella di Rodi poi all'ospedale della Marina di Piedigrotta di Napoli. Questa lunga parentesi forzata della sua vita gli servì per trovare un equilibrio religioso. La sua inquietudine si dibatteva tra Gesù e Buddha. Tutto cominciò dalla lettura di un piccolo libro che ebbe in regalo dalle suore infermiere, L'imitazione di Cristo: questo fu il primo segno della crisi, ma risultò poi nel tempo essere stata la lettura più utile della sua vita, e lo avviò verso la completa devozione alla Chiesa Cattolica. Da quel momento la sua vita fu un peregrinare verso mete che a quell'epoca erano un "refugium peccatorum" per centinaia di fedeli: Assisi e San Giovanni Rotondo da Padre Pio da Pietrelcina che conobbe personalmente nel 1919. Per alcuni anni lavorò come giornalista in Belgio e nel 1921 fondò a Bruxelles L'époque nouvelle, con l'intento di far conoscere l'Italia in quel paese, quando dovette rientrare in Italia a Torino nel 1923 a causa di una cecità permanente e totale, colpito nel fisico ma non nello spirito, continuò a raccogliere pur con gran difficoltà i suoi scritti di letteratura in oltre 30 libri. Il poeta Tagore lo esortò in quest'impresa con l'invito: "Se vuoi essere un cantastorie cieco, guarda la tua vita riflessa dentro di te e scrivi". L'ultimo lavoro che scrisse prima di diventare cieco fu Sirenide. Da questo tragico evento la sua vita fu confortata solo dall'aiuto che dedicava ai suoi compagni per opere di tipo assistenziale. Nel 1926 organizzò un corteo di persone cieche e le guidò in pellegrinaggio a San Damiano, portando in dono un giglio, un olivo e un biancospino, simboli di purezza, umiltà, e tribolazioni e deposta sul luogo dove San Francesco aveva composto il Cantico delle Creature. Morì a Torino nel 1968. Nel novembre 1999 la città di Torino gli ha dedicato in suo nome un'area di circolazione situata nella circoscrizione n.3.

 

A volte..


 

Buongiorno con Novembre che ci lascia!!! 🍀🍁🌤🐞

Oggi cambia i tuoi pensieri negativi, fai che diventino perle di miele!
È solo un pensiero, e un pensiero può essere trasformato
in una piccola probabilità che ogni cosa col tempo si aggiusterà.
M. Viola

Il popolo Jieng o dinka

Il popolo Jieng o dinka come viene chiamato spesso del Sud Sudan si distingue per la sua statura eccezionale, con uomini e donne che misurano in media 1,82 metri mentre le persone la cui altezza è inferiore a 1,80 metri sono considerate basse.

È frequente incontrare per strada persone la cui altezza supera i due metri, e tra questi c'è Manuel Bol, il grande giocatore di basket NBA più famoso di questa zona, alto 2,31 metri.
Oltre all'alta statura, i Dinka si distinguono per il loro ricco patrimonio culturale e le usanze pastorali, dove l'allevamento e il guadagno del bestiame svolgono un ruolo fondamentale e importante nella loro vita quotidiana,sono considerati i più grandi allevatori di tutta l'Africa ....

venerdì 29 novembre 2024

Carlo Lajolo

(Vinchio, 29 novembre 1922 – Imperia, 3 febbraio 2009)
è stato uno scrittore e partigiano italiano, deportato e sopravvissuto a Mauthausen, e divulgatore degli orrori della deportazione nazista. Nasce in provincia di Asti, da famiglia contadina. Il quinto di sette fratelli, patisce, ventiduenne, gli orrori del lager di Mauthausen e Gusen dal dicembre 1944 al maggio 1945, quando il campo viene liberato dai soldati americani.Negli anni della lotta partigiana, ha combattuto il nazismo sotto lo pseudonimo di "Tarzan, sulle colline delle sue langhe. Cugino primo di "Ulisse", all'anagrafe Davide Lajolo, politico e scrittore, ha condiviso con lui gli ideali partigiani, fino al giorno della sua cattura, l'inizio della deportazione. Tornato al suo paese, riacquista le forze perdute ma non può dedicarsi, nelle condizioni di grande debilitazione in cui versa, alla dura vita contadina, per cui entra nella Polizia Tributaria e si trasferisce a Bordighera, dove conosce la sua futura moglie, Adele Visone. Dopo alcuni trasferimenti fissa la sua dimora in Imperia, nel 1964. È autore del libro Morte alla gola, che narra la tragedia da lui vissuta da ragazzo, e che divulgherà nelle scuole. Si spegne ad 86 anni ad Imperia un pezzo della nostra storia.

