
Il
racconto mitologico afferma che un giorno di primavera il Dio
Plutone, re del mondo sotterraneo e fratello di Giove, sbucò in
Sicilia dal lago di Pergusa; e rimase colpito dalla visione che
apparve ai suoi occhi: in mezzo ai prati, la giovane Proserpina,
assieme alle ninfe che la accompagnavano, raccoglieva fiori
variopinti e profumati. Vederla, innamorarsene e rapirla, fu tutt’uno
per Plutone; e se la portò giù agli inferi. Il ratto fu cosi
subitaneo, che nessuno seppe dare indicazioni alla madre Cerere, che
per tre giorni e tre notti ricercò Proserpina, per tutta la terra,
facendosi luce di notte con un pino da lei divelto e acceso nel
cratere dell’Etna. Alla fine dei tre giorni d’inutili ricerche,
Cerere si adirò e cominciò a far soffrire gli uomini, provocando
siccità, carestie e pestilenze. Gli uomini allora si rivolsero a
Giove, supplicandolo di trovare una soluzione; e Giove risolse il
problema, decidendo che Proserpina stesse per otto mesi, da gennaio
ad agosto, sulla terra assieme alla madre; e per quattro mesi da
settembre a dicembre, sotto terra col marito Plutone, determinando
così l’alternanza di due sole stagioni nel clima della Sicilia.
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