Fin da piccola attirò la mia attenzione un uomo, che veniva da lontano, molto amico di mio padre: vestiva di bianco, portava una tunica fino alle caviglie, con un cappuccio sulla schiena e una cintura di cuoio. Mi sorrideva quando mi vedeva e io ero felice quando veniva a casa nostra. Parlava con una voce piacevole e dolce. Un giorno, dopo il pasto, ci fu una conversazione molto interessante. Io ascoltavo attentamente i discorsi dei grandi. L'amico di mio padre diceva: " Viviamo in comunità, lontani da Gerusalemme presso il mare del Sale, siamo un gruppo di uomini uniti come fratelli, aspettando la venuta del Messia." Ciò che impressionò i miei genitori fu che quella comunità di uomini ritiratisi nel deserto non si sposavano, perchè avevano offerto la loro vita a Dio, in attesa del Messia. Non vidi mai quell'uomo vestito di bianco entrare nel Tempio. Incuriosita io stessa osai un giorno chiedergli il perché. " Noi, bambina- mi rispose sorridendo cantiamo gli stessi Salmi, leggiamo gli stessi testi delle Scritture, ma per noi il Tempio del Signore è un tempio vivente: il vero Tempio è la nostra comunità di fratelli, ognuno di noi è un autentico Tempio del Signore. Dio abita nei nostri cuori giorno e notte ". Fu allora che si sviluppò in me la medesima aspirazione: quella di poter vivere aspettando la venuta del Messia, offrendo anch'io totalmente la mia vita a Dio, come quei santi uomini: essere così tutta di Dio. Andai consolidando nel mio spirito quella prima intuizione da bambina, con il passare degli anni, quell' idea diventava una decisione. Anziché il matrimonio prendeva il sopravvento l' ideale di una consacrazione totale a Dio. La mia vita sarebbe stata offerta così, con semplicità di cuore e con tutto l' amore, al Signore, e per sempre. D.J.M.Vernet |

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