Un grande uomo 🧡



Un buon autunno combatte

 Un buon autunno combatte
con una cattiva primavera.
(proverbio abruzzese)

Troverai il tuo cammino.

Troverai il tuo cammino.
Altri potranno camminare al tuo fianco.
Ma nessuno camminerà per te.

Novembre


 

giovedì 28 novembre 2024

Una storia e poi Buonanotte ⭐⭐⭐

Quando nacque, il Mare era placido e gaio.
Cantava, accarezzava le terre che gli stavano vicine; voleva che le onde fossero educate e, prima che uscissero dalla verde casa di vetro, diceva loro: Mi raccomando: niente chiasso per la strada!
Un giorno Milker, il padrone del mondo, condusse nell'abitazione di vetro del Mare una bellissima donna, Aki, e disse al Mare:
- Ecco tua moglie. Il Mare fu molto contento. Gli piaceva avere una compagna che lo aiutasse a tener la disciplina tra le onde e tra i pesci. Ma ben presto si accorse che Aki era bisbetica. Pretendeva che nell'azzurro regno tutti, dalle trasparenti meduse ai salmoni argentati, seguissero i capricci più pazzi che le passavano per la testa. Il Mare, per un po' sopportò; ma visto che Aki non si placava con la dolcezza, adottò sistemi severissimi. Scoppiarono scenate d'inferno. Urlava la moglie, urlava il marito e le onde, sconvolte dal terrore, cercavàno inutilmente di fuggire lontano. Si scatenarono così le prime terribili tempeste. Da quel tempo, nell'oceano, ai periodi di bonaccia si alternano i periodi di tempesta.
Web
Buona serata a tutti Voi ⭐ Lucia 🐞

Santa Maria Maddalena Postel



al secolo Julie-Françoise-Cathérine
(Barfleur, 28 novembre 1756 – Saint-Sauveur-le-Vicomte, 16 /07/1846),
è stata una religiosa francese, fondatrice della congregazione delle Suore delle Scuole Cristiane della Misericordia. Nel 1924 è stata proclamata santa da papa Pio XI. Figlia di Jean Postel e Thérèse Levallois, nacque in Normandia da una modesta famiglia di pescatori; venne educata presso il monastero delle benedettine di Valognes e nel 1776 fece ritorno nel suo villaggio natale, dove diede vita ad una scuola gratuita per fanciulle povere. Durante la Rivoluzione Francese aiutò numerosi sacerdoti a rifugiarsi in Inghilterra ed organizzò una comunità clandestina di fedeli: nel 1798 entrò nel Terz'Ordine francescano assumendo il nome religioso di Maria Maddalena. Dopo il concordato stipulato nel 1801 tra papa Pio VII e Napoleone Bonaparte, tornò a dedicarsi all'organizzazione di scuole ispirate al modello di quelle dei Fratelli Lasalliani e, nel 1807, diede vita alla congregazione delle Suore delle Scuole Cristiane della Misericordia (oggi dette, in suo onore, di Santa Maria Maddalena Postel). Nel 1803 iniziò a restaurare l'antica abbazia benedettina di Saint-Sauveur-le-Vicomte, dove stabilì la casa madre del suo istituto e dove si spense nel 1846, poco prima di compiere 90 anni. Papa Pio X approvò il primo miracolo attribuito all'intercessione di Maria Maddalena Postel con il breve del 22 gennaio 1908: la cerimonia di beatificazione venne celebrata il 17 maggio successivo. È stata canonizzata da papa Pio XI il 24 maggio del 1925. Il Martirologio Romano riporta il suo nome al 16 luglio.

Mi piace la gente

 


Mi piace la gente che non guarda se l'erba del vicino è più verde, bensì cura con amore il proprio giardino. Mi piace la gente che ogni giorno ringrazia il mondo d'avere il pane sulla tavola pensando non sia poi così scontato.
Mi piace la gente che prega per i propri affetti, ma anche per i propri nemici, affinché trovino la strada della luce.
Mi piace la gente che sa scrollarti di dosso la fatica con un sorriso.
E infine, mi piace la gente che non ha bisogno di troppe parole perché con un gesto, mi sa riempire un silenzio.
(Anna Biason)
Dipinto: (Alessandra Placucci)

Segui il tuo cuore

Segui il tuo cuore e presta attenzione alle coincidenze giornaliere che si verificano perché sono le lettere generate dall'oracolo di vita i cui orientamenti ti aiuteranno a compiere il tuo destino

Marco con amor <3

Le quattro stagioni

La primavera è stagione dei fiori: fragole rosse e ciliegie a ciocche!
L'estate è la stagione dei colori:
frumento,fieno, prugne ed albicocche!
L' autunno vien l'uva e le castagne,
e mele e pere il contadin raduna.
Ma già biancheggia il capo alle montagne,
cadon le foglie e l'aria è fredda e bruna.
Il triste inverno sarà qui tra poco:
chiudi ben l'uscio e fatti presso al fuoco.
web

Gli imbecilli


 

Già lo diceva Catone...........


 

Rimani gentile


 

Buongiorno a tutti 🐞con un pensiero del Talmud . 🌤🍀🍂



“Bada ai tuoi pensieri,
poiché diventeranno le tue parole;
bada alle tue parole,
poiché diventeranno le tue azioni;
bada alle tue azioni,
poichè diventeranno il tuo carattere;
bada al tuo carattere,
poichè diventerà il tuo destino.”

(Tratto dal Talmud) 

mercoledì 27 novembre 2024

La kalanchoe



La kalanchoe blossfeldiana è una pianta grassa.  E’ originaria del Madagascar, ma esistono anche specie originare di altri paesi africani, dell’Asia meridionale e delle Americhe. E' una piantina d'appartamento. Le foglie assorbono sostanze dannose spesso presenti in casa e ufficio: formaldeide, rilasciata da colle e vernici dei mobili, e benzene, emesso dalle auto. Queste sostanze vengono immagazzinate nelle cellule delle foglie senza alcun danno per la pianta. 

  • Chiamata “pianta del sorriso” perché considerata capace di aiutare a ritrovare il buon umore grazie ai colori allegri dei suoi fiorellini.
  • Il nome Kalanchoe deriva da un termine cinese; in Cina viene tuttora utilizzata nella medicina erboristica tradizionale. 
  • Nel linguaggio dei fiori è simbolo di allegria e di ottimismo anche nei momenti difficili della vita.

Giuseppe Lancetti,


comunemente conosciuto come Pino Lancetti

(Bastia Umbra, 27 novembre 1932 – Roma, 8 marzo 2007),
è stato uno stilista italiano, creatore del marchio Lancetti.
Pino Lancetti inizia la sua carriera artistica come pittore e decoratore di ceramiche. Terminati gli studi all’Accademia d'Arte di Perugia, nel 1954 si trasferisce a Roma, dove apre il suo primo atelier in via Margutta. In questi anni inizia la collaborazione con le grandi firme della moda italiana emergente: Emilio Schuberth. Le prime a credere nel talento del pittore-stilista furono però Irene Brin, giornalista e scrittrice, e Palma Bucarelli, critica e storica dell'arte, all'epoca direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. È del 1961, il debutto di Pino Lancetti nell'haut-coutre con la prima sfilata a Palazzo Pitti, anche se il successo arriva solo nel 1963 con una collezione di modelli d'ispirazione militare che anticipava i tempi. Lancetti fu, infatti, fra i primi stilisti a comprendere che stava mutando notevolmente sia la moda, sia il ruolo sociale della donna. Il successo internazionale sopraggiunge alla fine degli anni sessanta, quando lancia vestiti realizzati con tessuti stampati che si ispiravano alle opere dei grandi maestri dell’arte contemporanea: Chagall, Kandinskij, Klimt, Matisse, Modigliani, Picasso... Questo gli valse nel mondo della moda internazionale l’appellativo di sarto pittore. Indimenticabile, fra tutte, la collezione dedicata a Picasso e presentata nel 1986, anno in cui a Roma l'Accademia di Francia celebrò i 25 anni di attività dello stilista. Il suo interesse espressivo si concentrò spesso anche sullo stile folk o sul Rinascimento italiano, enfatizzando le linee morbide ed i colori che da essi traeva. Lancetti era il "collegamento" concreto tra la moda e l'arte, in tempi in cui queste reciproche influenze non erano così frequenti come oggi. Lo stilista umbro, grazie alla fondazione del marchio e dell’azienda Lancetti non si occupava solo di abiti e tessuti, ma anche di borse, scarpe, profumi e l’impero commerciale da lui creato non era nato per caso, ma era la sintesi di una ricerca assidua e di una sensibilità pittorica e poetica non comune. Dagli anni settanta a tutti gli anni novanta, le sue boutique spaziavano da Tokyo a New York, i suoi atelier da Milano a Roma. Fra le sue clienti più famose si ricordano: Ginger Rogers, Audrey Hepburn, Annie Girardot, la principessa Salimah Aga Khan, la principessa Soraya Esfandiary Bakhtiari, Paola Ruffo di Calabria, attuale regina del Belgio, e Silvana Mangano, per la quale nutriva una vera adorazione: "Le donne di oggi non sanno più essere eleganti - osservò in una delle sue ultime interviste - non c'è più attenzione, non c'è ricerca. Vedo solo sciatteria, massificazione, soprattutto tra le giovani. È l'era dei jeans e delle t-shirt. L'ultima donna elegante è stata Silvana Mangano: raffinata, bellissima, con quell'incarnato quasi trasparente, diafana negli ultimi anni della sua vita". Nel 1999 decide di ritirarsi dal mondo della moda e cede la sua azienda ad un gruppo imprenditoriale torinese, per dedicarsi alla sua passione originale: la pittura. Nel 2000, presso il Chiostro del Bramante a Roma, sfila la sua ultima collezione. Nello stesso anno riceve dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la decorazione di Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana e gli viene conferito il premio alla carriera, consegnatogli dal Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, durante le sfilate estive di Piazza di Spagna. Pino Lancetti è morto a Roma il 8 marzo 2007, all’età di 75 anni. Oggi riposa nel cimitero comunale della sua città natale: Bastia Umbra.
Onorificenze Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Chiostro del Bramante, Roma, 2000

Scegli bene.....

 


Vivi e lascia vivere

 


Tempi duri...


 

martedì 26 novembre 2024

Buonanotte 🐞⭐️🌙

Coltiviamo la speranza come un fiore pregiato,
ogni sera: innaffiamola con qualche lacrima di luna,
cullandola fino ad addormentarci.
L'ultimo pensiero sia sempre quel sogno
ed al risveglio sia il primo pensiero
mettiamo in moto tutte le nostre energie
per proteggerla e farla crescere.
web.

MI' FIGLIO A 3 ANNI



MI' FIGLIO A 3 ANNI RIESCE A TENE' ALZATO UN MARTELLO DE' 15 KG CO NA' MANO SOLA !!

...TU PENSA CHE INVECE MI' FIGLIO DE' 1 ANNO, RIESCE A TENE' ALZATA TUTTA A FAMIGLIA PE' TUTTA A NOTTE !!

Dio ha dato il vento per la vela,

Dio ha dato il vento per la vela,
il fuoco per il camino,
il tempo per la storia;
eppoi l`amore per la vita.

Fran Tarel

Henri Vidal



(Royat, 26 novembre 1919 – Parigi, 10/12/1959)
è stato un attore cinematografico francese

Già eletto Apollon de l'année 1939, Henri Vidal fu scoperto da Edith Piaf e debuttò nel cinema in Montmartre-sur-Seine (1941), in cui ebbe come partner la stessa Piaf in una delle sue rare apparizioni cinematografiche. Dopo alcuni altri ruoli minori, l'attore fu valorizzato ne I maledetti (1947), nel ruolo del Dottor Guilbert. L'anno successivo, Henri Vidal fu protagonista del kolossal di produzione italiana Fabiola (1948). Grazie alla virile bellezza e alla prestanza fisica, l'attore si assicurò il ruolo del gladiatore cristiano Rhual, accanto a Michèle Morgan, di cui si innamorò e che sposò nel 1950. Durante gli anni cinquanta, Vidal alternò ruoli in costume a interpretazioni più intense in cui ebbe l'occasione di dimostrare il suo talento di attore. Interpretò il generale romano Flavio Ezio nel kolossal Attila (1954), e il maresciallo Gioacchino Murat in Napoleone (1955). Tra le sue migliori interpretazioni sono da ricordare il personaggio di Steve in Amanti nemici (1952), il bandito Pierre Barbier nel poetico Quartiere dei lillà (1957), il pilota automobilistico Pierre Chaillot nella commedia Angelica ragazza jet (1959). Al termine delle riprese della commedia Sexy Girl (1959), in cui interpretò il ruolo del dentista Hervé Dandieu a fianco di Brigitte Bardot, Henri Vidal morì improvvisamente per una crisi cardiaca, all'età di 40 anni. E' sepolto nel cimitero di Pontgibaud, nel natìo dipartimento del Puy-de-Dôme.

Non tutti sanno

 


L’educazione è veramente



L’educazione è veramente un campo dove gli sforzi investiti, in pochi anni, si vedrebbero moltiplicati e tramutati in grandi benefici per tutti.

Marco Barbi

Ti regalo questa frase


 

Piccola grande storia


 

Chi ha inventato


 

Quello che non dici


 

lunedì 25 novembre 2024

Paola Musiani



(Vignola, 25 novembre 1949 –Bologna, 08/01/1985)

è stata una cantante italiana. Originaria di Vignola, inizia a cantare nelle balere della sua zona e, nel 1966, dopo aver partecipato ad un concorso canoro ottiene un contratto con la CBS. Debutta nello stesso anno con il primo 45 giri, La facciata A/Dipingi un mondo per me (la canzone sul lato B viene presentata nello stesso anno al Festivalbar), ma il successo arriva con una versione di Ode per Billie Joe, nel 1967, a cui segue Un ragazzo che sogna nel 1968; l'anno successivo partecipa al Cantagiro 1969 con Deserto. Sempre nel 1969 incide Tu dormirai, canzone inserita nella colonna sonora del film Una lezione particolare. Nel 1970 vince con Faccia da schiaffi la Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia; l'anno successivo partecipa a Canzonissima con Il nostro concerto, di Umberto Bindi. Partecipa poi a Un disco per l'estate 1971 con Noi, a Un disco per l'estate 1972 con Passerà; ritorna a Canzonissima nel 1972 con Amore immenso e nel 1974 proponendo una sua versione di Tango della gelosia. Partecipa al Festival di Sanremo 1974 con La donna quando pensa ed al Festival di Sanremo 1975 con Se nasco un’altra volta. Negli anni successivi, pur continuando ad incidere, si avvicina all'operetta ed inizia a recitare, fino alla prematura scomparsa avvenuta nel 1985 all'età di 35 anni a causa di un incidente stradale (la sua "Volvo" grigia si schiantò contro un autocarro).

Le stagioni del nostro Amore




"lo sapevamo"
Con te mi sono sentita viva!
Importante! Donna!
Il nostro Amore è stato come le stagioni,
"lo sapevamo" entrambiche non sarebbe durato.
E' cominciato timido come il sole a primavera,
con dolci baci e dolci parole.
Le parole erano la nostra acqua
da gettare sul fuoco delle attese
dei nostri incontri così desiderati
e ardenti come il sole d'estate.
Non poteva continuare "lo sapevamo"
e abbiamo fatto sì che l'autunno
arrivasse per sopire i nostri sensi,
come la stagione fa
coprendo il suolo ancora caldo
dell'estate appena trascorsa
con una coltre di foglie gialle.
Ma noi avevamo una speranza...
che sopisse si!
....Ma alla prima occasione
l'avremmo risvegliato ancora
con parole e baci ardenti.
I tuoi silenzi
hanno fatto arrivare l'inverno
sul nostro Amore.
La neve ha seppellito
un bellissimo sentimento
che non danneggiava nessuno.
perchè entrambi "lo sapevamo"
cosa ci eravamo ripromessi.
Non me lo aspettavo così presto!
Non avrei voluto altri incontri
"non potevamo" avrei solo desiderato
essere coltivata come una pianta preziosa.
Innaffiata amorevolmente
con parole piene dei nostri ricordi.
E' finito tutto!
Hai lasciato appassire quel fiore
che ci rendeva vivi.
Ma tu mi conosci....l’ho coltivato io.
Quel fiore appassito
ha generato il seme dell'affetto.
Lo innaffio continuamente
parlandogli dei nostri bellissimi ricordi.
E come ho sempre asserito:
-finche il mio cuore non cesserà di battere
e la mia memoria non mi abbandonerà,
l'affetto e il ricordo di te
mi accompagneranno lungo il cammino,
aspettando tranquilla il Riposo Eterno.
Lucia 2.000 anni fa.
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Come potrei non amarti.

Come potrei non amarti se alimenti il mio fuoco? Non sono stata io a baciarti e non è stato un gioco. Sono cotta a tal al punto  che se tu n...